21/05/2005

La Festa è finita !

È stata costituita la Islamic Anti-Defamation League Italy. Stanchi di subire la mediocrità di un drappello di ben addestrati propagatori di odio, un gruppo di intellettuali, lavoratori, lavoratrici, madri, padri, liberi professionisti, studenti, tutti musulmani - la maggior parte di loro cittadini italiani o persone che vivono da decenni in Italia – hanno deciso di dare uno stop al dilagare dell'anti-islamismo.

Le mail hanno cominciato a fioccare da una parte all’altra d’Italia, e in un paio di mesi si è arrivati alla costituzione di un’organizzazione che, considerati i precedenti storici ed i casi attuali ed ispirandosi all'esperienza di altre comunità religiose, sarà la risposta della comunità musulmana residente in Italia al dilagare del sempre più preoccupante fenomeno dell'anti-islamismo.

Il nostro scopo, infatti, è quello raccogliere, analizzare e disseminare le informazioni sull'attività di propaganda dell'odio e dell'estremismo, e quindi di monitorare, esporre e combattere i fenomeni, le organizzazioni ed i singoli promotori dell'anti-islamismo in Italia, qualunque sia il mezzo usato per la loro propaganda.

Lo scopo immediato è quello di fermare, appellandosi ove possibile alla ragione e alla coscienza e, ove necessario, alla legge, la diffamazione della comunità islamica e delle musulmane e dei musulmani, implementare strategie, fornire assistenza, anche legale e gratuita (grazie al sostegno di 53 avvocati dislocati su tutto il territorio nazionali, tra cui 14 tra Cassazionisti e Costituzionalisti), sostegno e risorse relative alla sicurezza dei musulmani residenti sul territorio italiano e rinforzare il meccanismo legale per combattere le minacce serie di cui la comunità è oggetto.

Sfida, azione, risultati: questa è la strategia della Lega Islamica Anti-diffamazione. Il suo scopo principale è quello di assicurare la giustizia e il trattamento equo di tutte le persone residenti sul territorio, senza escludere dal novero delle persone che difenderemo anche appartenenti ad altre minoranze bistrattate o perseguitate.

L’Islamic Anti-Defamation League Italy aderisce all’art. 19 della Costituzione d’Italia che garantisce la libertà di espressione, ma utilizzerà i mezzi legislativi a disposizione per porre fine all’impunità dei propagatori di odio, all’ipocrisia bigotta ed assicurare alla giustizia i divulgatori di violenza razzista ed anti-islamica, nello spirito dell’art. 3 e dell’art. 19 della Costituzione della Repubblica.

Naturalmente, per tutelare il privato di chi propone la denuncia ed evitare che certuni possano avantaggiarsi della pubblicità derivante dalle nostre azioni legali e di boicottaggio, conoscendo la volontà di taluni di autopromuoversi attraverso questo genere di attacchi deplorevoli ed insensati, tutte le nostre azioni saranno semplicemente proposte nei tribunali e mai publicizzate.

Halima Barre, Jibril Muhammad

I.AD.L - Italy

di Sherif El Sebaie at 16:52:00

21/05/2005

E smettila !

Questo blog, in realtà, voleva essere uno strumento aggiuntivo per interfacciarsi più frequentemente con altre persone intelligenti su questioni riguardanti l'attualità, specie quella relativa all'immigrazione e all'Islam. Avrei voluto concentrarmi sui lati positivi della cultura del Medio Oriente (e anche criticare quelli negativi, perché no?) sull'integrazione e il multiculturalismo e cercare di far ragionare, cambiare pian piano la mentalità della gente inquinata da alcuni propagandisti professionisti. Mi rendo conto però che questo è impossibile fin quando ci saranno quelli con le trombe editoriali e mediatiche che remano contro. Avrei voluto risparmiare le critiche agli altri, ma io credo fermamente al detto di Pulitzer: “Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri”.

