01/12/2004
La simpatica
Gira per l'Italia,
forse per carità di patria,
una giornalista di ordine sotterraneo,
brutta, vecchia e risucchiata dalla Luna.
Scrive interviste immaginarie
incise su nastri di reggicalze:
così tenta di assorbire
i suoi tumulti interni e fisici.
Per lei non fiori
ma opere di bene.
Salvatore Quasimodo (1901 - 1968)
29/11/2004
Dada Rosso

Ho accolto la notizia della morte prematura di Dada Rosso, giornalista free-lance della Stampa e fondatrice della Casa Editrice Epoché con sgomento e immensa tristezza. Non doveva succedere, non avrebbe dovuto essere su quell'aerotaxi che è precipitato in Ciad, ma poi un posto si è liberato e la vacanza organizzata da più di un anno si è conclusa con un doloroso funerale, celebrato ieri.
Quando succedono queste cose, quando si assiste alla morte tragica e inaspettata di una persona che hai conosciuto e con cui hai parlato riuscendo a coglierne tutto lo spessore culturale e l'entusiasmo per il lavoro svolto, si capisce veramente il significato della morte, e si coglie pienamente il senso del versetto coranico che recita: "In verità a Dio apparteniamo e a Dio facciamo ritorno, e nessuno sa in quale terra morirà".
Ho conosciuto Dada quando il Direttore della rivista Traspi per laquale ho scritto e scrivo tuttora numerosi articoli mi passò il suo numero di cellulare dicendomi che era interessata a parlarmi, siccome aveva letto ed apprezzato alcuni miei scritti. In quanto fondatrice della casa editrice Epoché (specializzata proprio nella pubblicazione delle opere di autori africani) forse era interessata a discutere un eventuale progetto editoriale.
La chiamai. In quel periodo c'era il Salone del Libro ed era prevista la presentazione del nuovo libro dello scrittore algerino Rachid Boudjedra edito dalla Epoché, cosi ci demmo appuntamento al salone. Poi mi invitò a casa sua, il giorno dopo, per colazione. Alle otto e mezza del mattino, ero nella sua bellissima casa in via Maria Vittoria, e sfruttai la gentile ospitalità per intervistare Boudjedra, presente assieme ad altri invitati, per conto di Aljazira.it.
Non ebbi l'opportunità di parlare molto con Dada, quel giorno, viste le circostanze. Le regalai il mio libro sulla Ka'bah, cosi come lo regalai a Mercedes Bresso, allora a capo della Provincia di Torino, ringraziandola per la lettera che mi aveva inviato in occasione della mostra sull'Islam e il Cristianesimo Ortodosso. Scattammo alcune foto in compagnia degli editori del Traspiratore poi la salutai promettendo di risentirci in seguito. Gli impegni mi impedirono purtroppo di tener fede alla mia promessa.
Poche settimane fa, me ne ricordai. Si stava parlando della prossima edizione del concorso Sudate carte finanziato dal Politecnico di Torino, e lei avrebbe dovuto essere - esattamente come l'anno prima - a capo della giuria di qualità. Mi tornò in mente la necessità di chiamarla e stabilire un appuntamento per parlare dell'idea di un romanzo che avevo in mente, ma il Destino mi ha preceduto, lasciandomi solo il ricordo di una persona gentile, ospitale e dall'entusiasmo contagioso, esattamente come la definì Marcello Sorgi, direttore de La Stampa.
Sono sicuro che il suo ricordo continuerà a vivere tra noi. Che la sua anima riposi in pace.
28/11/2004
27/11/2004
Integrazione televisiva

Era un telegiornale dell'ora di pranzo e fra gli abitanti di Salò che venivano intervistati sul terremoto è comparsa una ragazza maghrebina. In un italiano reso concitato dalle circostanze, ma tecnicamente superiore a quello di molti ospiti di Biscardi, la giovane donna ha raccontato le solite cose che si dicono in questi casi: lo spavento, la fuga per le scale, la notte all'aperto, il timore di rientrare a casa. Poi il montaggio ha «staccato» dal suo volto per posarsi su quello di un signore dall'accento bresciano.
Sul momento sembrava non fosse successo niente. Soltanto in seguito mi è venuto in mente che era una delle prime volte, forse la prima, in cui un immigrato africano non veniva interpellato da un servizio importante del tg per parlare della sua condizione di immigrato, del velo islamico o di Bin Laden, ma per testimoniare un fatto della vita che lo aveva coinvolto come residente, al pari di un qualsiasi italiano. La vera sorpresa positiva, in fondo, era che sulle prime non me ne fossi neppure accorto. Come se intervistare una maghrebina sul terremoto, ma anche solo il traffico o la spesa, rappresentasse una pratica scontata.
