30/06/2005

L'Egitto copto e l'Islam

 

Come mai le fonti storiche cristiane vengono spesso ignorate da chi ciancia di "invasioni musulmane" con il sangue e con la spada?

 

Il nome “Egitto”, oggi abitualmente usato nelle lingue occidentali (ma non dagli egiziani), fu usato dai greci e dai romani. Il termine è l’adattamento greco di un antico termine egizio e la seconda sillaba deriva probabilmente dalla stessa radice dell’aggettivo “copto”. In arabo Egitto si dice Misr, nome diffuso dai conquistatori arabi (e utilizzato ancora oggi) e legato ai nomi semitici che nella Bibbia e in altri testi antichi erano utilizzati per indicare quello che noi chiamiamo Egitto.

 

Nei primi secoli dell’era cristiana, i geroglifici furono sostituiti con il copto, l’ultima forma dell’antica lingua egiziana trascritta in un alfabeto adattato dal greco con l’aggiunta di alcune lettere addizionali derivate dal demotico. Le prime attestazioni della scrittura copta iniziano ad apparire col II secolo a.C. mentre la sua piena affermazione può essere fatta risalire al I secolo d.C. Con la conversione al Cristianesimo, il copto divenne la lingua nazionale di cultura dell’Egitto cristiano e tale restò sia durante il periodo romano sia, in seguito, con i bizantini. Dopo la conquista araba, la successiva islamizzazione e arabizzazione dell’Egitto, anche gli egiziani che continuavano a professare il Cristianesimo adottarono la lingua araba. Oggi, i cristiani d’Egitto (circa 10 milioni di persone) sono ancora chiamati copti, ma la lingua copta sopravvive solo all’interno della liturgia della chiesa copta.

 

I testi copti mostrano una buona disposizione verso i primi governatori musulmani e in specie nei riguardi di 'Amr, il comandante che guidò la campagna araba di conquista del paese, insistendo sull'aiuto volontario datogli da parte dei funzionari imperiali cristiani fedeli al monofisismo. E così dobbiamo a uno di quei responsabili bizantini, Sanutios (Sanut) il resoconto ad 'Amr del triste destino subito dal patriarca Beniamino, «esule per paura dei Romani»; il governatore 'Amr, evidentemente ignaro del posto esatto dove si nasconde il patriarca, invia una missiva a tutte le province egiziane promettendo «tutela, garanzia e pace di Dio per il luogo dove è rifugiato Beniamino, il patriarca dei cristiani copti». Di conseguenza Beniamino ritorna e l'emiro, dopo averlo accolto con grande solennità e deferenza, gli chiede di «riprendere il governo di tutte le sue chiese e del suo popolo e di amministrare i loro affari », anzi sollecita persino le sue preghiere affinché possa andare verso ovest e prendere possesso della Pentapoli. Il patriarca esaudisce il suo desiderio, ma, oltre alle preghiere, proferisce «un'omelia che suscita l'ammirazione di 'Amr e di tutti gli astanti». E ben di più fece Beniamino: il testo aggiunge infatti che egli rivelò ad 'Amr certi segreti che lo rassicurarono maggiormente circa il suo progetto di marcia verso ovest e sul modo più facile per realizzare tale impresa, a cui, d'altronde, partecipò anche il copto Sanut.

 

La collaborazione dei copti persistette a lungo dopo la fase della conquista. All'inizio del secolo VIII, il governatore 'Abd Al-'Aziz, fratello di 'Abd Al-Malik, gradito anche agli Armeni, è ritenuto dai testi copti un uomo giusto, tanto che i cristiani gli riconoscono un certo diritto di vigilanza sugli affari interni della propria Chiesa. E in effetti egli dirime con scrupolo le numerose controversie tra candidati al patriarcato, dando prova di una reale amicizia verso i cristiani. Quando il patriarca Isacco è contestato da un certo Giorgio, assistiamo a un vero e proprio “giudizio di Salomone”: 'Abd Al-'Aziz convoca pubblicamente i due contendenti e, tra le grida degli astanti, prima ostili poi entusiaste, allontana Giorgio, che si era presentato vestito con gli abiti sacerdotali, per confermare Isacco «che indossava l'umile tonaca da monaco». Da quel momento sembra accordata ogni libertà al capo della Chiesa copta, il quale può convocare un concilio ad Alessandria, «ciò che non erano riusciti a fare gli arcivescovi suoi predecessori, per colpa dei nemici della nostra fede (i romani, ndr)». (Si tratta in effetti di testi cristiani, ndr)

