31/05/2005
I moderati scrivono a Miguel

Scrive Almax123.
"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Appellandomi a questo diritto esprimo il mio pensiero: FOTTUTI ISLAMICI DI MERDA! L'america vi schiaccerà".
Risponde Miguel: Sulla censura, pienamente d'accordo con te. Ma la frase che citi parla di "pensiero".
Commento mio: Non te la prendere, Miguel, è in linea con il "pensiero" della Fallaci.
Un certo Alfonso D'Angelo scrive.
PARLATE COSI' PERCHE' CI SONO PERSONE COME LA FALLACI CHE VI DIFENDONO
Risponde Miguel: Ah ecco. Se non ci fosse la Fallaci, non parlerei così. Quindi se non ti piace come parlo io, spegni la Fallaci.
Commento mio: Meno male...Qualcuno contro la Fallaci c'è....
30/05/2005
Integrazione Padana

Trento, elezioni amministrative di pochi giorni fa. Vince il Centro Sinistra. In Consiglio Comunale siederà anche un cittadino italiano immigrato dal Senegal: Mamadou Seck, 46 anni (RC). Ecco i commenti degli esponenti leghisti.
"Far sedere un immigrato di colore in consiglio è una cosa gravissima, scandalosa. Non ho la minima intenzione di sedermi in aula vicino a quest'immigrato. Piuttosto me ne starò in piedi per cinque anni".
Vittorio Bridi, Segretario Cittadino del Partito.
"Non si può ammettere nelle istituzioni qualcuno estraneo alla propria cultura, tradizione, colore della pelle. A questi immigrati si concedono tutti i diritti senza richiedere loro alcun dovere"
Erminio Boso, Ex-senatore leghista.
" La sua elezione è preoccupante. Di questo passo l'identità trentina verrà messa sempre più a rischio".
Sergio Divina, mancato Sindaco Leghista.
Non so voi, ma la sola idea che questi signori abbiano voce in materia immigrazione, mi preoccupa. Specie quando continuano a definire "immigrato", in modo che vuole essere chiaramente dispregiativo, un cittadino italiano residente in Italia da decenni ed eletto dai cittadini. Ovviamente scordandosi che l'essere seduto in un'istituzione in rappresentanza della gente è, oltre un diritto, un dovere. Le affermazioni circa l'estraneità del "colore della pelle" (asciando da parte quelle relative alla cultura ecc ecc a cui siamo ormai abituati) sono semplicemente vergognose. E meno male che c'è la cosidetta legge Mancino. Libertà di espressione, pure questa? Probabile. Oppure anche queste esternazioni fanno parte delle radici cristiane dell'Europa? Non bisogna scordarsi, comunque, che questi signori fanno parte del partito che viene osannato e ringraziato da vari signori "civili" per aver trasmesso Submission. Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro.
29/05/2005
L'Unta e l'Untore
Dopo la denuncia al Giudice Montingelli, la IADL - assieme ad altre associazioni - si costituisce parte civile nel processo contro la Fallaci. Affianco ad Adel Smith ? "Si... E cosa ha Adel Smith di diverso rispetto a Gad Lerner?"
Leggi l'articolo QUI su Aljazira.it
29/05/2005
Anche la IADL contro la Fallaci
Comunicato Stampa ricevuto poche ore fa dalla IADL. Seguirà l'intervista esclusiva a Halima Barre su Aljazira.it.
La Islamic Anti-Defamation League ed altre associazioni si costituiranno parte civile nel processo Fallaci. Inorriditi dal razzismo, antislamismo ed antisemitismo della scrittrice: giusta l’azione di Mr. Smith.
