24/12/2004

Buon Natale !

di Sherif El Sebaie at 20:01:08

23/12/2004

Natale (per tutti?)

Passeggiando per le vie di Torino, il mio occhio è caduto su una collana esposta nella vetrina di un gioielliere. Per chi non lo sapesse infatti, sono appassionato di gemmologia e di arte orafa, settore che ritengo essere uno dei più prestigiosi dell'artigianato umano. Per pura curiosità, ho anche dato un occhiata al prezzo:

Si, avete letto bene: Collana brillanti e gocce zaffiro: ben 109.000 euro. D'altronde, la lista stessa vanta cifre altrettanto sostanziose, la minore dei quali sui 30.000 euro. Inizialmente pensai ad uno sbaglio - che ne so - di valuta (erano forse lire?) oppure addirittura di vista (Mi è scappato qualche zero in più?)

Ma non era affatto cosi: la collana aveva proprio quel prezzo. Ora, in discussione non è il valore estetico o monetario del gioiello (I prezzi dei brillanti e degli zaffiri, che dipendono anche dalla purezza, dal colore e dalla provenienza, nonché del lavoro necessario per trasformarli in collana sono più che giustificati) ma la scelta di esporlo in vetrina.

Vedete, siamo in un periodo di feste e la gente non fa che lamentarsi - giustamente - del caro vita dovuto all'euro, del magro salario, delle difficoltà oggettive nel prendersi una vacanza o fare un regalo ad un proprio caro. Un problema che è anche diventato oggetto di discussione sui talk-show e giornali vari.

Come dovrebbe sentirsi un impiegato statale o un pensionato, davanti ad un prezzo simile esposto in vetrina? Non ha nessun senso. Anche perché i clienti di simili sfizi (e non c'è nulla di male in ciò - se se lo possono permettere - con l'augurio che siano altrettanto generosi anche con chi è più sfortunato) vanno per cataloghi o agenti privati.

Aveva proprio ragione, un mio docente di storia dell'arte quando, commentando il 700 e le differenze sociali in esso vigenti, esclamò: "Non crediate che fosse cosi solo allora. Lo è tutt'oggi. Anzi, è decisamente peggio di prima !".

di Sherif El Sebaie at 15:35:54

22/12/2004

Giustizia americana

di Sherif El Sebaie at 10:40:06

20/12/2004

Oriana mon amour

La serie "Beautiful Oriana" mi è valsa non poche email di cattivo gusto. La cosa ha avuto inizio, e me ne rendo conto solo ora, dopo che è stata "segnalata" nel forum frequentato dai fan della Fallaci, il famigerato "Thankyouoriana", lo stesso che ha invocato a gran voce attacchi hacker al blog di Lia, rea di aver scritto: "Oriana Fallaci e Michael Moore, due populisti a confronto". Ho dato un'occhiata veloce allo spazio dedicato alla questione - e al di là di qualche commento che la dice lunga sullo spirito democratico e liberale che anima questi ammiratori, tipo "I contenuti (del sito Aljazira.it, ndr) dovrebbero fare in modo che venga chiuso definitivamente" oppure "Quel sito cova solo pazzi fanatici (sic)" - oppure quelli che mi hanno dato ragione, tipo il signore che asseriva "Ha (il sottoscritto, ndr) semplicemente raccontato i fatti", mi ha piacevolmente colpito la seguente lettera che dimostra - ancora una volta - la validità del mio punto di vista, già esposto in una risposta ad una lettera giuntami da Dublino sul tema Fallaci: basta poco, basta un solo articolo su internet, per indurre la gente a riflettere, a farsi domande, a suscitare dubbi e quindi rivelare verità. Diceva infatti Pulizer: "Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri”. Ed io ho fatto solo questo (anzi, ora mi accingo a pubblicare anche un commento alla sua "Apocalisse"....come se non bastasse lei...).