 

Leggiamo ancora che i due personaggi «si sedevano insieme e avevano incontri poiché il re vedeva il gran numero di guarigioni operate dal patriarca. Accadde una volta che mentre il nostro padre recitava la sinassi si trovò a passare il re seguito da una gran folla, egli si avvicinò alla porta della chiesa e guardò dentro. Vide allora l'arcivescovo davanti all'altare, circondato dal fuoco ... Il re fece chiamare l'arcivescovo e quando costui arrivò lo interrogò dicendo: "Quando eri vicino all'altare, con chi parlavi in quel momento?" Il santo arcivescovo gli rispose con queste parole: "Parlavo con il mio Dio" ... Allora il re, colmo di stupore, così si espresse: "La vostra fede è grande, oh cristiani..." Da quel giorno Beniamino fu un profeta agli occhi del re che lo chiamava a ogni istante col nome di patriarca e lo portava con sé ovunque andasse». Il testo (cristiano, ndr) conclude poi affermando che «il re edificò chiese e monasteri di monaci intorno alla sua città poiché egli amava i Cristiani».

 

(Brano tratto dal saggio di Alain Ducellier, Cristiani d'Oriente e Islam nel Medioevo, Ed. Einaudi)

di Sherif El Sebaie at 00:01:00

30/06/2005

Secondo voi...

Secondo voi, la Atzori, le devo rispondere o la devo mandare a c********? Personalmente, preferisco la seconda ipotesi.

di Sherif El Sebaie at 00:00:00

29/06/2005

Menzogne sulla IADL

Non so se avete letto la "petizione" stilata essenzialmente dalla sig.a Atzori, assieme ad altri, contro la IADL (Islamic Anti Defamation League). La potete trovare praticamente su uno qualsiasi dei blog di Tocqueville (sito aggregatore dei neocon) o quasi. Pubblicata sotto titoli "preoccupati" o "minacciosi" del tipo "Il razzismo degli anti-razzisti", "la fabbrica delle fatwe", "Possono toglierci anche la vita", "L'aria di Monaco" ecc ecc. Come al solito, a me è sembrata una lettera-petizione piena di menzogne, in puro stile atzoriana. Anzi: E' una lettera-petizione piena di menzogne.

La petizione, per esempio, afferma: "Secondo la visione islamica di libertà d’espressione, la I.AD.L dovrebbe decidere cosa può essere scritto o detto sul loro credo. Alcuni musulmani hanno lanciato delle petizioni contro siti e blog “anti-islamici” o “propagatori di odio” da inviare all’associazione. Altri hanno stilato una blacklist dove vengono elencati tutti i siti o blog incriminati. La I.AD.L sostiene di aver ricevuto diverse segnalazioni e i commenti stessi dei lettori, vengono archiviati come prove a carico". "Rispettiamo unicamente le leggi dello Stato ed esercitiamo un diritto riconosciuto dalla Costituzione, la quale ci permette di esprimere liberamente le nostre opinioni su qualsiasi tema e senza intimidazioni. Trattare tematiche inerenti all’islam non è reato, come non lo è esprimere un pensiero, anche negativo, in proposito. E’ inaccettabile che in un paese democratico e laico, vengano posti dei “limiti islamici” al pensiero degli autoctoni".

