04/10/2004

Caramelle made in Usa

COMUNICAZIONE: E' stata pubblicata su Aljazira.it la quarta ed ultima puntata di Beautiful Oriana . Un particolare ringraziamento a chi ha apprezzato la serie ed espresso solidarietà.

LETTURA CONSIGLIATA: I codici del Corano, di Miguel Martinez. La Digos indaga sui codici del Corano, mentre c'è chi accusa il Vaticano di aver creato l'Islam.

Il 30 settembre scorso, tre autobombe hanno fatto strage di civili a Baghdad: tra loro 34 bambini. Erano lì perché volevano le caramelle distribuite dai soldati americani del convoglio militare nel mirino dell'attacco. Questa è almeno la versione degli ufficiali americani e cosi hanno ripetuto i megafoni dell'occupazione sulla stampa.

Ho letto la riflessione di Lia sull'argomento: "E' appurato che i bambini sono stati chiamati con gli altoparlanti ed esortati a circondare il convoglio con la promessa di caramelle e dolciumi. I familiari delle vittime - diversi dei quali avevano espressamente proibito ai piccoli di avvicinarsi al convoglio, proprio perchè era pericoloso - accusano apertamente gli americani di avere voluto usare i bambini come scudi umani. E credo che qualsiasi adulto sulla terra considererebbe molto, molto imprudente attirare bambini attorno ai carroarmati, in una situazione come quella che c'è lì. Doppiamente imprudente, visto che le esplosioni non sono state causate da kamikaze che, effettivamente, avrebbero potuto essere dissuasi dalla presenza dei piccoli, ma da autobombe collocate in anticipo e perfettamente prevedibili da parte di un esercito che, come dicevo, subisce attacchi di questo tipo ogni giorno."

Pur condividendo il commento di Lia in merito alla vicenda, non me la sentirei di dire che è "appurato che i bambini sono stati esortati a circondare il convoglio". Mi siego meglio: non sto mettendo in dubbio che li abbiano esortati ad andare a prendere delle caramelle, ma che li abbiano esortati a circondare il convoglio stesso. Personalmente non credo affatto alla versione che vuole che gli americani siano impegnati, in prima persona, a regalare dolciumi dai loro carri armati. In base alle regole militari applicate nelle zone di guerra "calde" (e che gli americani rispettano scrupolosamente per preservare la loro incolumità), non è permesso a nessun civile - bambini o meno - di avvicinarsi ad un convoglio armato.

I bambini, come gli adulti, sono considerati dagli americani potenziali nemici ostili. E a dimostrazione di ciò, c'è una valanga di foto che mostrano militari americani mentre perquisiscono bambini oppure addirittura li immobilizzano in contesti ben più sicuri di una strada pubblica dove, come faceva notare Lia, in media ci sono circa 85 attacchi al giorno. Foto mostrate solo dai mezzi di informazione arabi, ovviamente, anche se nel film di Moore si vedono benissimo i militari americani mentre tengono sotto tiro i bambini nelle case che perquisiscono, spaventadoli a morte.

Le ultime due foto sono state pubblicate da Aljazira, scatenando le proteste di numerose organizzazioni umanitarie. Qua però nessuno ne parlò. Ma prima ancora, Aljazira aveva pubblicato la foto di un soldato americano che perquisiva dei piccoli bambini afghani, scatenando reazioni simili.

Potete capire ora il mio scetticismo in merito alla favoletta delle caramelle distribuite per mano degli americani dai carri armati. Mi rifiuto di credere che i soldati, viste le foto di sopra che documentano la prassi, abbiano chiamato i bambini vicino al loro convoglio. Non perché sono buoni e non oserebbero mettere dei bambini in pericolo, ma perché - ai loro occhi - i bambini stessi rappresentano un pericolo. Secondo me la versione è stata addolcita dal Pentagono e dalla stampa con la storia delle caramelle distribuite dai militari americani stessi. I carri armati avranno pure usato i megafoni per chiamare i bambini, ma a distribuire le caramelle era molto probabilmente personale iracheno. Gli americani si saranno limitati ad indicare il posto dove era in corso la distribuzione, sicuramente un pò lontano dal convoglio stesso ma non abbastanza per risparmiarli dalle esplosioni. Ecco perché le vittime furono essenzialmente iracheni, e non americani.

Il fatto che si siano adoperati per informare della distribuzione delle caramelle, pur non prendendosi personalmente i rischi di una simile irresponsabilità, non li assolve di certo dalle colpe che Lia ha giustamente delineato, semmai le rafforza. Non dimentichiamoci quindi che gli americani stanno ben attenti a non esporsi ai pericoli: perfino i convogli della croce rossa devono essere preceduti da uno sbandieratore, chi non si ferma viene subito abbattuto... Le vittime di incidenti simili in Irak non si contano più. Immaginare il buon soldato americano mentre, sorridente, allunga la mano con la caramella dal carro armato fa parte della fantasia cinematografica. Ad occuparsi di simili "operazioni umanitarie" non sono di certo loro, ma quegli sfortunati iracheni che per sopravvivere accettano di accollarsi tutti i rischi al loro posto.

Mi chiedo inoltre se la distribuzione di caramelle rientra nello schema della famosa "ricostruzione". A leggere le cifre riportate ieri nel post "Cifre eloquenti", sezione "Affari in Irak", risulta che il paese abbia ben altre necessità. Non saranno di certo queste scenate hollywoodiane messe in atto da sventurate comparse irachene ad alleviare le sofferenze dovute ai bombardamenti statunitensi che proseguono tuttora mietendo sempre più vittime tra i civili, inclusi i bambini.

di Sherif El Sebaie at 00:00:00

03/10/2004

Cifre eloquenti

La matematica non è un'opinione...

