16/02/2005
Villa con vista Bidonville

Un italiano (fortunato) percepisce lo stipendio al Cairo :)
"Il fatto è che qui (In Egitto, ndr) i casi sono due: o sono ricchissimi, gli egiziani, ma ricchi che non ti vedono nemmeno, ricchi che nessun occidentale è altrettanto ricco e non puoi tenergli il ritmo, oppure guadagnano 50 euro al mese e sono loro, a non potere stare dietro al tuo ritmo. Ali, per esempio, che è il mio migliore amico egiziano: suo padre ha un paio di appartamenti, stanno moderatamente bene. Lui cura gli impianti elettrici di una grossa ditta e prende 50 euro al mese, appunto. Questo vuol dire che, quando ci vediamo, non possiamo andare a un ristorante decente, non possiamo fare nulla di quello che io farei normalmente. Una gita ad Alessandria? E' ovvio che pago tutto io, ma ci si sente male: mi vede che, in tre giorni, spendo quello che lui guadagna in un mese. Per lui è umiliante. Non va bene, i rapporti non reggono. Lui, infatti, preferisce che stiamo a casa, non vuole che usciamo per questo. Però bisogna essere proprio testardi per mantenere viva un'amicizia in queste condizioni. Quello che vorrei è stare in un posto dove guadagnare come la maggior parte delle persone. Non ne posso più di essere il più ricco o il più povero. Voglio stare in un ambiente dove tutti possiamo permetterci più o meno le stesse cose"
Il breve discorso sopra riportato è stato tratto dal blog di Lia. L'ho riportato qua perché riassume in poche parole il grosso problema dell'Egitto futuro: la scomparsa totale della classe media. Con la disoccupazione dilagante e i furti miliardari commessi da alcuni "businessmen" senza scrupoli a danno della banche locali, lo scenario che si prospetta è proprio quello: richissimi da una parte, poverissimi dall'altra. Ville miliardarie con vista su bidonville, insomma. Ali, l'amico menzionato in quel discorso, è - come afferma l'autore - fortunato, ma guadagna 50 euro al mese. Ebbene, è una somma comunque modesta, perfino per uno che lavora e che ha due appartamenti. D'altronde, avere due appartamenti al Cairo molte volte non significa nulla: se sono soggetti alla legge nasseriana che ha fermato gli affitti a cinquant'anni fa, è più che probabile che gli inquilini paghino un canone pari ad un euro al mese. Si, avete capito bene. E sto parlando di appartamenti direttamente affacciati sul Nilo. Se invece sono appartamenti nuovi, e quindi soggetti alle nuove leggi, il loro affitto - normalmente a cittadini europei, in questi casi - può arrivare a 1000 euro al mese.
Io non so quanto guadagni l'amico di Lia. So che Lia guadagna una somma pari, più o meno, a quella guadagnata da Ali perché Lia fa parte di quella categoria di lavoratori italiani all'estero non fortunati. So anche però che esiste una categoria di italiani che lavorano in Egitto che invece lo sono per davvero e che prendono stipendi da favola, da sceicchi, da emiri, da nababbi. E non solo per gli standard locali, considerato l'ampio margine di guadagno garantito dall'equivalenza "un euro uguale otto pound egiziani e passa" (quindi uno stipendio da 1000 euro equivarrebbe a 8000 pound locali, cifra da capogiro per qualsiasi egiziano). No, non solo per gli standard locali, dicevo, ma perfino per gli stessi standard italiani....Addetti dell'ambasciata, insegnanti inviati dal ministero degli esteri italiano ecc ecc guadagnano cifre che spaziano da 20.000 ad un minimo di 7000 euro al mese. Non sto scherzando, quest'ultima per esempio è la cifra percepita dai miei ex-insegnanti. Queste cifre se le sognerebbe, un cittadino italiano in patria e non a caso si parla di posti molto ristretti e "ambiti"...Per non parlare del fatto che se questi stipendi dovessero coincidere con la fine dell'attività lavorativa, anche la pensione ne risentirebbe. Non parliamo ora di come si sentirebbe un egiziano davanti ad uno stipendio del genere. E' come moltiplicare per otto le somme pazzesche che vi hanno appena fatto svenire. Non a caso molti dei lavoratori italiani in Egitto ricordano la loro vita nella Terra dei Faraoni come il miglior periodo mai vissuto: ristoranti ed alberghi a cinque stelle, viaggi per tutto il Medioriente, acquisti favolosi e tutto è conveniente: pezzi di antiquariato che costerebbero fortune in Italia possono essere comprati a poche centinaia di euro, mobili che una vita intera non basterebbe per pagare comprati in un colpo solo e con somme irrisorie.
Ecco perché me la prendo un pò quando vedo alcuni stranieri protestare e lamentare un presunto "apartheid" di trattamento economico nei luoghi turistici. Alle piramidi, nelle necropoli faraoniche, nel museo egizio e in tutte le altre attrazioni turistiche infatti il biglietto di un egiziano costa un pound egiziano mentre quello del turista ne costa venti. Ed è veramente ridicolo vedere questa gente lamentarsi ed esigere di pagare quanto un egiziano. Cosa sono venti pound per un cittadino proveniente da un paese europeo? Il più povero dei poveri in Italia sarebbe un richissimo nababbo in Egitto e per lui venti pound egiziani sono meno di 3 euro. Io al cinema, in Italia, ne pago 4.50 per un biglietto ridotto del cinema. Che senso ha lamentarsi, sapendo che con queste somme si mette in moto la principale fonte di redditto del paese e si dà lavoro a migliaia di persone che sopravvivono con poche centinaia di pound egiziani? Un turista europeo che mi calcola il prezzo di una bottiglia di vino e la trova pure cara, mentre in realtà non gli costa più di 10 euro mi fa veramente riflettere: Cosa dovrebbe pensare, invece un cittadino egiziano? Queste persone sono consapevoli del fatto che alcuni loro fortunati concittadini ne guadagnano ben 7000 e anche più, al mese, di euro, in questo stesso paese?