Ora, io trovo vergognoso che i suddetti signori facciano girare della mail che sostengono che la IADL si rifarebbe al Corano, Sharia o qualsiasi altra cosa simile. Nel comunicato stampa mandato dalla IADL a suo tempo al sottoscritto, c'è scritto: "L’Islamic Anti-Defamation League Italy aderisce all’art. 19 della Costituzione d’Italia che garantisce la libertà di espressione, ma utilizzerà i mezzi legislativi a disposizione per porre fine all’impunità dei propagatori di odio, all’ipocrisia bigotta ed assicurare alla giustizia i divulgatori di violenza razzista ed anti-islamica, nello spirito dell’art. 3 e dell’art. 19 della Costituzione della Repubblica". La IADL si rifà quindi alle leggi e articoli della Costituzione ITALIANA e della legge ITALIANA, che prevede ampiamente i reati di razzismo, xenofobia, incitazione all'odio razziale e - in attesa della sua abolizione - del reato di vilipendio della religione. Non mi pare che la IADL abbia menzognato Corano o sharia coranica. E' così difficile pensare che perfino un musulmano laico potrebbe sentirsi offeso dalla continua criminalizzazione e diffamazione operata da questi signori? E che per difendersi ricorra alla legge dello STATO OSPITANTE?

A me non sembra. La realtà è che questi signori non si rendono conto che la Islamic Anti Defamation League non si chiama tale per caso o per "mancanza di creatività" ma perché ricalca e ricalcherà le orme dei fratelli ebrei, che hanno una simile organizzazione dal 1913. Chi critica la IADL è come se criticasse la ADL. Hanno gli stessi statuti, anche se una si rivolge alla comunità musulmana, e l'altra alla comunità ebraica, senza precludere altre comunità o minoranze in pericolo, come i gay e i  rom per esempio. Linciare pubblicamente una neonata organizzazione, basandosi su menzogne come quelle sopra riportate è semplicemente vergognoso. Mi pare inoltre che la IADL abbia già chiarito che non intende denunciare o punire la critica. Le signore e i signori possono criticare e prendere la distanze dal terrorismo e dagli assassinii legittimati dal Corano ecc ecc come dovrebbe fare qualsiasi musulmano degno di tal nome. Possono criticare anche duramente il chador, i versetti malinterpretati e malusati del Corano e tutto quello che riterranno opportuno, senza per questo generalizzare o sentirsi legittimati ad offendere e insultare chiunque si attagli - anche lontanamente - allo schema predefinito da loro stabilito.  E ciò vale anche per i musulmani: chi di loro volesse esprimere delle opinioni, lo faccia senza insultare e generalizzare comportamenti vergognosi a tutto il paese o la cultura ospitante. Senza strumentalizzare episodi o comportamenti. Non mi sembra cosi difficile da comprendere o da applicare.

di Sherif El Sebaie at 09:29:37

29/06/2005

Il Dott. Allam e la IADL

Emad, ex-frequentatore del forum del Dott. Magdi Allam "Noi e gli altri", lo stesso che - basandosi sulla sua esperienza personale - ha denunciato assieme ad altri su questo blog un clima parziale e strumentale nonché ogni sorta di angheria nei suoi confronti all'interno del su citato forum, mi segnala la lettera del giorno (28 giugno 2005) firmata dal moderatore stesso dello spazio.