Sapete...A me dispiace fare di ogni sterile polemica su questo blog, sopratutto se puerile, un serial a puntate, ma sono proprio loro a spingermi a farlo. Di fronte a certe cose, rimanere zitti è impossibile. Quando la Fatwite arriva a punti inaccettabili, per esempio: "Nel momento in cui mi diffama, mi accusa di incitare al genocidio, spingendo qualche fanatico islamico a farmi del male, allora il discorso cambia". Ve l'avevo detto, no, che prima o poi mi avrebbe accusato di aver emesso una fatwa? Si Si, proprio lei, la Signora Atzori, che non ha perso occasione per affermare sul suo Blog che "Quello che l’egiziano o quell’altra scrivono mi è del tutto indifferente e mi dispiace che non riescano ad accettarlo. Potranno scrivere all’infinito ciò che vogliono sulla sottoscritta, non riceveranno mai l’onore di una risposta pomposa sotto forma di articolo". Sarà anche vero che non ho ricevuto una risposta pomposa sotto forma di articolo sul suo blog, ma è un dato di fatto che ultimamente ho ricevuto più email pompose da lei nella mia casella che da mia madre. La penultima, quella che mi ha pregato di non riportare sul blog in quanto "contenente riferimenti personali" (che non ho mai chiesto né tantomeno sollecitato e di cui non posso nemmeno verificare l'attendibilità), era davvero esilarante.

Il bello è proprio questa pretesa di mantenere tutta la corrispondenza... come dire... "segreta", mentre è stata proprio lei ad aver iniziato a scrivermi e a dirmi che mi ha denunciato."Se ha pubblicato una lettera privata con relativa risposta evidentemente non ha la coscienza a posto - dice la Atzori in un commento sul suo blog, riferendosi al primo scambio tra di noi - Lui (cioè il sottoscritto, ndr) censura tutto ciò che non gli conviene pubblicare. O pubblica solo le parti più opportune, per screditare le persone. Tra l’altro le e-mail possono anche essere manipolate". Insomma, se pubblico la lettera e relativa risposta (integralmente, si badi bene), non ho la coscienza a posto. Se invece ne pubblico solo alcune frasi, perché LEI mi chiede di non pubblicare i suoi riferimenti personali, sono email "manipolate". Ma mi faccia il piacere !

In realtà, alcune frasette della sua penultima lunghissima email, attinenti ad un dibattito che doveva essere pubblico - per correttezza nei confronti dei miei e dei suoi lettori - e che lei preferisce mantenere privato, e soprattutto segreto, per non fare figuracce, sono proprio da riportare. E io faccio benissimo a riportarle, perché non solo rendono palese che grado di credibilità si deve attribuire a questa persona ma perché dietro alla scusa della "privacy", che non regge né legalmente (dovrebbe sapere che la corrispondenza privata, è - appunto - privata, nel senso che posso farmene quello che voglio perché non sono stato io a sollecitare il contatto) né logicamente (dal momento che mi minaccia di denunce per di più su basi infondate), ebbene dietro tutto questo c'è il sottoscritto che sarebbe stato già denunciato per "diffamazione" (ho solo criticato il suo blog) e le cose insensate che scrive lei in prima persona. Mi sarebbe piaciuto riportare tutto, per non essere accusato per l'ennesima volta, di "manipolare" la mail ma accontentiamoci pure di qualche chicca. Di seguito, la risposta che le ho inviato e le sue chicche in grassetto.