L’intervista alla sig.ra Fallaci è sconvolgente. La Islamic Anti-Defamation League prende atto che l’anziana scrittrice tenta di suscitare la simpatia di una non meglio definita “giuria popolare”, manifestando in questa maniera la volontà di condurre una specie di doppio processo, facendo leva sul sostegno dei media per influenzare il giudice, insinuando che lei è la semplice traslazione della vox populi. D’altro canto la scrittrice antislamica ed antisemita (non va dimenticato che una parte dei musulmani sono arabi e quindi semiti), va oltre ipotizzando che una sua eventuale condanna sarebbe un’onta alla libertà di espressione. Nulla da eccepire sulla necessità di difendere baluardi di democrazia conquistati faticosamente in anni di lotte e battaglie democratiche quale quello della libertà di espressione, ma la libertà di espressione non va confusa con quella di insultare un intero mondo di persone che professano la fede musulmana. L’atto è tanto più grave in quanto quelle frasi razziste se dette da un pinco pallino qualsiasi restano in un ambito circoscritto, ma nel caso dei violentissimi pamphlet della sig.ra Fallaci hanno goduto di amplissima distribuzione, e visto che la giornalista è correntemente definita una opinion maker, noi inorridiamo di fronte ad una tale, scientifica costruzione e diffusione dell’odio razziale e religioso.
L’iniziativa del sig. Smith, accolta in re ipsa dal Tribunale di Bergamo, si incardina proprio nell’ottica della difesa del principio non solo della libertà di culto, ma anche in quello della libertà di professare liberamente il proprio credo, senza subire discriminazioni come sancito dagli art. 20 e 21 della Costituzione Italiana. La Islamic Anti-Defamation League ritiene che non sia il solo sig. Smith a poter proporre querela, qualora si sentisse ferito come democratico e musulmano, di fronte ad un siffatto attacco alla sua e nostra religione. I tribunali della Repubblica sono aperti a tutti coloro che volessero fare altrettanto per difendere analoghi principi, qualsiasi sia la loro specificità. Vanno ricordate due questioni: la prima è che anche l’UCOII (organizzazione molto più articolata) aveva proposto analoga querela, archiviata però dalla Procura di Ancona, e che il sig. Smith stesso aveva querelato il sig. Gad Lerner per vilipendio della religione cristiana per alcune affermazioni analoghe a quelle da lui dichiarate sulla questione “Crocefisso” durante la trasmissione che lo stesso sig. Lerner conduce su la 7 (L’infedele) del 19 di aprile 2003.
La Islamic Anti-Defamation League intende costituirsi parte civile nel procedimento nei confronti della sig.ra Fallaci, al pari del Comitato Africano per l’Integrazione, della Score-Italy, di Tunisia democratica, del Shonar Bangla Community, dell’associazione cooperativa Sinandugu, ed altri ancora. Quanto alle dichiarazioni sul numero di detenuti stranieri in generale e musulmani in particolare in Italia, qualsiasi sociologo spiegherebbe alla sig.ra Fallaci che quando il 2% della popolazione produce il 35% della popolazione carceraria, il problema va cercato nella gestione di un fenomeno e non nelle vittime di un sistema.
La libertà di espressione non è libertà all’incitazione all’odio razziale, il fatto di avere un agente letterario non giustifica l’assenza di principi. Per un approfondimento del tema, potrete - nelle prossime ore - trovare l’intervista della spokeperson della Islamic Anti-Defamation League sul sito www.aljazira.it
Halima Barre
Relazioni Esterne
29/05/2005
Ma sei mesi fa Adel difese la Croce !

Pubblicato, con questo titolo, sul Corriere della Sera. Realmente accaduto nel 2003.
