18/05/2005

L'espansionismo islamico

Se non avete ancora visto "Kingdom of Heaven" di Ridley Scott, andate a vederlo. Ne vale veramente la pena, e per più di un motivo: il primo è che illustra benissimo il quadro storico dell'epoca, spiegando - anche se in un contesto filmico narrativo - le motivazioni che hanno spinto il Saladino a decidere la riconquista di Gerusalemme, ovvero le continue provocazioni da parte di Crociati invasati appena giunti dall'Europa ed ignari di una realtà di convivenza secolare in cui tutti -cristiani, musulmani ed ebrei - avevano da guadagnare. Il secondo è che ho trovato molto toccante la scena finale in cui il Saladino, proprio mentre viene innalzata la mezzaluna su una cupola della Gerusalemme pacificamente conquistata, camminando per le sale abbandonate dai Crociati a cui è stato concesso un salvacondotto (eppure quando conquistarono Gerusalemme uccisero non solo tutti i musulmani, donne e bambini inclusi, ma anche i cristiani ortodossi e gli ebrei che furono bruciati vivi dentro la propria sinagoga), raccoglie un crocefisso caduto per terra per rimetterlo al suo posto. In un'epoca in cui i crocefissi vengono buttati dalle finestre e i Corani nei cessi (si si..lo so che hanno smentita la notizia, e ci credo...dopo le violentissime manifestazioni di piazza nei più grandi paesi musulmani, in cui anche decine di persone hanno perso la vita, era il minimo...no?), un segnale di rispetto come quello ci voleva. Infine perché ci sono due attori arabi: un siriano nel ruolo del Saladino e un egiziano nel ruolo della "Voce dell'Islam", il che ovviamente riempie d'orgoglio tutto il mondo arabo: si stanno evidentemente moltiplicando gli Omar Sharif, il che fa onore alla scuola cinematografica araba che li ha formati.

Un film come Kingdom of Heaven, molto apprezzato d'altronde dai critici musulmani, fra cui spicca soprattutto il Prof. Maaluf, autore de "Le Crociate viste dagli arabi", è un impresa lodevole in un epoca buia della storia. Un'impresa da "giusto" in un'epoca dove la storia è diventata davvero un optional...ma questo vale solo per gli esperti alla Atzori che vorrebbero spiegare la dinamica della Crociate sostenendo, fra altre amenità, che le guerre espansionistiche mussulmane si siano consumate "in un fiume di sangue" e che avessero come scopo quello di convertire i cristiani locali all'Islam con la spada. Eppure basterebbe così poco per capire meglio il quadro storico e fare le giuste valutazioni. Basterebbe leggere le testimonianze cristiane dell'epoca: le guerre musulmane non avevano come scopo quello di convertire i cristiani come si vuol fare credere. Si trattava molto più semplicemente di guerre di conquista finalizzate alla riscossione delle tasse. Ma a giudicare l'espansione araba già dai suoi primi anni un evento puramente politico è la cronaca anonima nestoriana, e quindi cristiana, scritta intorno al 670-680, che peraltro descrive con toni elogiativi la religione musulmana. Per Sebeos per esempio i Musulmani sono dei conquistatori che al pari dei Persiani sono soprattutto spinti da ambizioni territoriali e ben intenzionati a riscuotere un tributo; ragione per cui è lecito supporre che i cristiani sottomessi non saranno tenuti a convertirsi.

Le testimonianze cristiane confermano l'affidabilità delle fonti musulmane che, altrimenti, potrebbero essere sospettate di abbellire i fatti in favore degli Arabi come insinua la Atzori. Esse attengono certamente al vero quando riferiscono del numero impressionante di città che neppure simularono una qualche resistenza. Fra Bizantini e musulmani, gli abitanti preferivano i musulmani: erano più tolleranti e le loro tasse erano perfino più basse di quelle richieste da altri conquistatori. Secondo John L. Esposito, professore di Religione e Politiche Internazionali all’Università di Georgetown: “Per molte popolazioni non-musulmane nei territori Bizantini e Persiani, già soggette a governanti stranieri, il governo islamico rappresentò un cambiamento, che apportò più flessibilità e tolleranza, piuttosto che la perdita dell’indipendenza. Molte di queste popolazioni poterono allora godere di una maggiore autonomia locale e spesso pagare meno tasse... Religiosamente, l’Islam si dimostrò più tollerante, garantendo una maggiore libertà religiosa per Ebrei e Cristiani locali”.

La venuta degli Arabi fu spesso e volentieri accolta con vero e proprio entusiasmo, come accadde a Shaizar (Larissa) alla comparsa del comandante Abu 'Ubaidah che, accampatosi nei dintorni, vide meravigliato che la popolazione locale, peraltro secondo una modalità assai simile a quella di molte altre città, «usci incontro a lui prosternandosi al suo cospetto, accompagnata da giocolieri, da suonatori di tamburini e da cantori». L'entusiasmo fu talvolta tale da sorprendere e persino da scandalizzare gli stessi Arabi, in un tempo in cui essi nutrivano una sorta di repulsione quasi istintiva di fronte a simili espressioni di esuberanza. L'austero califfo 'Omar fu in effetti sconcertato quando, passando per la città di Adhri'àt, l'antica Edrai, in Palestina, «fu raggiunto dai cantori e dai suonatori di tamburino di Adhri'at, mentre gli abitanti sfilavano reggendo sciabole e rami di mirto. A tale spettacolo 'Omar gridò: "Silenzio, fermateli!"». Ma Abu 'Ubaidah, a cui - si potrebbe dire - la musica era nota, gli rispose: «Principe dei Credenti, è questa la loro usanza, e soggiunse dopo parole pressappoco di tal genere: se tu vieti loro di continuare, potrebbero pensare che un tale ordine sia il segno della tua intenzione di violare il loro patto. Allora 'Omar disse: “Che continuino pure!”». D'altronde, se fosse vero che le guerre espansionistiche musulmane erano destinate a convertire i cristiani, la signora Atzori può pure star certa che di cristiani non sarebbe rimasto nemmeno uno al giorno d'oggi in Medio Oriente. E se proprio vuole parlare di Storia, si informi su quello che è successo in Spagna con la cristianissima Reconquista, quello che è successo ai musulmani e agli ebrei che hanno trovato rifugio in terra ottomana, o sulla conquista di Gerusalemme da parte dei Crociati e della testimonianza di un cattolico che la seguì, quando parlava di un fiume di sangue che arrivava alle ginocchia. E' capitata proprio male la Atzori: il sottoscritto sta scrivendo attualmente un libro proprio sui rapporti tra Islam e Cristianesimo proprio nell'epoca dell'espansionismo islamico, tra settimo e ottavo secolo. Un lavoro che porto avanti dal 2004 con il pieno appoggio dei patriarcati ortodossi. Ma sapete com'è, è cosi noioso e banale leggere questo blog, proprio perché è noiosa la Storia raccontata senza secondi fini.

di Sherif El Sebaie at 00:04:52