"Cari amici,

mi rivolgo direttamente a voi tramite una lettera aperta per lanciare un appello a un maggior senso di responsabilità e un invito a moderare i toni di un dibattito sull’islam e i musulmani che spesso si carica di eccessi verbali che non giovano alla comune causa della pacifica convivenza nella nostra Italia libera e democratica. Già lo scorso 16 gennaio ero intervenuto con una lettera aperta che traeva spunto dall’annuncio del congedo di Mustafa Ramadan. In essa spiegavo che Mustafa è “un italiano convertito all’islam, persona di buon senso che ha dato un eccezionale contributo per creare dei ponti di dialogo e di intesa tra due religioni e due culture. Non condivido la scelta di abbandonare il Forum perché non si accettano le critiche rivolte a se stessi o alla propria fede. Sono convinto che il dialogo sia legittimo fintantoché non scade nell’offesa gratuita e nel vilipendio di quanto ciascuno di noi ha di più sacro. Ammetto che ci sono stati degli eccessi e degli abusi. Per me è estremamente difficile censurare un messaggio quando contiene dei contenuti discutibili ma legittimi”. La mia lettera aperta si concludeva così: “Sento il dovere di lanciare un appello al buon senso, a un maggior rispetto delle persone diverse da noi, a un approccio costruttivo nei confronti delle idee altrui. Ciò vale per tutti, musulmani e non. Consideriamo l’altro per ciò che è non per ciò che immaginiamo sia, per come si presenta nella realtà non per come sarebbe secondo dei cliché e degli stereotipi. Apprezziamo l’altro nella sua individualità e per lo sforzo personale che compie per emanciparsi, non condanniamolo con il pregiudizio che massifica, generalizza e criminalizza a priori”. Con mia grande soddisfazione Mustafa ha poi ripreso a partecipare al Forum. Questa mia seconda lettera aperta segue una denuncia formale al nostro sito da parte della signora Halima Barre, responsabile delle Relazioni esterne della Iadl (Islamic anti-defamation league), che lo scorso maggio ha annunciato l’inaugurazione di una propria associazione in Italia. Barre denuncia la presenza nel nostro Forum di alcuni post in cui “si chiede se i musulmani siano esseri umani”, si lanciano “accuse di pedofilia rivolte al nostra Profeta”, si “parla apertamente del disgusto che provano (gli europei) per noi musulmani”. In un altro post “i musulmani vengono presentati come belve assetate di sangue e la moschea come la tana di queste belve, pronte ad allungare non le mani ma gli artigli”. La Barre denuncia inoltre che l’unico musulmano rimasto nel Forum “è costretto a subire ogni genere di angherie”, che il Forum sarebbe un luogo frequentato da “razzisti e omofobi”. Infine la Barre cita il caso di un giovane studente egiziano di Torino le cui lettere sarebbe state censurate “per meglio permettere al “branco” di linciare un giovane musulmano”. Ho chiesto cortesemente alla Barre di fornire una documentazione che certifichi quanto asserisce. Le ho anticipato che non esiterò a chiedere pubblicamente scusa qualora fossero stati pubblicati dei messaggi concepiti deliberatamente per sobillare all’odio confessionale o etnico. Le ho inoltre chiesto di rendere pubblico agli italiani la realtà della Iadl, l’identità dei suoi promotori, chi rappresentano, chi li ha legittimati a patrocinare la causa dei musulmani, quali siano le sue fonti di finanziamento. Nell’attesa di una appropriata e esaustiva risposta, rinnovo un forte e appassionato invito a rinnovare il nostro dibattito con un approccio più rispettoso e più civile. Per quanto mi concerne farò la mia parte non divulgando quei messaggi che violano questo spirito costruttivo. Allo stesso tempo non permetterò che la forca censoria si abbatta sul nostro Forum, che nel nome di una discutibile percezione dell’islam e dei musulmani si metta il bavaglio a una critica legittima anche se controversa. Cordiali saluti e i miei migliori auguri di ogni bene".