L'integrazione è un lavoro duro che richiederà generazioni e non si liquida certo con un siparietto televisivo. Però le buone notizie latitano e quando ci sono sembrano sempre così retoriche e poco interessanti. Questa notizia era piccola ma indubbiamente buona e può darsi che qualche lettore, dopo averla depurata di ogni retorica, riesca a trovarla persino interessante.
La Stampa, 26/11/2004 di Massimo Gramellini
26/11/2004
Campagna elettorale (Scusate ! )


Ritagli di Stampa e Repubblica del 23/11 e del 24/11
25/11/2004
Il Corano di Feltri

Avevo accolto l'iniziativa di pubblicazione del Corano "commentato" da parte di quella cosa che si chiama Libero e del suo direttore tale Vittorio Feltri con molto sospetto e diffidenza. Ci si poteva fidare di una versione e sopratutto di un'interpretazione del Corano proveniente da chi non ha perso occasione per scagliarsi contro l'Islam e i musulmani chiedendo, addirittura, durante la crisi dei primi tre ostaggi italiani, il sequestro degli 800.000 immigrati di religione islamica residenti in Italia? Ovviamente no.
Le premesse erano già pessime e, come si suol dire, il "Buongiorno si vede dal mattino". Ecco perché mi sono sbudellato dalle risate sentendo lo slogan che pubblicizzava la "lodevole" iniziativa di Feltri: "Il Corano, in versione integrale, non integralista". E come potrebbe essere "non integralista" se scritto da una persona che non è nè teologo nè arabista nè tantomeno studioso delle religioni? Per non parlare del ricco passato di pregiudizi, insulti ed attacchi che, chissà come mai, non sono mai stati perseguiti legalmente nonostante l'esistenza di una legge Mancino?
Di fatti, Feltri non ha fatto altro che fornire l'interpretazione che gli integralisti danno della religione islamica e ha ripetuto il copione di cui soffrono sia il mondo arabo che le comunità musulmane immigrate all'estero: il primo incompetente che passa si improvvisa imam e si autoproclama rappresentante della comunità islamica, buttando fango sulla propria religione e sui propri correligionari, con le proprie improvvisazioni in materia di religione e di culto. Qua a Torino ne abbiamo avuti vari di questi esempi, purtroppo.
Un elemento che mi ha colpito è anche l'estrema somiglianza, un po' nella grafica e un po' nei colori, quando vengono messe a confronto le copertine del commento al Corano di Feltri e una versione italiana di quello dell'Imam Khomeini, Guida Suprema della Rivoluzione Islamica in Iran. Sono quasi complementari, sia nel rigore delle linee squadrate di colore verde, sia nella mezzaluna del primo che diventa una stella nel secondo, che nelle facce dei due protagonisti megalomani riprodotte sulla copertina. Non è che Feltri ha copiato tutto da là per caso?
Simone Capellini, che legge quotidianamente questo blog, mi ha segnalato un gustosissimo commento tratto dal Blog di Leonardo e segnalato da Macchianera, da leggere tutto, fino in fondo. Credo sia il miglior rimedio per capire che tutte le religioni, in fin dei conti, sono uguali. Non ce n'è una buona e una cattiva. E' l'interpretazione dell'essere umano, sempre soggettiva, a darle quell'aspetto.
E che ciò che sembra "barbaro", "retrograda", "lontano" ed "esotico" nello schema delle religioni altrui smette subito di diventarlo quando ci si accorge che varie altre religioni, inclusa la propria, non sono tante lontane da esso. Avevo già avuto modo di parlare, in questo post, dei divieti alimentari che sembrano una pazzia quando si parla dei musulmani e che smettono subito di diventarlo quando si scopre che sono molto più rigidi ed estesi i divieti alimentari della religione ebraica.