Dichiarazioni

0 il numero di volte che Bush ha citato Bin Laden o l'Arabia Saudita nei suoi tre discorsi sullo Stato dell'Unione. 1 il numero di dichiarazioni pubbliche dell'amministrazione Bush sulla sicurezza nazionale che tra il 20 gennaio e il 10 settembre 2001 hanno citato la rete di Alqaeda. 104 invece il numero di dichiarazioni che, nello stesso periodo, hanno citato l'Irak o Saddam. 237 il numero di dichiarazioni ingannevoli sull'Irak fatte dai vertici della Casa Bianca tra il 2002 e il gennaio 2004, e 65 sono quelle che hanno citato le "armi di distruzione di massa". 140 il numero dei sauditi (fra cui membri della famiglia Bin Laden) fatti uscire dagli Usa immediatamente dopo l'11 settembre. 1700 % la percentuale di aumento delle spese dell'Arabia Saudita in spese di pubbliche relazioni negli Stati Uniti tra il 2001 e il 2002.

Sicurezza negli Usa

0 dollari la somma approvata da Bush per assumere più agenti speciali nel Servizio di Immigrazione e naturalizzazione incaricato di seguire le tracce di 1200 immigrati illegali noti entrati negli Usa da paesi dove Alqaeda è attiva (anzi, ha tagliato 10 milioni dal bilancio della stessa in un momento in cui l'agenzia può contare su soli 14 agenti per rintracciare i 1000 e passa clandestini). 0 dollari anche la cifra stanziata da Bush per la sicurezza dei porti. 3.29 dollari spesa annua procapite per la sicurezza in tutti gli Stati Uniti. 3 milioni di dollari per la Commissione che ha indagato sull'11 settembre mentre erano ben 5 milioni quelli stanziati a una commissione federale nel 1996 per studiare il gioco d'azzardo legalizzato e  50 milioni quelli stanziati per indagare sul disastro dello Shuttle Columbia. 

Guerra in Irak

0 il numero di minuti che Bush, Cheney, Rumsfeld, Woflowitz, Perle e Rove, membri del PNAC e artefici della guerra in Irak hanno combattuto in guerra. 0 il numero degli alti vertici che hanno pianificato la guerra e hanno familiari tra i soldati mandati in Irak. 0 il numero di bare di soldati americani morti che l'Amministrazione Bush ha permesso di fotografare. 2 il numero dei paesi che Bush ha attaccato e in cui ha mandato truppe americane dall'inizio della sua presidenza. 130 il numero dei paesi (su un totale di 191 riconosciuti dall'ONU) con una presenza militare Usa sul loro territorio. 4 miliardi di dollari la stima fatta dalla Casa Bianca del costo mensile della presenza militare Usa in Irak. 401 miliardi di dollari il bilancio militare Usa nel 2004.

Affari in Irak

4.7 miliardi di dollari il valore globale dei contratti firmati con la ditta Halliburton, società di cui il Vice presidente Cheney è stato amministratore delegato e di cui tuttora detiene un cospicuo numero di azioni. 15 milioni di dollari valore del contratto con una ditta Usa per costruire in Irak una fabbrica di cemento (80.000 dollari la cifra - presa da fondi confiscati a Saddam - spesa da una ditta irachena per costruire la stessa fabbrica). 55 % la percentuale di iracheni disoccupati prima della guerra, ben 80 % un anno dopo il suo inizio. 92 % la percentuale di aree urbane irachene che nel 2002 avevano accesso all'acqua potabile, diventata il 60 % nel 2003.

Ricchezza e povertà

489 miliardi di dollari il deficit commerciale Usa 2003, il peggiore della storia degli Usa per un singolo anno. 10.9 milioni di dollari la ricchezza media di ciascuno dei 16 componenti del Consiglio di Gabinetto di Bush. 40 % la percentuale di ricchezza americana nelle mani dell' 1 % più ricco della popolazione. 75 % la percentuale degli americani non beneficiati dai tagli fiscali nel 2003 (i componenti del Gabinetto di Bush hanno invece risparmiato 42.000 dollari). 34.6 milioni il numero di americani che vivono sotto il livello di povertà (1 ogni 8 abitanti). 6.8 milioni il numero di americani che, pur lavorando, vengono classificati come poveri. 35 milioni il numero di americani che il governo definisce "cibo-incerti" cioè affamati. 43.6 milioni gli americani che alla fine del 2002  non avevano un'assicurazione malattia e 2.4 milioni sono quelli che l'hanno persa nel primo anno della presidenza Bush.

Vacanze

28 i giorni di vacanza che Bush si prese nell'agosto del 2003. 28 quelli che si prese nell'agosto del 2001, mese in cui ricevette le prime informazioni su un piano di Alqaeda per attaccare l'America. 500 i giorni che ha passato lontano dalla Casa Bianca. 13 i giorni di vacanza annuali dell'americano medio. 

Istruzione e informazione

85 % la percentuale di giovani americani che non sanno trovare l'Afghanistan, l'Irak o Israele su una carta geografica. 30 % la percentuale di quelli che non sanno trovare l'Oceano Pacifico e 11 % quelli che non sanno trovare gli Stati Uniti. 69 % la percentuale di americani che credono in un coinvolgimento personale di Saddam Hussein negli attacchi dell'11 settembre. 34 % quelli che credevano, nel giugno del 2003, che le "armi di distruzione di massa" di Saddam Hussein fossero state trovate. 22 % quelli che credevano che le avesse usato contro le forze americane. 30 % la percentuale di americani che ritengono la politica troppo difficile da capire.

Tratto da "What we've lost" (Che cosa abbiamo perso) di Graydon Carter, editore: Little Brown.

di Sherif El Sebaie at 00:00:00