MILANO - «È fuor di dubbio che il crocifisso è un oggetto di culto per i cristiani». Parola di Adel Smith. Proprio lui difensore del crocifisso? Il paradosso va in scena alla Procura di Milano,dove il presidente dell’Unione Musulmani d’Italia, che dal Tribunale dell’Aquila ha ottenuto la rimozione del crocifisso dall’aula di scuola dei figli, giorni prima si è visto invece archiviare la denuncia sporta contro il giornalista Gad Lerner per «vilipendio» della religione cristiana a causa di un commento, sulla Croce, del conduttore dell’«Infedele». Nella puntata pasquale del 19 aprile su «La 7», Lerner aveva richiamato lo «scandalo» (per la logica umana) di una religione che come proprio simbolo sceglie «l’orrore di questi piedi inchiodati e insanguinati», «un macabro deicidio», che a Lerner da piccolo faceva paura, con «uno strumento di tortura come oggi la sedia elettrica». Adel Smith, non da partecipante alla trasmissione ma da spettatore della tv, aveva allora accusato Lerner di diffamazione e vilipendio della religione. Questa denuncia, secondo Smith, serviva anche a dimostrare la disparità di trattamento ricevuta quando lui stesso l’8 novembre 2001, a Porta a Porta , del crocifisso aveva detto: «Per chi vede questa cosa per la prima volta, non è piacevole vedere un cadavere in miniatura... raffigura un cadavere in miniatura, ed è tale...». Era stato criticato e denunciato. In quella occasione l’Unione Musulmani d’Italia, in un comunicato firmato dal segretario nazionale Massimo Zucchi, aveva lamentato che «in Italia certe cose i musulmani non le possono e non le debbono dire, mentre gli altri sì. Tutti possono offendere quotidianamente l’Islam e i musulmani, e ai musulmani non viene neanche dato il diritto di rispondere. Soprattutto se si chiamano Adel Smith». Il quale, nella denuncia, aveva anche chiesto di essere avvisato, come «parte offesa», delle decisioni della Procura. La querela contro Gad Lerner, caduta subito la diffamazione per la sua improponibilità giuridica, è stata valutata sotto il profilo del ventilato vilipendio alla religione dal pm Edi Pinatto, che il 19 settembre ne ha chiesto al gip Clementina Forleo l’archiviazione. Da un lato il pm ha ripercorso la trama teologica degli studi sul simbolo della croce, concludendo che le frasi di Lerner non erano affatto offese ma esprimevano «una personale percezione emotiva» dello «scandalo» della croce. Dall’altro lato la Procura ha negato ad Adel Smith la qualità di «parte offesa» dall’ipotizzato vilipendio alla religione cristiana: «Non sarebbe serio», ha scritto il pm, riconoscerla al presidente dell’Unione Musulmani d’Italia.
Luigi Ferrarella
28/05/2005
E la tribù degli Uga-Buga?

La demonizzazione della figura di Maometto, descritto prima come scismatico e poi come "predicatore del Male, “profeta” anomalo, autocrate che ha prediletto la spada alla pietà; il sesso smodato alla virtù" era un atteggiamento tipico del Medioevo. Credevo che tali atteggiamenti fossero esclusivo appannaggio di quel periodo storico e invece mi sbagliavo. Per "colpire" i musulmani, definiti addirittura su Libero come "Maomettani" - esattamente come si faceva durante le Crociate -ci si concentra sulla figura del loro messaggero, sottolineando le differenze rispetto ad altri Profeti, soprattutto Gesù. Ora io trovo veramente ridicolo che persone che affermano di essere seguaci o ammiratori della figura del Cristo e che quindi dovrebbero, almeno teoricamente, dare l'altra guancia si mettano a vilipendiare pesantemente la figura di Maometto come si faceva nel Medioevo. La cosa più ridicola è che loro facciano questo nel momento stesso in cui la religione islamica, Adel Smith a parte, serba un grande rispetto per le figure dei profeti o dei messaggeri precedenti a Maometto. E non tutti i profeti sono stati pacifiche presenze discese dal cielo. C'è chi ha combattuto guerre, chi ha assassinato, chi ha abbandonato la concubina in mezzo al deserto per sbarazzarsene...Perfino Gesù cacciò i mercanti dal Tempio a pedate. Maometto invece era, oltre che Profeta, un capo di stato, un condottiero, una figura storica. E si comportava esattamente come lo dettavano le condizioni e i parametri dell'epoca in cui visse. Anzi, in molti casi fu addirittura un rinnovatore, un progressista. Il suo atteggiamento nei confronti delle donne ne fa addirittura uno dei primi femministi della storia. Nel VII secolo dopo Cristo accordò alle donne il diritto di voto, il diritto all’eredità e al divorzio (diritti che le donne ebraiche e cattoliche non avevano, e che otterranno addirittura - in alcuni casi - solo in tempi recenti). Non solo, famose sono le discussioni, sia sui temi politici che economici, che il Profeta intratteneva con le donne o i suoi dettami sull’universo femminile, come ad esempio il “Se mi fosse stato concesso scegliere, avrei preferito le donne; Il migliore tra di voi è colui che usa le parole più gentili verso la propria moglie”.
