29/05/2005
L'Unta e l'Untore
Dopo la denuncia al Giudice Montingelli, la IADL - assieme ad altre associazioni - si costituisce parte civile nel processo contro la Fallaci. Affianco ad Adel Smith ? "Si... E cosa ha Adel Smith di diverso rispetto a Gad Lerner?"
Leggi l'articolo QUI su Aljazira.it
29/05/2005
Anche la IADL contro la Fallaci
Comunicato Stampa ricevuto poche ore fa dalla IADL. Seguirà l'intervista esclusiva a Halima Barre su Aljazira.it.
La Islamic Anti-Defamation League ed altre associazioni si costituiranno parte civile nel processo Fallaci. Inorriditi dal razzismo, antislamismo ed antisemitismo della scrittrice: giusta l’azione di Mr. Smith.
L’intervista alla sig.ra Fallaci è sconvolgente. La Islamic Anti-Defamation League prende atto che l’anziana scrittrice tenta di suscitare la simpatia di una non meglio definita “giuria popolare”, manifestando in questa maniera la volontà di condurre una specie di doppio processo, facendo leva sul sostegno dei media per influenzare il giudice, insinuando che lei è la semplice traslazione della vox populi. D’altro canto la scrittrice antislamica ed antisemita (non va dimenticato che una parte dei musulmani sono arabi e quindi semiti), va oltre ipotizzando che una sua eventuale condanna sarebbe un’onta alla libertà di espressione. Nulla da eccepire sulla necessità di difendere baluardi di democrazia conquistati faticosamente in anni di lotte e battaglie democratiche quale quello della libertà di espressione, ma la libertà di espressione non va confusa con quella di insultare un intero mondo di persone che professano la fede musulmana. L’atto è tanto più grave in quanto quelle frasi razziste se dette da un pinco pallino qualsiasi restano in un ambito circoscritto, ma nel caso dei violentissimi pamphlet della sig.ra Fallaci hanno goduto di amplissima distribuzione, e visto che la giornalista è correntemente definita una opinion maker, noi inorridiamo di fronte ad una tale, scientifica costruzione e diffusione dell’odio razziale e religioso.
L’iniziativa del sig. Smith, accolta in re ipsa dal Tribunale di Bergamo, si incardina proprio nell’ottica della difesa del principio non solo della libertà di culto, ma anche in quello della libertà di professare liberamente il proprio credo, senza subire discriminazioni come sancito dagli art. 20 e 21 della Costituzione Italiana. La Islamic Anti-Defamation League ritiene che non sia il solo sig. Smith a poter proporre querela, qualora si sentisse ferito come democratico e musulmano, di fronte ad un siffatto attacco alla sua e nostra religione. I tribunali della Repubblica sono aperti a tutti coloro che volessero fare altrettanto per difendere analoghi principi, qualsiasi sia la loro specificità. Vanno ricordate due questioni: la prima è che anche l’UCOII (organizzazione molto più articolata) aveva proposto analoga querela, archiviata però dalla Procura di Ancona, e che il sig. Smith stesso aveva querelato il sig. Gad Lerner per vilipendio della religione cristiana per alcune affermazioni analoghe a quelle da lui dichiarate sulla questione “Crocefisso” durante la trasmissione che lo stesso sig. Lerner conduce su la 7 (L’infedele) del 19 di aprile 2003.
La Islamic Anti-Defamation League intende costituirsi parte civile nel procedimento nei confronti della sig.ra Fallaci, al pari del Comitato Africano per l’Integrazione, della Score-Italy, di Tunisia democratica, del Shonar Bangla Community, dell’associazione cooperativa Sinandugu, ed altri ancora. Quanto alle dichiarazioni sul numero di detenuti stranieri in generale e musulmani in particolare in Italia, qualsiasi sociologo spiegherebbe alla sig.ra Fallaci che quando il 2% della popolazione produce il 35% della popolazione carceraria, il problema va cercato nella gestione di un fenomeno e non nelle vittime di un sistema.
La libertà di espressione non è libertà all’incitazione all’odio razziale, il fatto di avere un agente letterario non giustifica l’assenza di principi. Per un approfondimento del tema, potrete - nelle prossime ore - trovare l’intervista della spokeperson della Islamic Anti-Defamation League sul sito www.aljazira.it
Halima Barre
Relazioni Esterne
29/05/2005
Ma sei mesi fa Adel difese la Croce !

Pubblicato, con questo titolo, sul Corriere della Sera. Realmente accaduto nel 2003.
MILANO - «È fuor di dubbio che il crocifisso è un oggetto di culto per i cristiani». Parola di Adel Smith. Proprio lui difensore del crocifisso? Il paradosso va in scena alla Procura di Milano,dove il presidente dell’Unione Musulmani d’Italia, che dal Tribunale dell’Aquila ha ottenuto la rimozione del crocifisso dall’aula di scuola dei figli, giorni prima si è visto invece archiviare la denuncia sporta contro il giornalista Gad Lerner per «vilipendio» della religione cristiana a causa di un commento, sulla Croce, del conduttore dell’«Infedele». Nella puntata pasquale del 19 aprile su «La 7», Lerner aveva richiamato lo «scandalo» (per la logica umana) di una religione che come proprio simbolo sceglie «l’orrore di questi piedi inchiodati e insanguinati», «un macabro deicidio», che a Lerner da piccolo faceva paura, con «uno strumento di tortura come oggi la sedia elettrica». Adel Smith, non da partecipante alla trasmissione ma da spettatore della tv, aveva allora accusato Lerner di diffamazione e vilipendio della religione. Questa denuncia, secondo Smith, serviva anche a dimostrare la disparità di trattamento ricevuta quando lui stesso l’8 novembre 2001, a Porta a Porta , del crocifisso aveva detto: «Per chi vede questa cosa per la prima volta, non è piacevole vedere un cadavere in miniatura... raffigura un cadavere in miniatura, ed è tale...». Era stato criticato e denunciato. In quella occasione l’Unione Musulmani d’Italia, in un comunicato firmato dal segretario nazionale Massimo Zucchi, aveva lamentato che «in Italia certe cose i musulmani non le possono e non le debbono dire, mentre gli altri sì. Tutti possono offendere quotidianamente l’Islam e i musulmani, e ai musulmani non viene neanche dato il diritto di rispondere. Soprattutto se si chiamano Adel Smith». Il quale, nella denuncia, aveva anche chiesto di essere avvisato, come «parte offesa», delle decisioni della Procura. La querela contro Gad Lerner, caduta subito la diffamazione per la sua improponibilità giuridica, è stata valutata sotto il profilo del ventilato vilipendio alla religione dal pm Edi Pinatto, che il 19 settembre ne ha chiesto al gip Clementina Forleo l’archiviazione. Da un lato il pm ha ripercorso la trama teologica degli studi sul simbolo della croce, concludendo che le frasi di Lerner non erano affatto offese ma esprimevano «una personale percezione emotiva» dello «scandalo» della croce. Dall’altro lato la Procura ha negato ad Adel Smith la qualità di «parte offesa» dall’ipotizzato vilipendio alla religione cristiana: «Non sarebbe serio», ha scritto il pm, riconoscerla al presidente dell’Unione Musulmani d’Italia.
Luigi Ferrarella