"Allora ragazzi, non si é mai totalmente nel giusto cosí come non si é mai totalmente nel torto. Questo é valido anche per la Fallaci. Premetto che sono un ammiratore della Fallaci e che ho letto tutti, ripeto, tutti i suoi libri. Non per questo peró mi metto a venerarla come una santona e prendere per sacro tutto quello che esce dalla sua bocca. NON sono decisamente filo-musulmano ne´arcobalenista, peró devo ammettere che leggere quegli articoli di Sherif El Sebaie su www.aljazira.it é stato per me molto costruttivo, perché ho trovato conferma a tanti dubbi che mi erano sorti leggendo (e rileggendo) i suoi ultimi 2 libri nonché la sua autointervista.

Punto primo: i soldi e i ricavati delle vendite dei suoi libri. Dato che la Fallaci scrive articoli e interviste e pubblica libri da piú di 50 anni, non capisco come possa venire a raccontarci che rischia di vendere matite sul marciapiede. Il suo patrimonio vanta svariati miliardi (casa nel centro di Manhattan, le due case in Italia -di cui una di 23 camere-, la tenuta che produce il Chianti e l’olio, il Dover Delicacies, i finissimi vini, le sigarette speciali, le collezioni del seicento-settecento e l’antiquario-libraio)

Punto secondo: mano sul cuore, ragazzi, i suoi ultimi libri trattano gli stessi temi. Non sono altro che manipolazioni del suo primo libro sotto un altro titolo. Parole e pensieri che significano la stessa cosa, e che ci propina in tutte le possibili combinazioni. Come non nutrire il dubbio che la Fallaci abbia scoperto un filone d’oro, e ha subito intuito di doverlo sfruttare fino in fondo?

A me mancano i suoi bei libri, quelli di una volta, quelli scritti prima dell´11.09. Erano un vero paradiso, ogni parola scelta con la massima cura, le sue descrizioni dei luoghi cosí dettagliata, che a te lettore sembrava di essere lí sul posto e di vivere tutto in prima persona. Ma ve lo ricordate il passaggio del "se il sole muore" quando lei descrive il decollo del razzo che va sulla luna con tanto di count-down etc? o quando in "niente e cosí sia" descrive il volo sull´aereo da combattimento? e suoi ritratti su "intervista con la storia"?

Ragazzi a me vengono ogni volta i brividi a rileggere quelle righe...
"

Carlo, Germania

di Sherif El Sebaie at 00:45:47

19/12/2004

Vanunu rettore

Mordechai Vanunu, tecnico e scienziato nucleare, attualmente privato della libertà in Israele, dopo aver passato 18 anni in galera per aver denunciato pubblicamente il programma nucleare bellico dello stato di Israele ed essere stato rapito illegalmente mentre si trovava all'estero dai servizi segreti di quel paese, è stato eletto dagli studenti dell'Università di Glasgow quale Rettore dell'Università. La notizia è vera, basta andare al sito dell'Università di Glasgow, ed in particolare la news: http://www.gla.ac.uk:443/newsdesk/stories2.cfm?PRID=3027

Fra parentesi, il modo con il quale viene eletto il Rettore presso le quattro università "storiche" della Scozia, e quali siano le sue mansioni (Portavoce delle necessità degli studenti) non credo siano molto noti, e dovrebbe davvero far riflettere molti di noi, universitari italioti. Se l'elezione di Vanunu è senza dubbio - innanzitutto - un bello schiaffo per lo stato di Israele ed in generale per i "distruttori" di pace che gli tengono mano, ed è in secondo luogo un forte segnale di protesta contro la mentalità dominante nella gestione della "cosa nostra" nucleare nel mondo, è anche un gran bel ceffone morale - ed è quello dal quale mi sono sentito in primo luogo più colpito - diretto verso la piccola, baronale, fondamentalmente e tristemente ridicola e tutto sommato inutile - se non dannosa - cricca universitaria alla quale io stesso appartengo, compagnia di merende che fa non solo delle elezioni del Rettore, ma anche di quelle di ogni qualsiasi micro-posizione di potere - anche infima - occasione di mercato e di intrigo. In ultimo, l'elezione di Vanunu da parte degli studenti di Glasgow è anche un piccolo biglietto rivolto ai nostri studenti universitari, con sopra scritto: SVEGLIA!

