01/09/2004

Arabia mon amour

Leggo ora sul Corriere che a Riad, in Arabia Saudita, sono morte tre persone e altri 17 sono rimasti feriti schiacciati da una mega-folla, circa ottomila persone, che si sono radunate e spintonate nel tentativo di ottenere un buono-sconto dalla cassa di un megastore Ikea appena inaugurato in Arabia. La prima considerazione che mi viene in mente è che gli arabi non riusciranno mai ad assimilare il concetto di "fila" e, più in generale, quello dell'ordine. Mi sono sempre chiesto d'altronde quale sarebbe stato il bilancio delle vittime se dovessero organizzare, in una capitale araba, una festa simile al Canada-Day di Toronto dove nei parchi pubblici si distribuiscono gratis hot-dog.

La seconda considerazione è invece rivolta a chi crede che in Arabia vivano solo nababbi pieni di petrodollari (i famosi sceicchi, ma la parola sceicco in arabo significa semplicemente anziano). Quelle otto mila persone a caccia di miseri buoni-sconto dimostrano che l'Arabia è un paese con grossissimi problemi economici oltre che politici, anche se non sembra e non se ne parla. Non potrebbe essere altrimenti in effetti: i famosi sceicchi usano i pozzi come se fossero le doccie dei propri bagni, la corruzione è dilagante (gli affari non sono possibili senza le tangenti richieste da principi e cugini di emiri e nella famiglia reale principi e cugini non si contano), la disoccupazione è alle stelle e fino a non molto tempo fa le casse private della famiglia reale e quelle dello stato erano una cosa sola.

E per darvi un'idea dello sperpero, vi racconto della vacanze di Re Fahd nella sua residenza di Marbella, cosi come vengono minuziosamente documentate sul libro dell'intellettuale marrochino Mohamed Lamsuni, Porta Palazzo Mon Amour. Acquisita nel 1976 e usata dal suo proprietario per sole quattro volte, la famosa residenza ha accolto tra il 17 luglio e il 28 settembre 1999 il Re, la sua corte di 500 persone e 3000 invitati. Ma siccome non poteva ospitarli tutti, la Real Casa ha prenotato per un "periodo illimitato" 300 tra suite e camere nei migliori alberghi della costa tra Marbella e Estapona. Arrivati su tre boieng 747, la real casa poteva contare su un parco macchine di 600 mercedes e 50 limousine oltre ai camion per le 2000 valigie portate dietro. Un fioraio consegnava fiori per 1500 euro al giorno a palazzo. Un negozio ha ricevuto un'ordinazione di 500 telefonini. Spese quotidiane: 5 milioni di euro tra shopping la mattina e puntate forti sui tavoli del casinò la sera (alla faccia del Corano che vieta alcool e giochi d'azzardo), con fiche da 25.000 euro e perdite che ammontano a 150.000 euro ogni notte. Secondo il sindaco di Marbella, Julian Munoz, potrebbero esserci 4000 posti di lavoro per la durata del soggiorno della casa reale. E alla sua conclusione, secondo la Camera di Commercio, ha portato alle casse dello stato l'equivalente di 72, 141 milioni di euro.

Anche se Michael Moore può non piacere a qualcuno, egli ha rivelato una cosa che tutti sapevano nel mondo arabo a forza di sentire delle avventure dei principi sauditi al Cairo, a Beirut e all'estero in compagnia delle attrici egiziane e libanesi : i proventi del petrolio non vengono investiti in patria e a favore del popolo saudita ma, ben che vada, in banche e progetti occidentali. Solo per fare un esempio, la Disneyland Parigi - che abbiamo a tre passi di qua - è quasi tutta di proprietà saudita. In America, il 7 % dell'economia americana (fate i conti voi, è una bella cifra) è in mano saudita. Ci sono più di mille miliardi di petrodollari depostitati nelle banche statunitensi e se i sauditi decidessero solo di ritirarli in blocco, darebbero un bel scossone all'economia statunitense.

Vedete, qualcuno dice di non capire che nesso c'è tra Bush e il terrorismo. Ve lo dico io il nesso: I Bush, da padre in figlio, sono gli alleati politici ed affaristici del governo più filoterrorista della zona. E al posto di rovesciarlo, fanno di tutto per scagionarlo. Come? Chiudendo un occhio sulle efferatezze del regime teocratico che da decenni esporta in tutti i paesi del mondo arabo la logica talebana (E i talebani li hanno finanziati loro, anzi sono stati il primo dei tre paesi a riconoscere ufficialmente il loro governo). Ed è lo stesso regime che, da qualche decennio, finanzia centri e imam vari per mettere piede in Europa e in Occidente dove cerca febrilmente di attirare gli immigrati musulmani dalla parte della causa della Real Casa saudita.

Ora io non so se a voi sembra giusto questo, ma dal punto di vista degli arabi è una vergogna. Il fenomeno Bin Laden d'altronde è nato cosi: un oppositore interno che, non riuscendo a prendersela con il regime che vuole rovesciare, se la prende con chi lo sostiene e lo protegge, ovvero gli Usa. Ovviamente non voglio dipingere Bin Laden come santo, ma ci tengo a precisare che la famosissima giornalista, sempre documentata su tutto (la solita Fallaci) l'ha descritto come playboy e donnaiolo mentre era ben noto a tutti, inclusa la Carmen Bin Laden, scappata dalle grinfie del clan con le figlie e ora rifiugiata in Svizzera, che Bin Laden era diverso da tutti gli altri. Più fondamentalista di cosi in effetti non si poteva. Ha perfino girato la faccia e si è rifiutato di parlare con lei, che era la moglie di suo fratello, perché gli aveva aperto la porta senza il velo.

Dal mio punto di vista è pura ipocrisia sostenere di voler combattere il terrorismo proteggendo i suoi principali finanziatori e tacendo i loro crimini. Bush li ha fatti uscire di corsa dal paese, quando lo spazio aereo era chiuso e dire che migliaia di dollari usati dai 19 kamikaze sono passati dai conti in banca di altissimi funzionari dell'ambasciata saudita. Come si fa a combattere il terrorismo garantendo la tranquillità di un regime che concentra in sè tutto ciò che, in base ai soliti luoghi comuni, viene rinfacciato agli arabi nel loro insieme? Gli arabi non permettono la costruzione di chiese. No, sono i sauditi. Gli arabi non permettono ai cristiani di portare la croce al collo. No, sono i sauditi. Gli arabi non permettono alle donne di guidare. No, sono i sauditi. Gli arabi tagliano le teste degli oppositori politici e le mani dei ladri. No, ancora una volta sono i sauditi. E cosi via all'infinito. Come mai nessuno parla di quell'oasi di pace e tranquillità che è l'Arabia Saudita?

di Sherif El Sebaie | 01/09/2004
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