21/02/2005

I frutti mancati

E' tornato in voga, per motivi di attualità, il solito dibattito sulla legittimità della guerra, sui risultati ottenuti o mancati, ecc ecc. Mi sconvolge però che, in mezzo a questa grande, animata e ormai sterile discussione (la guerra - purtroppo - l'hanno fatta e le sue nefaste conseguenze si vedono già), qualcuno chieda ancora delucidazioni sul perché e il percome del coinvolgimento nella guerra in corso. Se è cosi, allora non posso fare altro che indirizzare il lettore in cerca di informazioni all' ultimo articolo di Magdi Allam, sul Corriere della Sera, che - con molta sincerità - spiega queste ragioni anche in vista della prossima aggressione alla Siria: "Mentre in Italia si continua a filosofeggiare e a impantanarsi nella disputa faziosa, ideologica e propagandistica «guerra giusta o ingiusta», «terrorismo o resistenza», «ritiro sì o no», Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania sono già strategicamente proiettati nel dopo-Iraq. Ebbene l’Italia rischia di non raccogliere i frutti che le spetterebbero per la sua cospicua e onerosa partecipazione all’operazione di peace enforcing in Iraq. Per contro quei Paesi europei che più accanitamente si erano opposti alla guerra e avevano boicottato l’impresa irachena, potrebbero con un colpo di spugna seppellire il passato e sedere al tavolo dei vincitori di un nuovo assetto mondiale ridefinito dopo la sconfitta del terrorismo e delle dittature in Medio Oriente e nel Golfo".

di Sherif El Sebaie at 14:11:09