29/10/2004
Il bersaglio facile !

Pubblicato su: http://www.padania.to.it/Posta.htm
Da:
Inviato: domenica 24 ottobre 2004 16.04
A: torino@padania.to.it
Oggetto: Il Presidente degli Studenti del Politecnico paragona la Lega Nord al nazismo
Gentili Signori,
Vi segnalo che il rappresentante degli studenti del Politecnico di Torino, uno studente egiziano tale Sherif el-Sebaie, sul suo blog personale fa allusioni tra la Lega nord e il nazismo.
Qui troverete una foto che compariva subito dopo il titolo dell'articolo che allego. Leggendo poi le risposte a dei commenti (in particolare questa, rintracciabile nei commenti dell'articolo "Delucidazioni su Israele" del 23/10/2004, il presidente degli Studenti del Politecnico di Torino scrive, facendo riferimento ad un commento di un altro lettore: "Caro Hyaan, da una persona che difende i leghisti e se la prende per il paragone - più che evidente - con il nazismo ha certe idee che nessuno gli toglierà di mente. Accolgo con piacere la sua decisione di non scrivere più su questo blog.") è possibile trovare alti casi di paragoni simili.
Mi limito a segnalarvi questo fatto - e nel caso ve ne segnalerò altri - nella speranza che possiate difendere il nome della Lega Nord da esternazioni di questo genere, e porre fine a questa incresciosa situazione.
Tanto mi premeva.
Distinti saluti e buon lavoro
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Da:
Inviato: domenica 24 ottobre 2004 16.29
A: torino@padania.to.it
Oggetto: Dati ulteriori
Gentili Signori,
In merito alla mia email precedente, in cui vi segnalavo le affermazioni del presidente degli Studenti di Torino, vi segnalo il suo blog personale, di cui prima mi ero dimenticato: http://sherif.clarence.com/
Cordiali Saluti
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Risposta (anche se cose simili non sono nemmeno degne di una risposta)
L'articolo oggetto dell'inquisizione padana è disponibile qui
Ovviamente, in puro stile Gestapo, un anonimo lettore di questo blog - che non ha manco avuto il coraggio di firmare o pubblicare o farsi pubblicare il proprio indirizzo email - sollecita di "porre fine a questa incresciosa situazione", non si capisce in quale modo esattamente.
E' divertente poi scoprirsi accusato di "allusioni" (Evidentemente, in mancanza di qualcosa di concreto si fa ricorso alle "allusioni"): nel mio post infatti è stato solamente riportato un brano tratto da un articolo di un rispettabile docente universitario, la Dottoressa Anna Maria Rivera, docente di etnologia presso l'Università di Bari. E la docente in questione dice:
"Ma la linea antimusulmana della Lega non è principalmente o solo una scelta strumentale, bensì un elemento strutturale del suo impianto ideologico: nell'inquietante "scivolamento" della Lega Nord verso una simbologia, un lessico, una Weltanschauung che presentano tratti comuni con il neonazismo - si pensi alle locuzioni leghiste "razza padana" e "inquinamento da stranieri" nonché alla comparsa, nella toponomastica "spontanea" ispirata dalla Lega, di scritte quali "Comune deislamizzato"- è possibile leggere non una deriva ma l'esito conseguente delle sue premesse ideologiche e culturali. Nel quadro di tale scivolamento, la figura del Musulmano, soprattutto se immigrato e povero, nell'immaginario e nelle strategie discorsive leghiste va sempre più assumendo tratti comparabili con quelli dell'Ebreo dell'antisemitismo storico. Chi, anche a sinistra, sostiene che il leghismo non sarebbe altro che un epifenomeno, l'espressione più "colorita" e superficiale, dunque più innocua della xenofobia e del razzismo, mostra di non cogliere la valenza performativa di ogni discorso razzista, e dunque anche di quello leghista. Il leghismo ha rotto l'interdetto che dalla fine della Seconda guerra mondiale aveva reso impronunciabili il lessico e il linguaggio della supremazia razziale."