Si rinfacciano a Maometto diversi "episodi", come per esempio l'aver "lapidato delle adultere". La lapidazione, pratica barbara ancora applicata in Arabia Saudita e in Nigeria, non è contemplata dall'Islam. Gli Arabi preislamici non praticavano la lapidazione per punire l’adulterio per la semplice ragione che l’adulterio era frequente e faceva parte degli usi e costumi del tempo. Un giorno, a Medina, alcuni rabbini ebrei sottoposero a Maometto il problema di una coppia ebrea accusata di adulterio. Chiese quale fosse il castigo previsto dalla Torah in tale caso e i rabbini risposero “la lapidazione dei due”, che venne eseguita. Maometto ha quindi lasciato alla comunità ebraica soggetta alla sua autorità il diritto di fare giustizia secondo i propri dettami religiosi. Adesso invece si vuole accusare Maometto di avere lapidato della adultere, tacendo il coinvolgimento dei rabbini. In poche parole Maometto si è trovato nella stessa situazione di Gesù. Ma non fece come fece quest'ultimo (Chi è senza peccato scagli la prima pietra), perché - a differenza di Gesù (Un ebreo con un messaggio per gli ebrei) - Maometto non aveva interesse a far loro cambiare idea: erano liberi di professare il loro credo come meglio intendevano. Fu dopo la morte di Maometto, sotto il regno del secondo califfo Omar - il più conservatore e rigorista dei compagni di Maometto, entrato più volte in conflitto con lo stesso sulla questione dei diritti femminili - che si pose per i musulmani il problema dell’adulterio e della sua punizione. Omar ordinò che fosse eseguita la lapidazione e quando alcuni compagni del Profeta gli ricordarono che il Corano non menzionava questa punizione, egli rispose che si ricordava di un versetto, forse andato perduto, che ordinava questo castigo, che quindi andava eseguito. Sono questi "versetti perduti" e "detti non autenticati" ad essere impugnati dai moderni diffamatori dall'Islam, esattamente come fanno i fondamentalisti islamici per legittimare il proprio atteggiamento. Poi si dice che Maometto avrebbe detto: "Le donne, gli schiavi e i cammelli sono simili; bisogna chiedere la protezione di Allah da loro", mettendo di fatto le donne sullo stesso livello dei cammelli. Ebbene, ammesso che sia vero, che dire del "Non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né il suo bue, né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo" (Esodo 20 - 17), che - oltre a parlare di schiavi - mette la donna al livello del bue e dell'asino nonché nel novero delle "proprietà" dell'uomo ?