Magdi Allam

Ovviamente non avevo dubbi sul Dott. Magdi Allam. Vedo con piacere infatti che ha ribadito la sua volontà di preservare la democrazia, il dialogo e la libertà di espressione, senza per questo legittimare messaggi razzisti e xenofobi. Ho fatto una ricerca veloce e, ad onor del vero, i messaggi segnalati dalla sig.a Halima Barre della Islamic Anti Defamation League (IADL) sul forum "Noi e gli altri" ci sono: QUI e QUI per esempio (dovete registrarvi prima di entrare). Sono tuttora accessibili, e non possono dare adito ad interpretazioni diverse da quelle da lei fornita. Mi dispiace solo che il mio insignificante caso personale, assolutamente immeritevole di tutta questa attenzione, perfino da parte della stessa IADL, abbia raggiunto questo punto. Anche perché mi ero premurato di chiamare personalmente il Dott. Allam quando vidi che la mia lettera non veniva pubblicata. Mi sarebbe bastato infatti vedere pubblicata la mia civile ed educata replica alle accuse diffamatorie e ridicole apparse nei miei confronti su quel forum, con il beneplacito dei collaboratori del Dott. Allam. Purtroppo, e nonostante tutto questo baccano, la mia lettera non è ancora stata pubblicata. Tanto meno le lettere dei miei gentili commentatori che si sono premurati di prendere le mie difese. E questo mi dispiace, anche se - a questo punto - mi riservo il diritto di intervenire su quel forum, esprimendo le mie idee e le mie critiche anche su eventuali altri argomenti. E sono sicuro che il Dott. Allam le pubblicherà con la giusta visibilità, magari arricchendo il dibattito con le sue preziose risposte. Per quanto mi riguarda quindi, ritengo la questione chiusa: il Dott. Allam ha ribadito che il suo forum sarà un luogo di libero e civile confronto e oggi stesso è stata pubblicata una forte - ma civile - critica nei suoi confronti, accompagnata da una sua risposta. Se ci sono stati abusi ed eccessi in passato, non ce ne saranno più e lo promette lo stesso titolare. Ai cari amici che hanno abbandonato il forum del Dott. Magdi e si sono rifugiati su questo blog, rivolgo quindi un invito: tornate sul forum del Dott. Allam e esponete le vostre idee e convinzioni. Sono assolutamente certo che pubblicherà i vostri interventi con la dovuta visibilità. Se siete tuttora scettici sul Dott. Allam, che ha pur preso una forte posizione circa il non divulgare messaggi razzisti che violano lo spirito costruttivo dello spazio a lui intitolato, mandate i vostri interventi per conoscenza anche all'indirizzo email della IADL. Sono sicuro che, così come hanno preso le mie difese senza che io lo avessi chiesto, faranno da garanti circa il corretto operato dei collaboratori del Dott. Allam. Un sincero ringraziamento quindi al Dott. Allam, in attesa della pubblicazione delle lettere che riguardano il mio "caso". Intanto, vedo che gira su quasi tutti i trecento blog neocon di Tocqueville una specie di "petizione" contro la IADL, e - a questo punto - chiedo anch'io alla stessa, al pari del Dott. Allam, di fare luce sull'organizzazione e i suoi scopi (anche se a me, dalle risposte date dalla signora Barre via email, erano sembrati abbastanza chiari) per evitare spiacevoli strumentalizzazioni che ne offuschino il lodevole operato. Oggi è un brand new day, la festa dei razzisti è davvero finita!

di Sherif El Sebaie at 00:00:50

28/06/2005

Risate egiziane

L'Egitto è un paese molto conosciuto nel mondo arabo per i suoi film e serial, attori e cantanti, scrittori e giornalisti, docenti e specialisti, ma anche come paese della "barzelletta". Di seguito, vi propongo due barzellette egiziane del tipo "confessionale", che dipingono in maniera ironica ed umoristica i rapporti tra musulmani e cristiani egiziani. Particolarità di questo tipo di barzellette: sono sempre a "doppia-faccia", basta cambiare infatti un dettaglio o una parola, invertire le battute o i ruoli e i protagonisti diventano musulmani o cristiani, a seconda della fede di chi le racconta. Sono un ottimo esempio della grande capacità degli egiziani di trattare ed affrontare delicate questioni sociali con buon umore e ironia, di fare autocritica in maniera intelligente e spassosa, senza che ci sia bisogno dei neocon che sciorinano versetti coranici e episodi truculenti per dimostrare che musulmani e cristiani non sanno e non possono convivere. La verità, però, è che non solo sanno convivere, ma sanno perfino prendersi allegramente per i fondelli.

