11/05/2005
Destini virtuali

Prima o poi anche i destini virtuali si incrociano. Veramente curioso, se non addirittura esilarante: anche il blog di Dacia Valent è nel mirino dall' ennesima vittima della malvagità e delle malefatte del maschio egiziano. Stavolta però non si tratta di Sharmate, bensì di Stefania Atzori, alla cui vicenda le prime pagine dei giornali hanno dedicato - tra il 1999 e il 2000 - ampio spazio. Forse perfin troppo, se poi la Atzori ha pensato - a vicenda felicemente conclusa - di trasformare il tutto in un romanzo edito dalla Rizzoli, venduto alla modica cifra di 8.50 € (Ma guai a parlarne...Tipico di queste autrici da quattro soldi (generalmente molto di più, se si pensa alla Fallaci) negare ogni fine di lucro, come fa la stessa Atzori: "Come guadagno non credo siano affari che la riguardino (dice alla Valent, ndr). Ma mi creda, non ricevo una lira per ciò che scrivo. Magari fossi pagata per dire quello che penso!" (Si certo...Se mia nonna avesse le ròte...), e dal titolo assai emblematico del genere nella sua stupidità: "L'Infedele. La storia vera di una donna italiana nel cuore dell'Islam".
La Atzori, per chi non lo sapesse, si era rifugiata con le figlie Erica e Marta nell'ambasciata italiana in Kuwait per sfuggire alle minacce dell'ex marito, un avvocato egiziano che non accettava che dopo il divorzio le figlie fossero affidate alla madre. Cosa c'entri il "Cuore dell'Islam" con tutta questa vicenda, non si capisce bene. Mi sembra di aver parlato abbastanza di questo tipo di letteratura nauseante, che trasforma ogni vicenda di violenza domestica, per quanto drammatica, in un caso di scontro tra civiltà generalizzato. Mi ricordo tra l'altro di aver visto, qualche anno fa, un film - di cui mi sfugge purtroppo il titolo - su Mediaset che raccontava la storia vera di una donna italiana a cui il potente e ricco marito (italiano) aveva preso i bambini, trasferendoli in un paese dove non era prevista estradizione e dove i giudici erano facilmente acquistabili. Nessuno però si è sognato di parlare di una donna italiana "nel cuore della Cristianità".

Ipotesi di commercializzazione della letteratura occidentale relativa alla donna musulmana.
Il caso della Atzori altro non è che l'ennesima variante della tematica "Donne e Islam" rivista in una chiave propagandistico-commerciale. Una volta tornata in Italia, e pubblicato il libro, la Atzori ha pensato (male) di mettere su un blog che si propone (anche questo!) di diventare un osservatorio sullo stato della condizione femminile nel mondo musulmano e in particolare in Egitto. Dacia Valent ha giustamente colto l'atmosfera in uno dei suoi tipici commenti irriverenti: "A me il suo blog piace, perché è romantico (nel senso “goethensiano” del termine) una dichiarazione palese di un sentimento appassionato per l’uomo che ha sposato, quindi lasciato (direi per fortuna dopo quello che ho letto). Non so se si tratta di amore, o di odio. È però palese che questa sua intensa emozione non riesce a circoscriverla ad un solo uomo, che è quello che l’ha maltrattata, ma la trasferisce in toto a tutto ciò che è vicino a quest’energumeno: l’Islam, l’Egitto e così via".
Dacia, giustamente, sottolinea ancora: "La cosa più buffa di tutte le persone con le quali parlo per “lavoro” è scoprire che sono tutti esperti di Corano, tutti studiosi dell’Islam, sanno di tutto e di più. Nel suo caso, sig.ra Atzori, è lampante che la sua avversione per i musulmani deriva da un’esperienza (orribile) vissuta in prima persona. Immagino che se suo marito fosse stato buddista o seguace di Manitù, piuttosto che un Sikh o un accolito di Ganesh, i suoi strali andrebbero in altre direzioni [...] Il mio secondo marito mi picchiava un paio di volte al giorno. Ho sopportato per anni, convinta che sarei riuscita a cambiarlo (dimenticando che l’unico momento in cui una donna può cambiare un uomo è quando cambia i Pampers al suo neonato maschio). Lui è cristiano. Questo non mi fa dire che i cristiani siano propensi ai maltrattamenti in famiglia. Gli uomini lo sono. Vede, io ho molti difetti, generalizzare senza dati oggettivi non è tra questi. Se dovessi farlo, allora i bianchi che hanno ucciso mio fratello sedicenne per il semplice motivo che era “un negro” (così dichiararono al processo, “era un negro e si meritava una lezione”) sarebbero tutti i bianchi, il cristiano che mi picchiava e mi umiliava sarebbe “tutti i cristiani”. Non lo faccio perché detesto generalizzare. I bianchi hanno molte colpe, anche i Neri le hanno, i cristiani sono colpevoli di innumerevoli genocidi (tra i quali anche la Shoah) anche i Musulmani lo sono. Ma se si dovesse fare l’esempio del genocidio per eccellenza (così come viene definito comunemente) parlo degli ebrei durante la WW2, e i genocidi in questione erano bianchi e cristiani.
Ultimamente ho dedicato perfin troppo spazio ad un blog che seguiva una linea più o meno simile a quella della Atzori, ma fortunatamente le dure critiche e il buon senso delle autrici ha permesso un cambio-rotta che, si spera, potrà portare buoni risultati. Diverso il caso della Atzori che ha - ovviamente - tutto l'interesse di fare da cassa di risonanza per il suo libro. Non mi aspetto che si ricreda, quindi...D'altronde il suo blog "Unpolitically Correct" sfoggia un sottotitolo assai indicativo: "Everyone is entitled to be stupid, but some abuse the privilege" (Ognuno è titolato ad essere stupido, ma qualcuno abusa del privilegio). Non c'è che dire...Sante parole...E proprio per questo mi sento di dare un consiglio spensierato alla sig. Atzori, e cioè di provare a trovare qualcos'altro su cui tessere appassionanti racconti, visto che l'ultima volta che sono entrato in libreria, vidi - esterefatto e leggermente disgustato - un intero scaffale sommerso di copertine con veli e occhi di vari colori e sfumature, e con titoli che spaziavano da "Fuori dal velo" a "Nelle profondità del velo", libri dai contenuti assai dubbi, per dire la verità...il che mi fa concludere che si tratti di un genere letterario ormai superato, non solo nelle copertine, ma pure nella sua stupidità.

Un cambio di copertina forse aiuterebbe...