La foto pubblicata quindi in alto del post, ritraente dei manifesti leghisti accanto a manifesti nazisti illustra chiaramente i contenuti del brano della docente in questione e si collegano a quanto da lei affermato. Non sono qualcosa di "inventato" dal sottoscritto con lo scopo di "diffamare" la Lega: in quel post infatti non c'è neanche una singola parola del sottoscritto. Nel mio blog, inoltre, era l'unico post in cui si parlava della Lega.
Il mio commento, invece, che parla di paragone "più che evidente" si riferisce proprio alle parole della docente in questione. Ho provveduto a cancellarlo, nell'ottica di riformularlo in una maniera ancora più precisa (possibile che io debba cervellarmi per "blindare" ogni mio commento? Non basta quello che faccio? ) visto che qualcuno non esita a strumentalizzarlo per chiedere chissà cosa (forse la mia espulsione).
In poche parole quindi, se l'anonimo lettore di questo blog, o la Lega, vogliono prendersela con qualcuno, vadano a cercare la docente in questione. Sono sicuro che saprà difendersi benissimo. E' facile prendersela con lo "studente egiziano" di turno per distogliere l'attenzione da una "polemica" che è squisitamente interna alla politica italiana.
Un ulteriore invito a non confondere le personali affermazioni del sottoscritto con le opinioni pubblicate sul sito, opinioni che sono tra le più disparate. Al lettore spetta di riconoscersi o meno in esse senza perciò etichettarle come opinioni personali del sottoscritto e chiedere "provvedimenti".
Spero che questo spiacevole episodio sia solo un miserabile tentativo di mettermi "fuori gioco" prima delle imminenti elezioni studentesche al Politecnico di Torino. Elezioni particolarmente accese quest'anno, visto che per la prima volta si presenta una lista di Sinistra e considerata la mia decisione di candidarmi nelle fila della stessa.
Sono ben consapevole inoltre dello smacco subito dal Movimento Giovani Padani (Lega Nord) alle precendenti elezioni per il Consiglio Nazionale Studenti Universitari nel vedere, sulla stampa, titoli come: "E' uno studente arabo il più votato al Politecnico".
Sherif El Sebaie
29/10/2004
Il ritiro da Gaza

A quando?
Il cosiddetto "ritiro" da Gaza è in realtà solamente una ricollocazione degli insediamenti ebraici, mentre Israele mantiene basi militari ed esercita controllo su confini, costa, spazio aereo ed acque di Gaza. La striscia rimarrà un esteso campo di detenzione, una concentrazione di miseria e disperazione che genererà nuovi terroristi, i cui atti verranno cinicamente usati da Sharon per continuare a rifiutare negoziati. I sei blocchi di insediamenti per i quali Sharon, con l'approvazione di Bush, ha chiarito che rimarranno sotto controllo israeliano, sono deliberatamente collocati in modo da dividere la Cisgiordania e rendere impossibile un vero Stato palestinese pacifico, democratico ed in grado di vivere. Il crudele ed illegale "muro dell'apartheid" rimarrà nel suo percorso criminale attraverso terre palestinesi, con modifiche solamente cosmetiche, imprigionando i palestinesi, distruggendo i loro mezzi di sussistenza ed assicurando la continuazione del sadico regime di "chiusura" e di punizione collettiva di un intero popolo. [...] Noi, gruppi ebraici in Europa, siamo fermi nel nostro rifiuto di questo gesto unilaterale contrario ad ogni prospettiva di un Medio Oriente pacifico e chiediamo alle istituzioni dell'Unione Europea di riaffermare il proprio impegno per il governo della legalità internazionale e per un accordo giusto e negoziato.
