19/02/2005
Il "mistero" della nuvola nera

"E Pepe diceva: "Ma affacciati alla finestra, c'è un odore di fumo che pare un incendio, e invece è solo smog. Per forza che avevo tutti gli studenti addormentati, oggi. Siamo storditi dalla contaminazione e la reazione è il sonno." Giustamente, 'sto weekend fugge ad Alessandria: "Mira, non avevo molta voglia di andare ma con tutto 'sto fumo che c'è qui bisogna andarci per forza." E pensare che il mondo è pieno di gente che paga per stordirsi con colle e fumi vari; qua basta farsi un giro in centro per ottenere lo stesso effetto, gratis. Io, intanto, ho deciso che quest'anno tramortirò gli studenti di II con una raffica di letture sull'ecologia. Cercando di non incazzarmi con loro, ma la tentazione l'avrei. Altro che importare la democrazia: ecologia a pacchi, ci vorrebbe qui. Uno sbarco armato del WWF, ché altrimenti è un disastro".
Tratto dal Blog di Lia
E invece non è solo smog, è proprio fumo. E Pepe non sbaglia: c'è un incendio e qualcosa sta bruciando al Cairo. O meglio, intorno al Cairo. Cosa fosse esattamente quella nuvola nera di denso fumo dall'acre odore che piombava sulla città dai mille minerati in determinati periodi dell'anno, da dove provenisse, cosa stesse esattamente bruciando, se lo sono chiesti in molti - incluso il sottoscritto - quando piombò per la prima volta, circa sei anni fa, sui cieli della capitale.
Era ottobre ed alcuni sostenevano che a bruciare era la spazzatura di qualche deposito, c'era infatti un odore di plastica bruciata. Alcuni pensavano invece che qualche raffineria nelle vicinanze stesse bruciando e veniva in mente la criminale decisione di Saddam Hussein di bruciare i pozzi petroliferi del Kuwait (basterebbe questo per processarlo). Altri dicevano, come Lia, che lo smog aveva raggiunto livelli incredibili, ma la comparsa della nuvola nell'arco di una notte non accreditava molto questa ipotesi.
E' durata giorni e giorni. La nuvola persisteva, si infittiva, diventava una nebbia nera che impediva il respiro. Quelli che avevano l'asma e gli anziani sono stati ricoverati. I giornalisti hanno cominciato a scrivere sui giornali, ed apparivano articoli strani dai titoli strani, tipo "il mistero della nuvola nera", "il segreto della nuvola nera" quasi si trattasse di una maledizione dei Faraoni o di qualche enigma irrisolto.
Alla fine abbiamo saputo cos'era: i contadini dei campi attorno al Cairo, una volta raccolto il riso coltivato, ne bruciavano la paglia. E così, intorno alla capitale, sorgevano - contemporaneamente - decine e decine di roghi e il vento ne convogliava il fumo sulle strade della città, recando un danno ecologico incommensurabile. Come al solito, gli esperti si sono dati da fare spiegando come si poteva usare questa paglia, al posto di bruciarla. Se ne poteva fare carta, perfino mattoni.
E invece, sei anni dopo, siamo di nuovo lì: ad ottobre, e a quanto pare ora anche a Febbraio, i contadini bruciano la paglia perché non conviene loro pagare un camion per trasportarla altrove, perché nessun investitore vuole lanciarsi nell'impresa di mettere su una fabbrica per riciclarla, e perché - a quanto pare - nessun organo è riuscito a fermare questo disastro ecologico. Questi, purtroppo, sono i piccoli-grandi problemi dell'Egitto.
19/02/2005
Vietato agli stupidi

A me non piace la Stupidità. Preferisco che se ne stia lontana e che non si avvicini a questo blog, dove si discutono questioni sensibili e di attualità. Purtroppo, non è cosi e se non si usa lo strumento del "cancella" per stroncare, sin dall'inizio, quelli che stupidi dimostrano di esserlo sin dal primo istante in cui cliccano l'indirizzo di questo blog, la stupidità finisce per estendersi fino a toccare la mia persona. Ho tollerato - a questo punto direi perfin troppo - la presenza di alcuni esaltati: faceva folclore ed animava la discussione. Ero disposto ad ospitare tesi che non stavano nè in cielo nè in terra, in nome della libertà di espressione. E' evidente però che cosi non si può andare avanti. Tollerare spazzatura simile finisce irremediabilmente per coinvoglermi... E' come essere l'Europa che per anni ha dato asilo ai terroristi su cui pendeva una taglia in patria per piangere poi, ora, il pericolo del fondamentalismo islamico.
Una lettrice di questo blog ha già dimostrato in più occasioni, di essere la Stupidità fatta persona. "L'America vuole bene a tutti e va a salvare i popoli della terra", ma stiamo vivendo in un cartone della Disney? Esiste un esempio storico di uno stato e/o di un popolo che si sia mostrato disposto a sacrificare risorse e figli propri per "salvare" un altro popolo senza che fosse autodifesa o senza ricavarne nulla ? "Israele era soggetta alle norme dell'Onu che non prevedono l'uso della forza mentre l'Irak lo era. Quindi è legale che sia stato attaccato l'Irak ed Israele no". Ma non si rende conto che proprio questo punto è l'eccelsa dimostrazione del fatto che Israele altro non è che il prediletto 51esimo stato degli Usa, che proprio questo punto è la prova del criterio dei "due pesi e delle due misure" di cui si lamenta, inutilmente, il mondo arabo ?
Alla fine, ciliegina sulla torta, è arrivata a dire - in commento alla lettera di Faical - che quest'ultimo avrebbe asserito che la guerra civile in Algeria era colpa dell'occidente. Quando Faical le ha spiegato che non era affatto cosi (bastava saper leggere), risponde : "Faiçal: ok, ora ho inteso il tuo messaggio. Ma quando c'e' di mezzo Sherif non si sa mai. Mentre tutti i libanesi accusano la Siria il suo aljazira.it riesce a dare la colpa a Israele". Cosa c'entri Sherif con ciò che afferma Faical, e con il fatto che, stupida com'è, non riesce nemmeno a capire ciò che quest'ultimo scrive, non si sa. Cosa c'entri Sherif con ciò che Aljazira.it (che non è affatto mio) riporta e ripeto - RIPORTA - dalla stampa araba o da altre fonti (e stiamo parlando di fonti come Robert Fisk, l’inviato arabista più esperto dell’Independent) non si sa. Però ci deve finire di mezzo sempre Sherif. Perché alcune persone non possono tollerare il fatto di essere "ospitate" dal sottoscritto, perfino in uno spazio virtuale. A questo punto, mi trovo costretto a insegnare anche le nuove regole di ospitalità: se si è stupidi, è meglio evitare questo spazio. E se alcune persone si sentono a disagio perché leggono cose che a loro non piacciono, non ci sono problemi: basta cliccare altrove. Il mondo, sopratutto quello di internet, è vasto e va ben oltre Salamlik e Sherif.