29/09/2004

La Croce Rossa, Feltri e le due Simone

La Croce Rossa e le due Simone

Pochi minuti fa, ho letto sul Corriere.it che "Il commissario della Cri ha anche raccontato che le modalità adottate per il rilascio sono state analoghe a quelle per la liberazione dei tre body guard Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Salvatore Stefio". Ora, non voglio fare affermazioni azzardate, sono solo mosso da pura curiosità: qualcuno sa dirmi com'è che le "modalità adottate per il rilascio sono state analoghe a quelle per la liberazione dei tre body guard" se ci hanno raccontato che i tre body guard sono stati "liberati" in un'operazione militare americano-polacca congiunta? Non mi risulta che questa sia stata la situazione con le due Simone, dove il rilascio è avvenuto davanti alle telecamere di Aljazira e dove la storia del riscatto - a sentire la stampa (tutta, dal Corriere a Repubblica fino al giornale kuwaitiano che ha previsto il rilascio) - sembra più che accreditata. Dobbiamo forse presumere che la versione di Gino Strada (che ha affermato che i tre body guard sono stati rilasciati - anche se con le manette - in una casa inabitata dopo il pagamento del riscatto, in attesa del loro prelievo) era vera?

Poi ho letto l'articolo di L. Cremonesi, "Tuniche e veli neri", sempre sul Corriere, dove afferma, in merito alla vicenda delle due Simone: "Un'occasione da non sprecare tra le tante piste seguite dalle autorità e dagli 007 italiani. Ma con grande preoccupazione: «E c'è un altro pericolo. Se gli americani individuano il nascondiglio può essere anche peggio. «Sappiamo bene come fanno loro. Hanno metodi più che sbrigativi. Bombardamento intenso, attacco delle forze speciali. Una grossa battaglia e gli ostaggi perdono la vita assieme a carcerieri e civili nell'area», aggiungono le stesse fonti. Si deve fare in fretta. Molto in fretta." facendo cosi crollare del tutto, almeno nella mia testa, l'ipotesi della liberazione "militare" dei tre body guard..Boh !

La cosa "sconvolgente" è che dopo aver letto e salvato la prima versione dell'articolo dove si parlava della Croce Rossa e delle due Simone, ho cliccato di nuovo la pagina. Stavolta però l'articolo era stata modificato: lo stesso paragrafo contiene ora un rifiuto categorico, da parte del commissario della Cri, della storia del riscatto. Ma la frase "incriminata" è rimasta lì...una dimenticanza?

Prima versione:

Seconda Versione:

Ora passiamo a Feltri, che su Libero (nei primi giorni del sequestro), ha affermato:

"Già, le donne. È la prima volta che i bravi ragazzi della resistenza irachena mettono le mani su carni femminili, e il destino (che non è cieco, anzi ci vede benissimo) ha voluto che fossero carni nostre, italiane."..."Ora vedremo cosa faranno dei beduini arrapati al cospetto di due belle italiane".

Ebbene, senza voler difendere i sequestratori (religiosi o meno che siano, sono sempre colpevoli di un rapimento) dal Corriere della Sera (dopo il rilascio) traspare tutt'un altro racconto (ma anche da Repubblica e tutti gli altri mezzi di stampa):

"Hanno cambiato molte prigioni ma sono rimaste a Bagdad. Sono state sempre insieme durante i 21 giorni del sequestro ma tenute separate dai loro collaboratori iracheni. Sono state trattate bene, con rispetto, «calore e solidarietà»."

 

"I rapitori non appartenevano a un gruppo politico. Il gruppo «si rifà ai detti del profeta Maometto». «Ci hanno spiegato i loro principi e manifestato molta fede». Sono le parole di Simona Torretta."

 

"Ma le ragazze stanno bene. Non sembrano particolarmente provate. Anzi, forse un filo più grasse del solito. Hanno mangiato per lo più dolci e biscotti per tutti questi giorni."

 

"La Torretta parlando coi giornalisti che l'aspettavano sotto la sua abitazione romana ha aggiunto a proposito dei sequestratori: «Ci hanno trattato con cordialità, ci hanno chiesto perdono»."

 

"Al momento del rilascio i sequestratori hanno salutato le due ragazze. [...] Anche i vestiti che indossavano le due donne erano stati forniti dai sequestratori"

 

"«I rapitori ci hanno regalato dieci volumi con la spiegazione e la traduzione del Corano in inglese», spiega la volontaria riferendosi alla scatola che aveva in mano nel video della liberazione trasmesso da Al Jazira (non dolci, dunque come sembrava, ma il Corano)"

di Sherif El Sebaie | 29/09/2004
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