16/05/2005
Der ewige Muslim

E' di moda accusare i musulmani di "fertile immaginazione" e di "vittimismo" se osano paragonare la loro situazione odierna a quella vigente durante il periodo nazista nei confronti degli ebrei. Eppure libri come quelli della Fallaci ricalcano esattamente il Mein Kampf di Hitler (unica differenza al posto di "Ebrei" ed "Ebraismo" c'è "Musulmani" e "Islam", provateci), film come Submission ricordano "L'eterno Ebreo" del Terzo Reich, i manifesti della Lega Nord sono straordinariamente simili a quelli ideati da Goebbels, le esternazioni anti-islamiche di politicanti di varia specie suonano uguali a quelle dei gerarchi nazisti.
Tutto questo però è ritenuto "irritante esagerazione" dai massimalisti dell'odio e dell'intolleranza. Eppure è cosi facile riconoscere nello schema della propaganda attuale, nel suo andamento e nei suoi sviluppi, nei suoi meccanismi e nei suoi risultati, lo stesso germe che ha portato all'esclusione degli ebrei dalla vita sociale e alla loro discriminazione, con tutte le relative conseguenze sul piano della politica internazionale. E' successo, a pensarci bene, solo sessant'anni fa. Quindi neanche tanto lontano nel tempo. E già allora si accusavano gli ebrei di "auto-commiserazione", di "vittimismo", di "esagerazione", di "fertile fantasia". Perfino alcuni ebrei non ci credevano. Oggi, sessant'anni dopo, nessuno osa accusarli di questo. E si sono addirittura completamente perse le tracce della linea di demarcazione fra critica e odio razziale.
Proprio chi è nella posizione più debole percepisce meglio i preoccupanti segnali dell'anti-islamismo moderno e non c'è bisogno di aspettare un nuovo Olocausto (ma se uno vuole fare il pignolo, non saprei come definire le milioni di vittime in Irak, Afghanistan e altri paesi dove infuriano le battaglie ispirate all'ideologia neo-con) o i campi di concentramento (che non erano solo quelli tedeschi ma anche quelli inglesi per italiani e quelli americani per cittadini di origine nipponica, ma anche questi - volendo - non mancano: Abu Ghraib e Guantanamo danno il buon esempio). Non c'è bisogno di aspettare questo per muoversi.
Molti hanno imparato bene la lezione del Passato, sanno trarre le giuste lezioni dalla Storia, quella vera, non quella intervistata dalla Fallaci. C'è bisogno che gli uomini di buona fede, i "giusti", accorranno in aiuto di chi rischia di ritrovarsi marchiato, ghetizzato, malmenato e sottomesso, proprio in Occidente, proprio in Europa, perché è già successo, perché succede già, anche se non se ne parla. Forse potrebbe anche succedere senza che nessuno lo venga a sapere: era proprio questa la reazione dei cittadini tedeschi portati a vedere gli orrori dei lagher. Non è quindi una fantasia, non è un sogno, non è la trama di un romanzo. E' una premonizione. E se non si fa qualcosa, subito, vi sorprenderete di quanto possa rivelarsi vera.