Barzelletta 1

"La comunità cristiana e quella musulmana di un piccolo paese egiziano si contendono un terreno edificabile concesso dal comune, gli uni per costruirci una chiesa, gli altri per costruirci una moschea. Entrambe le comunità hanno le loro buone ragioni e non riescono a mettersi d'accordo, essendo il terreno appena appena sufficiente per costruire un solo edificio. La discussione si fa via via sempre più accesa e gli animi si surriscaldano. Un gruppo di saggi interviene: "Mettiamoci a scavare e Allah ci manderà un segno (Il termine Allah, per indicare Dio, è usato da cristiani e musulmani arabi indistintamente). Se sarà cristiano, il terreno sarà per la chiesa. Se sarà musulmano, il terreno è per la moschea". Iniziano i lavori e ad un certo punto si leva un grido esultante dalla folla musulmana: "Allahu Akbar!" (Dio è grande!). "Cosa hanno trovato?", chiede un passante. "Il crocefisso di Maometto", risponde un altro.

PS: la barzelletta può concludersi con il grido esultante della folla cristiana, e la risposta "Lo stendardo di Cristo".

Barzelletta 2

Un Imam e un prete vanno a pesca sulle sponde del Nilo. L'Imam butta l'amo e tira fuori un pesce. Il prete fa altrettando ma non becca nulla. La cosa si ripete e l'Imam accumula sempre più pesci, mentre la cesta del prete è sempre più vuota. Ad un certo punto, il prete si rivolge all'Imam chiedendogli il "segreto" e l'Imam risponde: prima di buttare l'amo dico "Nel nome di Allah!". Il prete, un po' scettico, grida "Nel nome di Allah!" e butta l'amo. Tira fuori un pesce così grosso che non riesce a trattenersi ed esclama "Nel nome di Cristo!", al che il pesce ricade nel Nilo.

PS: la barzelletta vale nel senso contrario, invertendo ruoli e battute.

di Sherif El Sebaie at 00:01:00

28/06/2005

Suspense...

I signori neo"con" stanno setacciando la rete alla ricerca di informazioni "compromettenti" sul sottoscritto, probabilmente in vista di una grande operazione pubblicitaria a mio favore su Tocque-ville (la mecca-aggregatore dei neocon), operazione che attendo con grande "ansia" ovviamente. L'ultima informazione "Top Secret" da loro scoperta, è la mia recensione al libro di David Ray Griffin, "11 settembre", pubblicato da Fazi Editore nel 2004. La brillante conclusione a cui questi analfabeti sono giunti è che io sarei un "negazionista dell'11 settembre" (e ci risiamo: dopo l'intervista "accomodante" a Smith, siamo arrivati alla recensione "negazionista"). Ovviamente, al di là del fatto che i signori in questione non sanno nemmeno distinguere fra quella che è la presentazione di un libro e cioè una recensione (che quindi riprende i contenuti di un libro, senza per questo assumerne la responsabilità) e le opinioni personali di chi fa la recensione e cioè un articolo, forse sarebbe il caso ripetere alcune mie affermazioni, contenute nella recensione appunto, tipo "Non voglio soffermarmi sugli avvertimenti pre-11 settembre che sono stati ignorati, le indagini prima e dopo che sono state ostacolate, o sulle domande rimaste tuttora senza risposta su quella tragica giornata, tutti argomenti trattati nei minimi dettagli da Griffin. E come lui, non credo necessariamente in una pianificazione attiva da parte dell'amministrazione americana negli eventi drammatici di quel giorno. Ma mi chiedo - dopo aver letto il libro - se non ci fosse stato in qualche modo, una specie di "partecipazione passiva" ovvero una specie di "lasciar accadere" che è comunque un' accusa molto grave, considerato il numero elevato di vittime". Sia "partecipazione passiva" che "lasciar accadere" sono espressioni di Griffin. E fra "Partecipazione attiva" e "Partecipazione passiva" c'è una gran bella differenza. Credere alla partecipazione attiva sarebbe da "negazionista", ma penso di aver detto che personalmente - al pari dell'autore - non ci credevo. Nel novero della "partecipazione passiva", invece, possiamo per esempio metterci anche la fuga dei membri della famiglia Bin Laden, alcuni dei quali in qualche modo implicati nei i tragici eventi di quel giorno, senza nemmeno essere interrogati. Una fuga organizzata dall'amministrazione americana con uno speciale permesso di volo durante il blocco aereo vigente su tutti gli Usa. La partecipazione passiva quindi, può essere sia un "lasciar accadere" (espressione di Griffin) che una "complicità indiretta" post-attentati, se proprio vogliamo tralasciare i piani della Cia per attentati terroristici da "auto-infliggersi" per giustificare invasioni e guerre, anche questi menzionati da Griffin (pazienza signori, ma sono documenti della Cia a dirlo assieme a Griffin, non gli extraterrestri e tanto meno il sottoscritto).