Massimo Zucchetti - Comitato Scienzati contro la Guerra, Politecnico di Torino.

Nota: Vanunu è stato ufficialmente "liberato" dopo 18 anni di prigionia, di cui ben 11 anni e mezzo in isolamento. Ma è tuttora  trattenuto  nello stato di Israele, contro la propria volontà.

di Sherif El Sebaie at 00:00:26

18/12/2004

Omaggio a Dada

Ho ricevuto il seguente invito da Pino Falanga, esperto fotografo che ebbi l'opportunità di conoscere a casa di Dada Rosso.

di Sherif El Sebaie at 00:17:50

17/12/2004

Sull'imam di Carmagnola

Questo blog si è arricchito ieri di una presenza di spessore che mi onora tantissimo. Uno sguardo al post dell'altro giorno infatti e troverete i commenti di Dacia Valent, ex-europarlamentare e presidente dell'Associazione Score Italy che ha tanto dato per difendere i diritti degli immigrati e degli stranieri in Italia. Ho deciso di pubblicare parte della lettera che mi ha inviato privatamente perché ritengo sia molto interessante capire, come giustamente fa notare Dacia, che il problema non è Fall Mamour ma decine di altri poveracci non altrettanto "pittoreschi" incorsi in provvedimenti che ora vengono rivalutati. E in parte, noto con piacere, si riprende il discorso sull' "Islam moderato" di cui ebbi già modo di parlare in passato.

"Le dirò che raramente consento alle mie antipatie personali di offuscare il giudizio politico. Quando Mamour Fall (l'"imam di carmagnola", ndr) è stato ingiustamente (come sostiene molto più autorevolmente di me) il tribunale amministrativo del lazio, unico competente nel giudizio relativo ai provvedimenti del ministro dell'interno, non è stato l'unico a soffrirne.

Quei provvedimenti hanno in primo luogo colpito (e lo fanno ancora ciclicamente) altre persone magari meno note al grande pubblico, ma le assicuro che alcuni di questi sono stati prelevati dalle fabbriche con le mani sporche di grasso, in tuta da metalmeccanico e caricati di peso sugli aerei della deportazione in disgrazia.

Ma la ferita più dilaniante è stata inferta all'immagine dell'islam in italia: sacrificare così platealmente e frettolosamente delle persone, sulla base del nulla giuridico solo perché era utile alla coreografia del dolore per la morte dei carabinieri a Nassiriya, ha consolidato nell'immaginario collettivo l'icona di un islam pericoloso, costringendo tutti i notabili della comunità mussulmana a rinfocolare la percezione che vi siano islamici buoni che con "quelli là" non c'entrano per nulla.

Vede, io sono mussulmana e sono nera, e le assicuro non sento il bisogno di spiegare che con Fall non ho nulla da spartire, né il bisogno spasmodico di firmare appelli contro il terrorismo internazionale. così come un bravo cattolico non sentirà il bisogno di dichiarare ad ogni piè sospinto che non ha nulla a che vedere con i preti pedofili e un bravo ebreo non si dovrebbe sentire nell'obbligo di difendere l'antipatica pratica dell'omicidio assurto a prassi politica nello stato di israele.

Il problema è squisitamente politico, giova ripeterlo. si tratta di scegliere se giocare di rimessa, in difesa costante, sapendo che comunque non solo gli esami non finiranno mai, ma le domande sono tutte a trabocchetto e le risposte in ogni caso truccate. Oppure recuperare l'orgoglio d'appartenere senza sentirsi nel dovere di compiere quotidianamente abiure rassicuranti per molti ma umilianti per tutti".

Dacia Valent

di Sherif El Sebaie at 01:17:27