Lo stesso vale per l'infibulazione, pratica non contemplata dall'Islam e addirittura scoraggiata da Maometto. O il matrimonio forzato, un'altra pratica che viene ancora ricondotta all'Islam, esplicitamente vietato dal Corano e in un hadith è infatti affermato “non sposare una donna in precedenza sposata senza il suo consenso . Non sposare una vergine senza il suo consenso”. La bella Arba, una giovane araba data in sposa dai suoi tutori a Maometto, la prima notte di nozze gli svelò di essere stata costretta al matrimonio senza il suo consenso. Maometto la rimandò alla sua tribù senza consumare l’unione. Poi si parla del matrimonio di Maometto con Aisha, matrimonio proclamato all'età di nove anni e consumato a 13, e lo si accusa di Pedofilia. Non c'è peggiore manipolazione storica: in Occidente, ancora nel 600 - 700 i cristianissimi re e principi occidentali sposavano e consumavano rapporti sessuali con bambine della stessa età. In un'epoca in cui la vita media era di 30-40 anni, ciò era considerato normale e di uso comune. Aisha poi era, oltre che cappricciosa, la più gelosa ed affezionata Maometto. Come sottolineava inoltre un lettore in un commento precedente: "Ad Aisha dobbiamo quasi per intero la giurisprudenza islamica poiché fu lei, che visse l'Islam in toto fin dall'età più giovane, che riportò agli studiosi tutti i pensieri del Profeta in materia di diritto. Fu dunque la prima giurista dell'Islam, se vogliamo adoperare termini moderni [...] Osano parlare di pedofilia quando le cronache ci riportano continuamente ad orrori davvero pedofili, commessi in questo tempo e dai loro stessi sacerdoti, con la copertura eccellente delle alte sfere cattoliche". Non parliamo poi della Atzori che, oltre a demonizzare Maometto, se la prende con quei musulmani che vedono miracolosamente il nome di Allah sui cocomeri e sui pomodori mentre è proprio dell'altro giorno la notizia delle centinaia di americani accorsi con candele in una stazione della Metropolitana dove avrebbero riconosciuto - in un'innocua macchia di umidità - la sagoma della Madonna. O vogliamo parlare del Toast al formaggio venduto alcune migliaia di dollari perché vi si riconoscerebbe il volto di Cristo? O della macchina del Papa venduta cento volte il suo prezzo perché intestata ad un ex-cardinale che non l'ha mai guidata? Non parliamo poi delle decine e decine di testimoni al processo Wanna Marchi che parlano di milioni e milioni sborsati per comprare fatture e amuleti. Roba da sbudellarsi dalle risate, ma non per questo mi permetto di dare dei deficienti retrogradi ai cristiani. La cosa più ridicola in assoluto è quando la Atzori ridicolizza il viaggio di Maometto nei sette cieli tramandato dalla tradizione islamica o la descrizione dell'Inferno contenuta nel Corano. E cos'ha di diverso il viaggio di Maometto o la descrizione dell'Inferno (a cui peraltro si ispirò il Dante tanto ammirato dall' ignorante Atzori come padre della lingua italiana nonché per aver piazzato l'ispiratore della sua opera in inferno, tra l'altro come "scismatico") dalle storie della Bibbia e della Torah piene zeppe di angeli, diavoli, creature a più teste, paradisi ed inferni, miracoli e fenomeni paranormali ?
Vorrei però concludere questa esposizione, che mi sarei volentieri risparmiato, con una considerazione: che senso ha andare a cercare versetti coranici o detti "maomettani" da demonizzare se i loro equivalenti - e persino peggiori - si possono riscontrare nella Bibbia e nella Torah? A queste persone non viene il sospetto che si stanno atteggiando proprio come i fondamentalisti islamici, che pescano versetti simili a quelli che ci sono nell' Antico e Nuovo Testamento e che trasformerebbero il più pacifico dei cristiani in un mostro ? Che senso ha andare a sindacare su cose avvenute più di 1400 anni fa, e che avevano un loro senso nel contesto socio-politico dell'epoca quando cose ben peggiori accadevano e accadono tuttora nel civilissimo mondo occidentale ? E, infine, che senso ha chiedere ai musulmani di rendere conto dell'atteggiamento dei loro correligionari vissuti ben 14 secoli prima di loro e fare ragionamenti pazzeschi alla Atzori e simili, ben descritti da Dacia quando disse: "E la tribù degli Uga-buga che