di Sherif El Sebaie at 00:00:00

27/06/2005

Se il leopardo ti mostra i denti...

L'altra volta, nel post intitolato "Il Cristo al guinzaglio" (quello all’origine del gran baccano) ho parlato dei cosiddetti "atei cristiani". Affermai che il cosiddetto “ateismo cristiano” altro non è che un nome dietro il quale si nasconde semplicemente un mostro. Una persona potrebbe essere infatti “cristiano non osservante” o semplicemente “ateo”, ma l’ “ateo cristiano” - ammesso che esista per davvero, e ne dubito - non può che essere un mostro, proprio in quanto parto di due entità completamente incompatibili. Dopodiché ho sviluppato un discorso su quelle che sarebbero, secondo me, le reali motivazioni che hanno portato alla comparsa di tale fenomeno: strumentalizzazione materiale-politica e gusto per la provocazione (V. la Atzori). Purtroppo, l' "ateismo cristiano" non è l'unico ossimoro (procedimento retorico consistente nell' accostare due termini in contraddizione tra di loro) della nostra epoca. E' solo uno dei tanti prodotti sublimi di una tendenza, assai di moda ultimamente, di mescolare aggettivi, stili e tematiche per dare vita a nuove etichette che si rifanno un po’ a tutto - anche a cose in contrasto tra di loro - pur di catalizzare le più svariate ideologie, incluse quelle religiose appunto, a sostegno di una determinata opinione politica. Il lupo sotto la veste d’agnello, insomma. Lo stesso gioco dei fondamentalisti, a cominciare da quelli islamici, che ammantano le proprie idee di un’aureola di religiosità. Atei cristiani, cristiani sionisti ecc ecc sono terminologie che non significano niente proprio perché riflessi di ideologie inesistenti e fortemente instabili costruite ad hoc pur di trovare un appiglio, in questi casi religioso, che permetta di aggregare sotto uno stesso vessillo anche persone teoricamente lontane da simili ideologie.

Un’ “atea cristiana” come per esempio la Fallaci che si rifà all’Apocalisse di San Giovanni e che ad un certo punto si pronuncia a favore delle Crociate esclamando “E meno male che ci furono le guerre in nome di Gesù Cristo” fa decisamente sorridere ma anche preoccupare. È la prima volta in vita mia che vedo un’atea (sic) che si rifà ai testi religiosi, dandone d’altronde un’interpretazione messianica alla luce dell’attualità (roba da ciarlatani o quanto meno degna della “saggistica” alla Nostradamus), per pronunciarsi a favore delle guerre di religione ed usare il nome di Gesù per decantare un conflitto passato o futuro. Non credo Gesù avrebbe approvato. Ma questa è una cosa che la nuova categoria dei cosiddetti “atei cristiani” evidentemente ignora o vuole ignorare, a riprova del fatto che queste ideologie non hanno nulla a che vedere con i testi religiosi a cui si rifanno, in una maniera più o meno mascherata da espediente letterario. Se consideriamo quindi il più grande esempio vivente, per ora, dell' "Ateismo Cristiano", ovvero la Fallaci, abbiamo la riprova delle affermazioni da me sostenute a inizio articolo: l'ateo cristiano non può che essere un mostro, un fondamentalista ateo mascherato da religioso combattente, la peggiore miscela che l'umanità possa produrre. I risultati di una simile ideologia sono ovvii: produzione letteraria razzista, incitazione al genocidio e alla deportazione di massa, i più volgari insulti e offese e - se non verrà messa fine a questa saga tempestivamente - il ritorno dei campi di concentramento in chiave antislamica e, in seguito, in chiave anti-ebraica.

