09/10/2004
Corso gratuito di Cultura e Lingua araba a Torino

Specchi fedeli della civiltà dei popoli dell’Islam, come pure le loro tradizioni millenarie, sono il loro fantasioso e raffinato artigianato d’arte, le loro danze e la loro saporitissima cucina. Sullo sfondo, il deserto: infinito e superbo che custodisce gelosamente i segreti degli Arabi, fieri ed orgogliosi delle proprie tradizioni e dei propri costumi. Lingua e dialetti. Luci e suoni. Colori, sapori, odori, profumi e gusti di un Medio Oriente che ha conservato intatta la sua magia, sapendo coniugare con saggezza il passato con il presente. Magia intrigante e suggestiva, ammaliatrice ed arcana, unica, tutta da scoprire.
Ecco quindi un corso, un passe-partout, per tentare di comprendere questo mondo “lontano”. Un viaggio in un mondo in cui passato, presente e futuro coesistono secondo leggi naturali, frutto di una saggezza e di una filosofia antica, che a volte sfugge alla comprensione dell’Occidente. Un viaggio per immagini, molte, e per parole. Avanti e indietro nel tempo, per evocare sensazioni, fantasie, pensieri e - soprattutto - riflessioni, in questo momento critico della storia dell'Umanità su cui pesa l'incubo dello "scontro tra civiltà".
Il corso gratuito di cultura e lingua araba di primo livello, arrivato ormai al suo terzo anno, ideato dall'Associazione Culturale Inturin e finanziato dal Politecnico di Torino (il che significa che tutto - incluso il materiale didattico - è gratis per l'iscritto) con l'appoggio accademico della Cattedra di Letteratura araba del Dipartimento di Orientalistica dell'Università degli Studi di Torino e del Centro di Ricerche Federico Peirone per la documentazione delle relazioni cristiano-islamiche, è tenuto dal sottoscritto.
Come già segnalato da parte di Stampa, Repubblica e Torino Sette, il corso si tiene il martedì di ogni settimana dalle ore 18.30 alle 21.00 (lezione di lingua seguita da conferenza) per il primo livello. Numerosi gli illustri ospiti attesi alle conferenze settimanali nonchè l'interazione con vari enti ed associazioni. La novità del corso infatti consiste - oltre che nell'insegnamento della lingua e la gratuità - nelle conferenze multimediali che seguono ogni lezione e che affrontano tematiche dell'attualità, della storia, della religione e dell'arte dei paesi dell'Islam.
Per iscriversi (il corso è aperto al pubblico e anche ai non-studenti): inviare una mail all'indirizzo: corsodiarabo@hotmail.com con nome, cognome, data di nascita e numero di cell (o tel fisso) . Il giorno di inaugurazione dei corsi il martedi 26 ottobre 2004 alle 18.30. Il corso dura da Ottobre a Giugno.
08/10/2004
L'incubo diventato realtà
Il mio incubo peggiore si è purtroppo avverrato: i maledetti criminali che hanno distrutto l'industria turistica egiziana nel 1997 con l'attacco a Luxor sono tornati in azione, colpendo una delle zone turistiche più gettonate dell'Egitto. E ancora una volta, le vittime sono inerme persone che si godevano le vacanze. Persone che, con la loro presenza, davano lavoro agli egiziani e facevano funzionare l'economia del paese.
Non voglio nemmeno immaginare le ricadute negative che questi attentati avranno sull'industria turistica e sull'economia egiziana fortemente basata sul turismo. Non abbiamo nemmeno fatto in tempo a riprenderci, che ci hanno colpito di nuovo ! L'anno scorso ebbi l'opportunità di tornare in Egitto dopo tre anni di assenza assieme ad un gruppo di amici e conoscenti italiani e di vedere, con i miei occhi, i pullman pieni zeppi di turisti parcheggiati davanti al museo egizio del Cairo.
Ora, purtroppo, vedo già il parcheggio vuoto, i lavoratori che si lamentano della mancanza di turisti, la disoccupazione che aumenta, e di conseguenza anche la povertà e la miseria e lo spazio vitale dove solo il fondamentalismo è capace di muoversi. Mia sorella, egittologa, si laureò svariati anni fa e prese la licenza di guida turistica. Non ebbe nemmeno l'opportunità di lavorare perché i maledetti criminali avevano cominciato l'ondata di attacchi contro i turisti. Emigrò in Canada, dove proseguì gli studi in egittologia e da allora vive là.
Stava per tornare in Egitto fra qualche giorno, per rinnovare la licenza che non le è mai servita e che - a quanto pare - non le servirà più per un bel pò di tempo, fin quando la gente non si dimenticherà dell'accaduto e non ricomincerà a pensare ad un Egitto sicuro. Processo che, normalmente, dura come minimo cinque anni. E sarebbe andata, assieme a mia madre, a trascorrere un periodo di vacanze proprio al Mar Rosso.
E poi per cosa tutto questo, per colpire gli israeliani? Cioè proprio quelli che hanno costruito l'albergo, colpito ieri, aprendo gli occhi degli egiziani sull'importanza turistica del Sinai? Questi individui, questi criminali, che dicono di voler riportare i paesi dell'Islam alla vecchia gloria e di sostenere la causa palestinese pensano davvero di poterlo fare piazzando le bombe, distruggendo le infrastrutture vitali, disoccupando la gente, aumentando la povertà? Oppure stanno tentando di farci regredire per poterci governare meglio in un futuro che spero di non vedere mai?
Le mie più sentite condoglianze alle vittime, israeliane e non, dell'orrendo attentato. L'Egitto non è in mano ai criminali. L'Egitto che io conosco è quello dell'autista del pullman dei trasporti pubblici che un giorno mi riaccompagnò assieme a tutto il gruppo di amici italiani in albergo. Una persona umile e semplice che disse, senza esitazioni e senza essere costretto a farlo: nessuna religione ammette l'uccisione dei civili, delle persone che vogliono conoscerci, che vogliono trascorrere tempo felice in mezzo a noi.
Non oso nemmeno pensare a come reagiranno le persone ora di fronte ad un invito ad andare in Egitto. Già a Pasqua scorsa, e in un clima di piena sicurezza, soffrii non poco per convincere chi esitava. E sono contento di esserci riuscito, allora. Ma adesso sono sicuro che non si ripeterà più. Il mio invito quindi è di visitare l'Egitto, non aver paura e non farsi influenzare dalla propaganda negativa. E' proprio dopo attacchi del genere che la sicurezza è alle stelle, che i terroristi non oseranno colpire. E che i prezzi si abbassano, con buona pace dei gestori.
Non rinunciate alla Terra dei faraoni, al Mar Rosso che è stato per tutti gli ultimi anni la meta preferita degli italiani in vacanze. Non lasciate il popolo egiziano solo di fronte ai criminali che vorebbero saccheggiare i nostri musei, i nostri monumenti e la nostra eredità storica, fatta di capolavori ma anche di ospitalità in nome di una visione distorta e malata dell'Islam finalizzata a scopi politici.