sono stati sodomizzati dal cugino della sarta del vicino dell’idraulico della cognata del ragioniere della pescheria dove si serviva la governante del Profeta? E dite dite, perché li avete sodomizzati un miliardo di anni fa?". Non vi sembra ridicolo che i musulmani di oggi debbano rendere conto di cose avvenute o che si presume fossero avvenute 14 secoli fa? E se facessimo lo stesso con coloro che hanno re-indossato le armature dei propri antenati Crociati, che quadro ne uscirebbe fuori? Io lo trovo ridicolo. Così come trovo ridicolo che ad un musulmano che vive o che è nato in Europa e che si lamenta degli attacchi scomposti e vergognosi di cui è oggetto, si risponda: "E le tribù Mau Mau massacrate in Sudan, eh? E le volontarie rapite in Gagausia, eh?". Scusate... indipendentmente dal fatto che ogni cosa va vista nel proprio contesto storico-socio-politico-economico-culturale, che c'entra un musulmano che vive in Europa o in Cina con ciò che succede in un villaggio sperduto dell'Afghanistan piuttosto che in una città dell'Irak? Da quando un musulmano è ritenuto responsabile o quanto meno tenuto a rendere conto e a giustificare il comportamento di un miliardo e passa di persone che vivono o che non vivono il proprio credo in altre parti del mondo o che, addirittura, sono vissuti 14 secoli prima di lui ? E poi, infine, se si è davvero femministe e laiche, che senso ha ridicolizzare la religione altrui guardandosi bene dall'avere lo stesso atteggiamento nei confronti di quella dei propri "seguaci" ? A proposito...visto che sono cosi bravi a snocciolare i dati di Amnesty sui paesi musulmani, come mai sui loro blog non ci dicono qualcosina del "capitolo Italia" nell'ultimo rapporto di Amnesty? Oppure Amnesty è credibile e fonte sicura solo quando parla di paesi a maggioranza islamica?
27/05/2005
Smith vs Fallaci

Nella storia di Adel Smith vs Oriana Fallaci c'è davvero qualcosa di comico. Mentre la potente scrittrice dovrà aspettare fino all'anno prossimo per iniziare l'iter giudiziario da lei intrapreso nei confronti di Smith, quest'ultimo è già riuscito -boicottato da tutti i musulmani e osteggiato da tutta la società in mezzo alla quale vive - a trasformare la grande Saggia, lodata dai mass media e osannata da orde di ammiratori, in un'imputata bisognosa di comitati di sostegno e titoloni del tipo "Tieni duro, Oriana". Non c'è che dire: i simili si ritrovano, anche se in un aula di Tribunale. Chi avrebbe mai pensato che a rinviare la grande scrittrice a giudizio sarebbe stata proprio la sua controparte islamica in Italia ?
Ora lasciamo da parte il personaggio in questione. Mettiamo il caso che a fare causa alla Fallaci fosse un'altro musulmano qualunque. Uno che non ha offeso il Cattolicesimo e che non ha buttato il crocefisso dalla finestra ma che, giustamente, si è sentito offeso dalle amenità che la presunta grande giornalista ha scritto sulla sua religione o sulla sua provenienza. D'altronde sappiamo che altri musulmani si sono costituiti parte civile accanto a Smith, pur preferendo non dichiarare i propri nomi (e la cosa è comprensibile: chi vorrebbe essere accomunato a quel personaggio problematico e ormai negativamente segnato che è Smith?). Come avrebbe accolto la società autoctona la loro denuncia, se avessero agito senza lo scozzese musulmano ? Scometto con lo stesso coro di indignazione in onda adesso e i progetti di legge per garantire l'immunità della grande Saggia...
Io non riesco proprio a capire l'atteggiamento dei Fallacisti e similari : da una parte condannano, giustamente, gli esaltati che uccidono i registi alla Van Gogh, dall'altra si indignano se un musulmano - indipendentemente dal personaggio con cui abbiamo a che fare ora ma che, va detto, proprio in quanto sfacciato fu l'unico ad avere il coraggio di affrontare a viso aperto la Fallaci (con le dovute riserve su argomenti e metodi usati) - si rivolge alla legge dello stato in cui vive perché si ritiene offeso da un libro o da un atteggiamento che contiene un chiaro appello alla discriminazione razziale e religiosa (altro che libertà di espressione). Insomma...cosa dovrebbe fare, quindi, un musulmano che si ritiene o che è stato veramente offeso? Stare zitto e incassare i colpi?