I versetti misogini
Ogni giorno è buono per imparare qualcosa, e io temo di avere imparato qualcosa da Vittorio Feltri. Sì, proprio lui, l'esegeta del Corano. L’avevo preso sottogamba, sapete. Credevo che valesse la pena di comprarlo per dedicargli uno sfottò, una di quelle cose che piace a noi frustrati di sinistra. Ebbene. La tesi di Feltri è scontata: il Corano è inconciliabile con l’Occidente. Si tratta di un pregiudizio? Magari. No, Feltri si è documentato, ha studiato il Corano, ed è giunto a conclusioni che sono inoppugnabili. Cioè, io ho anche provato, a oppugnarle. Ma quando uno ha ragione ha ragione, e stavolta devo dare ragione a Vittorio Feltri. Il Corano è inconciliabile coi principi della nostra Costituzione. Chi crede in quel libro non dovrebbe rimanere a lungo sul suolo italiano. Mi dispiace, ma è così. Giudicate voi:
Le donne? Per Maometto sono inferiori
di Vittorio FeltriIl Corano che cosa pensa delle donne? C’è un versetto molto chiaro. Sura II [detto della “vacca”], 228: «Ma gli uomini sono un gradino più in alto». Usa proprio questa formula il Libro Sacro: i maschi sono superiori. Non è una frase suscettibile di interpretazioni. [. . .] Questa inferiorità è strutturale, ed essa è la chiave di volta su cui è costruita la società. Insomma, la donna non è vittima di qualche incidente di percorso, per cui basta un ritocco qua e là delle leggi o della mentalità. No, è minorata per volontà divina, ed anzi la vita comune si regge su questo principio. Il resto discende come conseguenza: nessun ruolo direttivo, nessuna possibilità di organizzare per sé un minimo di vita individuale. La schiavitù è sancita e benedetta. Non sono teorie religiose, ma sono diventate immediatamente leggi politiche dove l’Islam è al potere, e pratiche familiari dove sono (per ora) in minoranza. Non illudiamoci: gli ayatollah imporranno a tutti questa visione del mondo appena potranno, perché per essi non c’è distinzione tra sfera spirituale e politica, tra morale cranica e legge dello Stato. Si pone un’altra questione seria. Le comunità musulmane presenti in tra noi possono trattare così le donne in barba alle nostre norme e consuetudini?
(Da Il Corano letto da Vittorio Feltri, pag. 87).
La risposta sarebbe scontata (no), ma lo sapete, io sono il solito malfidato, mica potevo fidarmi del primo versetto che mi citavano. Così sono andato a prendermi la mia copia del Corano, ché sapevo bene di averne una da qualche parte su una mensola alta (il Libro va sempre posato in alto). E ho iniziato a sfogliare. Ero convinto che avrei trovato subito qualche versetto che ribaltava la faccenda. Beh. Mi sono dovuto ricredere. Più andavo avanti, più era peggio. Ragazzi, c’è poco da essere politically correct. Quel libro è veramente misogino. Tutte le volte che compare la parola “donna”, da qualche parte lì intorno c’è anche la parola “sottomessa”. Non ci credete?
Si parte dalla Sura “della Genesi” (3,16): è Allah che dice alla prima donna:
“Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà”.
Tanto per mettere subito le cose in chiaro. Ma cos’ha fatto, la donna, di male? Lo spiega a chiare parole la Sura “del Siracide” (25,24):
"Dalla donna ha avuto inizio il peccato, per causa sua tutti moriamo".
Per cui il minimo che possa fare è restare sottomessa. E infatti:
"Se non cammina al cenno della tua mano, toglila dalla tua presenza"
(Siracide 25,26)
E poi ci lamentiamo se le loro donne rimangono segregate in casa? Finché continueranno a credere in un Libro che ragiona così…
"Motivo di sdegno, di rimprovero e di grande disprezzo è una donna che mantiene il proprio uomo"
(Siracide 25,21)
…non c’è da aspettarsi che escano a cercarsi un lavoro. Né che partecipino a qualsiasi tipo di attività sociale. Perfino nella preghiera sono emarginate:
"Come in tutte le comunità dei fedeli, le donne nelle assemblee tacciano perché non è loro permesso parlare; stiano invece sottomesse, come dice anche la legge. Se vogliono imparare qualche cosa, interroghino a casa i loro mariti, perché è sconveniente per una donna parlare in assemblea"
. (Sura “dei Corinti I”, 14,34-35)
Nella stessa Sura si motiva anche l’uso femminile del velo (e del burqa, eventualmente):
"L’uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell’uomo. E infatti non l’uomo deriva dalla donna, ma la donna dall’uomo; né l’uomo fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli. [… ] Giudicate voi stessi: è conveniente che una donna faccia preghiera a Dio col capo scoperto? Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l’uomo lasciarsi crescere i capelli, mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo. Se poi qualcuno ha il gusto della contestazione, noi non abbiamo questa consuetudine […]"
(Sura “dei Corinti I”, 3,7-16)
Notate la grazia della chiusa finale: se qualcuno vuole contestare… noi non abbiamo questa consuetudine. Tante grazie. Noi sì, però. Come la mettiamo? E ancora:
"Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie […]"
(Sura “degli Efesini” 5,22-23;
"Ugualmente voi, mogli, state sottomesse ai vostri mariti perché, anche se alcuni si rifiutano di credere alla parola, vengano dalla condotta delle mogli, senza bisogno di parole, conquistati considerando la vostra condotta casta e rispettosa".
(Sura “di Pietro I”, 3,1)
Per finire con questa botta:
"La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia".
(Sura “di Timoteo I”, 2,11-15)
Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo… e poi pretendiamo che abbiano rispetto per le nostre insegnanti? No, mi dispiace, io credo di essere una persona di aperte vedute e tollerante, ma ci sono dei limiti.
