22/01/2005

Colazione islamica

"Una volta, Maometto, il Profeta, venne preso da invincibile sonnolenza. Gli apparve allora l'Arcangelo Gabriele che, per ordine di Allah, l'onnipotente, il misericordioso, gli porse una bevanda caldissima, nera come la Pietra caduta dal cielo che i pellegrini baciano con reverenza e timore alla Mecca. Quella bevanda era ardente come le rocce d'Arabia sotto il sole di mezzogiorno, secca come il vento del deserto e amara come il mirto. Il messaggero celeste ne disse il nome a Maometto: Kawah, il caffè. Allah ci ha proibito il vino, ma la Sua saggezza ci ha donato qualcosa di migliore. Il vino dà ebbrezza e sonnolenza, la meravigliosa Kawah, invece, rende la mente chiara come il cielo stellato d'Arabia. Sia lodato Iddio !"

La bevanda dell'Angelo, ovvero Il caffè. Tutti gli arabi ne furono entusiasti ma assai meno euforici divennero, anni più tardi, i loro governanti. Essi constatarono che nelle "case del caffè", i locali pubblici ovunque fiorenti, il "vino nero del Profeta" teneva fin troppo svegli i sudditti, incoraggiando il gioco d'azzardo e accese discussioni politiche che spesso degeneravano in risse. I potentati arabi corsero perciò ai ripari, e molti di loro fecero chiudere le bettole e sequestrare i raccolti: nacque cosi la prima "borsa nera" del caffè. Dall'Oriente la bevanda si diffuse rapidamente in Europa: nel 1640 essa veniva servita, a Venezia, nelle botteghe dei barbieri, e poco dopo aprivano i battenti i primi locali in cui lo si poteva gustare "intrattenendosi in piacevoli conversari", come dicono le cronache dell'epoca.

Un'altra versione vuole che nel settembre del 1683, i turchi in fuga dall'assedio di Vienna abbiano abbandonato nel loro accampamento - oltre all’affollato harem di Mustafà Pascià - 500 sacchi di chicchi di caffè. In un primo momento i soldati vincitori credettero si trattasse di un esotico foraggio per i cammelli, poi provarono a bollirlo, ottenendone un liquido scuro e amaro. Il merito della scoperta dei sacchi di caffè fu, molto probabilmente, del ricognitore polacco Franz Georg Kolschitzky o di un altro soldato polacco di origini armene, Diodat. I viennesi, trovando imbevibile la bevanda, pensarono bene di addolcirla con miele, latte e panna, creando così il primo "cappuccino".

Un'altra specialità turca era destinata però a diffondersi in tutta Europa. Un soldato turco fece infatti entrare in città un dolce chiamato "ay" che aveva una forma ricurva per richiamare la mezzaluna. Ma secondo un altra leggenda, mentre alcuni fornai di Vienna stavano confezionando nottetempo dei panini con la poca farina rimasta, sentirono il rumore degli scavatori turchi, intenti a preparare i cunicoli per le mine. Diedero subito l’allarme e la minaccia fu sventata. Per questo, ottennero il privilegio imperiale di poter confezionare i cornetti a forma di mezzaluna, emblema della bandiera turca. Maria Antonietta portò il cornetto alla corte dello sposo, Luigi XVI. E in francese fu ribattezzato "croissant", ossia "mezzaluna".

Teoricamente quindi, dovremmo ricordare, ogni mattina, le origini "islamiche" delle nostre colazioni. :)

di Sherif El Sebaie | 22/01/2005
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