13/05/2005
Siamo alla frutta ?

Avevo già espresso la mia opinione su Submission ed il suo regista a suo tempo. Continuo ad essere della stessa opinione: il film di Van Gogh nuoce, e decisamente non aiuta i musulmani a ripensare il loro credo come auspicato dal "civile" mondo occidentale. Semmai li induce a rinchiudersi in riccio e a difendersi dai continui attacchi di cui sono oggetto. E il fatto che un movimento notoriamente razzista e xenofobo come la Lega Nord, i cui fini sono tutt'altro che filantropici, si stia facendo promotore della diffusione del film in questione sul territorio nazionale, la dice lunga sugli "alti contenuti culturali" che lo stesso possa trasmettere.
Con tutto il rispetto per la memoria del regista, le sue opere sono e devono rimanere criticabili, specie quando si viene a sapere che l'individuo in questione era un antisemita dichiarato che arrivò al punto di dire ad una storica ebrea che lo criticava "Sicuramente si bagna di notte sognando di fare sesso con il Dott. Mengel". Il suo film ricalca più o meno la sua mentalità a cui era totalmente ignoto il concetto di rispetto dell'altro : una donna con abiti trasparenti - praticamente nuda -e con il corpo ricoperto dai versi del Corano, stende un tappetino, recita la preghiera e racconta una squallida storia di violenze e di incesto che viene presentata come se fosse la quotidianità delle donne musulmane, davanti ad un "Allah" invocato quasi fosse una divinità barbara, sanguinaria ed incurante che giustifica il tutto compiacente.
Inutile dire che nessuna religione monoteista, considerata la natura delle stesse, rimarebbe silenziosa davanti alla scena di una donna nuda che si presenta in preghiera e in diretta confessione con Dio. La chiesa ortodossa vieta alle donne di accedere all'altare, quella cattolica di celebrare messa, quella ebraica di pregare assieme ai maschi davanti al Muro del Pianto se non separate fisicamente da essi, ecc ecc. La reazione indignata - e civile, perché non dimentichiamoci che c'è stata anche quella - di molti critici musulmani è quindi ben comprensibile, specie se questi sono osservanti. Non è quindi una particolarità dell'Islam "intollerante".
Vorrei vedere come avrebbe reagito la comunità mondiale cristiana - e specie i fondamentalisti cristiani (e ce ne sono, e pure violenti) oppure ancora le minoranze cristiane in Medio Oriente davanti ad un'ipotetico filmato di un regista musulmano che raffiguri una donna nuda con i versetti misogini del Vangelo in materia di diritti femminili (e ci sono anche quelli, pure riportati su questo blog), magari con un crocefisso appeso sulle parti intime, stesa sull'altare di una chiesa a prendere comunione, prima di confessare ad un Dio descritto quanto meno come indifferente una storia di abusi sessuali in famiglia (e ci sono, eccome se ci sono, in alcune famiglie che si definiscono cristiane), presentata come se fosse la normalità dell'Occidente e della Cristianità. E' successo più o meno questo, anche se declinato islamicamente, nel film di Van Gogh
In alcuni paesi arabi musulmani, e su diretta richiesta delle Chiese locali, è stata vietata la diffusione del romanzo di Dan Brown, il Codice Da Vinci, ritenuto offensivo nei confronti del Cristianesimo e della figura di Cristo. Non condivido personalmente il provvedimento, ma questo episodio dà la misura del rispetto che la religione islamica serba per le altre religioni, tanto da soddisfare le richieste di una comunità religiosa minoritaria che si ritiene offesa nel proprio credo. Cosa abbiamo invece dall'altra sponda del Mediterraneo ? La diffusione - su una rete pubblica e con i soldi delle tasse dei lavoratori musulmani in Italia, che seppure minoranza, contribuiscono - di un filmato che denigra pubblicamente la loro religione da lungo tempo destinata al pubblico ludibrio, il tutto accompagnato da una buona dose di pubblicità preliminare. Altro che rispetto delle minoranze !
La morte di Van Gogh, anche se per mano di un fondamentalista, non ne fa un santo: ne fa solo l'ennesima vittima dell'integralismo che genera integralismo. Il suo film è solo una reinterpretazione moderna del "Die Ewige Jude" (l'eterno ebreo), di vecchia memoria nazista, in chiave antislamica mascherata da finta produzione psicologico-culturale. Che si debba quindi ringraziare un movimento come la Lega e la Tv pubblica per la trasmissione di un simile filmato, impresa chiaramente destinata ad esaltare i già ben esaltati islamofobi locali, significa che siamo proprio alla frutta.
E, sia ben chiaro, lo ribadisco ancora una volta visto che sicuramente qualche esaltato in questione sarebbe tentato di descrivermi come fondamentalista o quanto meno come uno che ne approva l'operato : la mia condanna dell'uccisione del regista in questione rimane ferma lo stesso, nonostante la mia totale disapprovazione dei contenuti del filmato ed ancora più della decisione di trasmetterlo pubblicamente con lodi tali da farlo sembrare un film da Oscar e da avvallarne completamente i contenuti, quasi fossero la verità rivelata.