Gentile Sig. Atzori,

Sono proprio curioso di sapere cosa ha chiesto alla Polizia (Scrive la Atzori: "Ad ogni modo, non voglio tediarla oltre. La polizia l’ho avvertita oggi pomeriggio via email ma dovrei richiamarli domattina. Per ora direi di lasciare la faccenda così com’è, anche perché non sono in Italia" ) dal momento che non ci sono nomi e cognomi suoi sul mio blog (Scrive la Atzori: "Mi fido e prendo atto del fatto che sul suo sito non ci sono le mie generalità; soprattutto dal momento che non l’ho appurato di persona") e dal momento che non c'è nessun commento offensivo (tanto meno da me proveniente) sul suo...Non essendoci nessun motivo per spogere denuncia, posso presumere che lei mi voglia creare lo stesso problemi con la Legge? Credo di si. Ma sono certo di stare nel giusto e soprattutto di potere contare su avvocati gratis, quindi la sua denuncia per me è irrilevante. Ancora di più se le "sottigliezze" di cui parla sono assolutamente irrilevanti. (Scrive la Atzori: "Di Arp scrive che è un tipo che insulta sul suo blog, giusto? Lo ha scritto qualcuno da me. Una persona che la detesta, sicuramente non la riempie in un secondo tempo di complimenti. Come se lei mi insultasse, poi andasse su un altro blog a tessere le mie lodi. Non sarebbe normale e coerente. Non sono la Fallaci, sono giovane e quindi sono ancora in pieno possesso delle mie facoltà mentali per accorgermi di tali sottigliezze" ). E' chiaro che Arp mi stava pigliando per i fondelli in quel post (anzi, l'ha ribadito proprio oggi sul blog della Atzori, ndr). E il paragone con Tariq Ramadan aveva proprio quello scopo. E se si fosse informata un po' di più avrebbe saputo perché.

Stacco un attimo per farvi notare l'alta considerazione che la Sig.a Atzori, grande ammiratrice della Fallaci, ha della stessa: praticamente le ha dato della vecchia rincoglionita. Ammettendo, di fatto, che i suoi scritti sono completamente inattendibili.

Si sbaglia anche quando dice che non ammetterò mai che ci sono delle cose che non funzionano nel mondo musulmano. Lo ammetto eccome, e l'ho perfino scritto. Ci sono interpretazioni del Corano che devono essere radicalmente cambiate o quantomeno calate in un contesto storico moderno, dove cose che succedevano 1400 anni fa non possono più avere luogo adesso. Il problema non è tanto nelle sue affermazioni (e lo stesso vale per la Fallaci), ma nel modo in cui le esprimete, che lascia intendere generalizzazioni alquanto gravi e che inducono nella gente timore e preoccupazione nei confronti di chiunque provenga da quei paesi o abbia quel credo.

Io non sono particolarmente osservante. Non difendo l'Islam per partito preso. Lo difendo perché comunque il mio nome, le mie origini, provengono da li. Quando lei fa passare il messaggio che tutti gli uomini musulmani (perché è quello il messaggio che passa) picchiano le mogli, io non mi ci riconosco. E non solo perché non sono osservante ma perché ci sono anche molti musulmani osservanti che non lo farebbero mai. Lei forse non li ha conosciuti, io si. E mi dispiace vederli diffamati in questo modo. Non si deve essere apostati per condividere le sue critiche alla realtà musulmana. Ma, per carità di Dio, le faccia in una maniera più civile.

La ringrazio per la presentazione del suo stato sociale, ma sinceramente non mi interessa (Qui è la parte "sensibile": la Sig.a Atzori mi dice, senza che nessuno glielo abbia chiesto, che lavoro fanno e che titoli di studi hanno, rispettivamente, suo fidanzato, suo padre, sua madre, e due dei suoi stretti familiari. Mi parla dei suoi possedimenti e di quelli di suo padre. Mi elenca i ricavi dai suoi libri, venduti alla Rizzoli ma anche "altre case editrici" e il grande successo che hanno ottenuto, nonché i suoi progetti futuri in merito (la traduzione in altre lingue), perché - afferma lei - "vede che mi piace fare i conti in tasca alla gente"). Se voleva dimostrare che è ricca e che ha familiari ricchi e che quindi non ha bisogno di soldi, ha fallito: di soldi, nella concezione umana, non ce ne sono mai abbastanza, purtroppo. Uno potrebbe essere milionario e vorrebbe diventare miliardario. Ha lo Yacht e vorrebbe l'Elicottero. E il modo in cui la Fallaci e lei stessa vi vantate delle vostre vendite lo dimostra. A proposito: in un'altra occasione disse alla Valent: "Ma mi creda, non ricevo una lira per ciò che scrivo". In questa lettera menziona la percentuale esatta che percepisce dalla Rizzoli. Come mai? Il sottoscritto, al contrario, scrive libri e li omaggia. Perché vuole che la gente legga qualcosa di diverso, ma soprattutto di più documentato.