Questa ultima considerazione potrebbe sembrare meno ovvia per alcuni, specie i sionisti in erba. Ma per capirla basterebbe evocare, appunto, un altro ossimoro della nostra epoca ovvero il “cristiano sionista” (tipo la Barbarella e il Sartori). Arnaud de Borchgrave del Washington Times afferma: “Esiste un’alleanza stretta, molto importante, anche se non su carta, ma solo di fatto, tra la destra cristiana e la lobby ebraica. Non è ufficiale ma esiste di fatto. E’ la prima volta che vedo qualcosa del genere. Il premier Sharon è stato ricevuto 9 volte da Bush in forma privata. Più di ogni altro leader al mondo. L’unico modo per capire la politica americana in Medio Oriente, è capire che Israele è parte integrante del corpo politico americano. E per capire un’eventuale reazione degli arabi, di fronte al nostro operato in Medio Oriente, dovremmo considerare Israele come il 51° stato americano. Trattiamo Israele meglio di gran parte dei nostri stati”. Stanley Hoffman dell’Università di Harvard commenta: “La destra cristiana sostiene Israele perché è uno stato che sa battersi. E hanno una forte matrice antimusulmana”. Sono i sostenitori di Israele più estremisti e numerosi del mondo. In percentuale, a sostenere Israele, i cristiani americani sono più numerosi degli ebrei americani. Il “cristiano sionista“ però, che sia negli Usa o in Italia, non sostiene lo stato di Israele perché vuole bene agli ebrei, ma perché lo crede fondamentale al trionfo della Cristianità. Considera il popolo ebraico spiritualmente cieco per aver rifiutato Gesù". Secondo l’ideologia “cristiana sionista”, quindi, “al termine delle battaglia finale tra il bene e il male (che loro ora vedono come battaglia tra i “veri” cristiani e i musulmani) molti ebrei si convertiranno al Cristianesimo mentre i non credenti moriranno e saranno dannati in eterno”. Per concludere, Robert Baer, della Cia, afferma che “I 16 milioni di persone che si riconoscono nella Destra cristiana, credono che lo stato di Israele debba esistere fino alla fine dei tempi. Così, andremo tutti in paradiso. Se sarà invaso dai musulmani, finiremo tutti all’inferno”. Ergo, gli ebrei non sono importanti come persone, come ipocritamente questi “cristiani sionisti” affermano, ma come mezzo affinché loro raggiungano il paradiso (sic) assieme a quegli ebrei che però si convertiranno. Ecco perché gli ebrei dovrebbero riconsiderare le loro alleanze e stare in guardia. Tengano in mente la massima “Se il leopardo ti mostra i denti non è detto che ti stia sorridendo”.

Immagini e citazioni tratte dal documentario "Le monde selon Bush", regia di William Karel, prodotto da Agnès Vicariot e Jean-François Lepetit, in collaborazione con Eric Laurent, autore di "La guerra di Bush" (Fandango) e "Il potere occulto di Georges Bush" (Mondadori). Durata 93 min. Disponibile tra i Dvd di Internazionale sotto il titolo "Il mondo secondo Bush".

di Sherif El Sebaie at 00:01:03