E che nessuno venga a dirmi che questi versetti vanno interpretati, inseriti nel loro contesto, mediati… interpretare cosa? Mediare cosa? È tutto chiaro qui, tutto nero su bianco: dalla donna ha avuto inizio il peccato, la donna stia sottomessa all’uomo, punto. E questo credo che non dovremmo tollerarlo. Mi dispiace, ma su questo sono più feltriano di Feltri: chi crede in questo Libro non ha il diritto di rimanere nel nostro Paese, dove vige una Costituzione che prevede per uomo e donna pari diritti. Perciò, cari amici musulmani, aria.
Temo però di dovervi delle scuse per il piccolo errore. Sapete che ero andato a verificare sul mio Corano se erano vere le accuse di Vittorio Feltri, no? Bene. Beh, non so che dire, era un po' tardi, la stanza era buia, io magari un po' distratto, insomma, invece di afferrare il Corano dalla mensola in alto, ho preso il libro che c'era di fianco. A mia discolpa, devo dire che era grosso uguale, e pesante uguale, sempre con quelle pagine sottili sottili e la scrittura fine. Uno di quei libri che impone una certo rispetto. Però non era il Corano.
Era la Bibbia
A mia discolpa, posso dire di aver fatto lo stesso errore di una celebre giornalista e maitre a penser occidentale, che tre anni fa scrisse, in un articolo rimasto famoso: Ma allora come la mettiamo con la storia dell'Occhio-per-Occhio-Dente-per-Dente? […] Anche questo sta nel Corano.
Chissà, magari ci sta anche, nel Corano. ma di sicuro sta in : Esodo 21,24. E in Levitico 24,20. E in Deuteronomio 19,21. Finché Gesù, per fortuna, non prende le distanze in Matteo 5,38: Avete inteso che fu detto: Occhio per occhio e dente per dente; ma io vi dico di non opporvi al malvagio; anzi se uno ti percuote la guancia destra, tu porgigli anche l`altra...
Quanto ai versetti misogini dell'altra sera, la "Sura della Genesi" era il libro della Genesi. La Sura del Siracide, il Libro del Siracide. Le sure dei Corinti, degli Efesini, di Timoteo, erano le lettere di San Paolo ai Corinti, agli Efesini, a Timoteo (come potete benissimo verificare).
Potenza delle parole, eh? Se dico "Sura", mi sembra di parlare di qualcosa di esotico e remoto; ma appena dico "Libro", o "Epistola", mi ritrovo a casa mia, una bella domenica di novembre, con fuori le campane che suonano e i compiti di catechismo da fare. E anche la misoginia di quei versetti mi sembra una cosa molto più familiare, alla mano, uno di quei panni sporchi stesi nel cortiletto di casa.
Che è un po' quel che sembra pensare Vittorio Feltri, che nella sua chiosa al Corano (pag.87), scriveva così:
Usa proprio questa formula il Libro Sacro: i maschi sono superiori. Non è una frase suscettibile di interpretazioni. Anche perché Maometto non è stato soltanto "ispirato" da Dio come gli autori biblici, i quali dunque risentivano del clima culturale dell'epoca e dei loro umori con le rispettive suocere e mogli".
No, dice Feltri: il Corano è la parola di Dio dettata a Maometto; la Bibbia è "soltanto" ispirata ad "autori biblici", con tutto il diritto di scrivere la parola di Dio così, un po' a braccio, adottandola ai costumi dei tempi e ai gusti dei lettori (un po' come i giornalisti di Berlusconi con la parola di Berlusconi). E' una concezione singolare.
E' anche del tutto sballata, naturalmente. Checché ne dica il teologo Feltri, per i cristiani la Bibbia, tutta la Bibbia, è parola di Dio (rendiamo grazie a Dio), ispirata direttamente dallo Spirito Santo. E non ci sono "costumi dei tempi" che tengano.
Nemmeno posso scaricare la colpa sui cugini ebrei, perché se guardo bene mi accorgo che le pagine più misogine non sono nell'Antico Testamento, ma nel Nuovo. Non nel Vangelo, per carità - Gesù tratta sempre le donne con molto riguardo - ma nelle epistole di San Paolo. Il quale non solo non era sposato, ma pretendeva che nessuno si sposasse più. Proprio così:
Quanto poi alle cose di cui mi avete scritto, è cosa buona per l`uomo non toccare donna; tuttavia, per il pericolo dell`incontinenza, ciascuno abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito. (Sura prima dei Corinzi, 7,1).
E' cosa buona per l`uomo non toccare donna: adesso vi sfido a trovare qualcosa di altrettanto misogino in qualsiasi altro Libro Sacro di religione monoteista. Insomma, come la mettiamo? Se mandiamo via i musulmani che leggono il Corano, ci tocca mandare via anche quei cristiani che insistono a leggere la Bibbia.