Mi sono infilato nella diatriba tra Lei e la Valent non perché voglio sodalizzare con la Valent (si ricordi, è una donna !!! Tono ironico se non l'ha capito :)) ma perché ho appurato personalmente che il Suo blog conteneva lo stesso genere di accuse diffamatorie che mi fanno venire l'allergia. La Dacia ha uno stile esagerato, a volte irrispetoso e si lascia andare ad affermazioni forti e a volte poco condivisibili. Ma le persone intelligenti colgono la sostanza dei suoi messaggi, che è quello che conta. Ad ogni modo, io non sono la Dacia.

Non l'ho accusata di appello al genocidio. Ho detto che c'è GENTE che posta a ripetizione appelli in tal senso nei forum e nei blog. Basta un giro per appurarlo. Commenti tipo "facciamoli fuori tutti" non mancano. Lo stesso Libero ha lasciato intendere, quando c'erano i primi ostaggi italiani, che bisognava prendere in ostaggio gli 800.000 musulmani presenti in Italia. Le pare civile? Il mio riferimento a libri dai contenuti assai dubbi era riferito ad altri testi che ricadono nello stesso genere letterario. Abbiamo un caso, e non mi sembra che ci sia stato un riferimento esatto al suo libro.

Lei dice che scrivo le solite cose islamiche, io a lei che scrive le solite cose fallaci. La differenza è che io leggo ciò che scrive, lei no. Non le chiedo di commentare, ma di leggere almeno. E' diverso. Se non lo vuole fare, pazienza. Sappia che anni di formazione in scuole occidentali e di permanenza in Italia mi hanno forgiato abbastanza. Non potrà mai, e ripeto mai, trovare qualcosa da impugnare per incolparmi. L'effetto della sua denuncia, essendo lei una "famosa" scrittrice, sarà quello di farmi pubblicità. E farò in modo che sia pubblicità positiva e da sfruttare appieno. Un giorno forse mi metterò a vendere libri anch'io, no? :)

La sua lettera, quest'ultima intendo, rimarrà privata siccome contiene riferimenti personali. La mia risposta no, essendo mia, forse la pubblicherò sul blog. L'anti-islamismo non è reato
(Scrive la Atzori: "Le assicuro sig. Sherif, che se dovesse esserci una causa, non sarei io ad avere la peggio: la diffamazione è un reato, l’anti islamismo no, almeno, non in Italia", ammettendo di fatto che in altri paesi, come per esempio il Canada, invece lo è), ma la discriminazione su base religiosa e la diffamazione del credo di una minoranza si. Si legga la Legge Mancino. Certo, nessun provvede ad applicarla, ma prima o poi qualcuno si sveglierà e lo farà. Se non in Italia davanti alla Corte Europea. Si fidi di me.

Un caro saluto

Sherif El Sebaie

Che dire? Mi piacerebbe che la smettesse di "molestarmi" ogni giorno con almeno due email che poi dovrei, secondo lei, sorbirmi in segreto mentre afferma pomposamente sul suo blog che mi ignora. E che la smettesse con le accuse e le denunce basate su cose che si è inventata tra una siesta e l'altra perché ha il brutto vizio di agire ed esprimere opinioni per "sentito dire". Per non parlare poi delle palesi contraddizioni fra ciò che afferma pubblicamente (non guadagno niente, la Fallaci è una grande scrittrice) e ciò che scrive in privato (la percentuale della Rizzoli, la Fallaci qualificata come se fosse una vecchia rincoglionita ecc ecc). E vorrei che mi desse l'opportunità di parlare di altre cose interessanti, che cosi non mi lascia il tempo per farlo. Continui pure a scrivere quello che vuole sul suo blog, fin quando è certa che "l'anti-islamismo, almeno in Italia, non è reato". E io continuerò, quando vorrò, a farci un giro, perché un giro nei bassifondi ogni tanto ci vuole, per cambiare visuale. Poi, un giorno, forse l'anti-islamismo diventerà reato come dovrebbe, essendo una palese discriminazione su base religiosa, e allora ci faremo un sacco di risate. Buono lavoro !

di Sherif El Sebaie at 00:49:26