Comunicato degli Ebrei Europei per una Pace Giusta
Sharon vuole risolvere il problema demografico confinando i palestinesi in prigioni a cielo aperto, delle sacche isolate, dei ghetti isolati. Poiché è fallita la messa in opera del trasferimento esterno, spera di poter realizzare un trasferimento interno. Egli spera che un giorno i palestinesi emigreranno avendo perso ogni speranza di poter vivere una vita decente a casa loro. In altre parole, Sharon spera di perpetuare l'occupazione insieme ad un sistema di apartheid, il peggior sistema che si sia mai visto nella storia umana. La sua visione di un ritiro unilaterale dalla Striscia di Gaza mira a tirare fuori Israele da una profonda crisi economica, di sicurezza, politica e demografica, una crisi provocata da questa stessa occupazione che egli spera di perpetuare. [...] Non esiste un limite alle anomalie di Sharon che possono indurlo a brusche decelerate, ma è difficile negare la sua attitudine al calcolo strategico. E' innegabile che il piano di Sharon per Gaza comporta la realizzazione di cinque obiettivi strategici:
1. Distogliere l'attenzione dalle colonie e dal Muro, guadagnare tempo per proseguire la costruzione criminale del Muro, annettere ed ebraicizzare al meno il 58% della Cisgiordania e trasformare il resto in prigioni, cantoni e ghetti. Ciò annienterà ogni speranza verso uno Stato palestinese indipendente e sovrano così come verso una pace reale.
2. Spingere i palestinesi in una guerra civile alfine di minare sia l'Autorità Nazionale Palestinese che i movimenti nazionalisti e islamici, favorendo così la frammentazione dei palestinesi e la riduzione della loro direzione nazionale a semplici "prefetti di polizia" e agenti di sicurezza al servizio dell'occupazione.
3. Soppiantare la Road Map, che di fatto Sharon ha sempre rifiutato, con un piano israeliano unilaterale, eliminando di fatto tutto ciò che Sharon non vuole dalla Road Map (il congelamento di ogni forma di colonizzazione e la creazione di uno Stato palestinese entro il 2005). Rimpiazzando la Road Map con il suo piano, Sharon si assicura simultaneamente che siano fissati solo gli impegni dei palestinesi per la sicurezza, facendo così del popolo palestinese in assoluto la prima nazione sotto occupazione a dover garantire la sicurezza dei suoi occupanti.
4. Rompere l'isolamento internazionale crescente e ridurre i problemi ai quali devono far fronte le politiche israeliane di occupazione riguardo al Muro dell'apartheid.
5. Conservare l'iniziativa strategica e costringere i protagonisti palestinesi, arabi ed anche internazionali a giocare secondo regole fissate da Israele, a danzare al ritmo stabilito da Israele.
[...] Compresi questi obiettivi strategici, un esame più approfondito dell' "illusione" che Sharon crea riguardo al "ritiro dalla Striscia di Gaza" non rivela nulla di più che un trucco ammantato dall'ambiguità internazionale. Il piano di Sharon non è concepito per influire sul ritiro, ma per riorganizzare il controllo israeliano sulla Cisgiordania, rendendo questo meno costoso e pericolo per l'occupante. Coloro che pensano questo sia un vero ritiro, così come è concepito, dovranno spiegare prima di tutto come un simile piano può essere conciliato con quello che segue:
a) La demolizione costante di centinaia di case lungo la frontiera egiziana a Rafah, al ritmo di cinque case al giorno. In questa regione dove 82 bambini sono stati uccisi dall'esercito, è in atto un vero e proprio processo di pulizia etnica.
b) Diverse centinaia di nuovi ordini di confisca delle terre e l'espansione della superficie delle colonie a Deir el-Balah, Kfar Darom e Netzarim.
c) L'esclusione voluta da Sharon delle più importanti colonie della Striscia di Gaza dal cosiddetto piano di ritiro. Il premier Sharon evita inoltre ogni riferimento al ritiro dal corridoio che circonda la Striscia di Gaza da tutti i lati, corridoio tracciato su terre palestinesi.
Tratto da The Palestine Monitor, Marzo 2004