
Tempo fa una signorina autodefinitasi una "di quella schiera di giovani smidollati che sfilavano in parata dimostrativa col kefia nei cortei studenteschi" è intervenuta, su questo blog, con commenti del tipo "Ma come fai a definire razzista una che si batte affinchè il razzismo secolare europeo contro gli ebrei non riaffiori nella nostra società (la Fallaci, ndr)". Ma ha evitato, giustamente, di spiegarmi e spiegarci come mai Theo Van Gogh, il regista ucciso per il suo film sul "maltrattamento" delle donne per colpa dell'Islam, oggi martirizzato e quasi santificato dai Fallaciani e Feltriani di varia specie, fosse in verità un antisemita dichiarato e perfino condannato in tribunale che arrivò al punto di rispondere alla storica ebrea Gans che osò criticarlo: "Scommetto che si eccita di notte sognando di fare sesso con il Dottor Mengel"...
Scopro oggi che la redenta giovine figliola e paladina dell'antisemitismo altro non è che LiberaMadani, fondatrice di un blog di nome Sharmate, termine che fa chiaro riferimento sia a Sharm El Sheikh che alla parola araba "Sharmuta" che significa prostituta o forse, più probabilmente, a "Sharmut" (al maschile). Il sito si propone di essere il ritrovo di "povere" ed "ingenue" ragazze "imbabolate" e "truffate" da insensibili e barbari ragazzotti egiziani dagli occhi di velluto. Inutile dire che è pieno zeppo di storie di ragazze deluse, maltrattate, picchiate, sfruttate e via discorrendo. Per carità, probabilmente sono anche storie vere, il problema è che - ancora una volta - si tende sapientemente, e non senza secondi e malevoli fini, a generalizzare e a farsi megafoni di tesi ridicole e diffamatorie. Il sito delle "Cornificate Organizzate" (per usare il termine di Lia, consiglio di leggere il post e i commenti a seguito) si è trasformato, nel tempo, in una specie di "Pseudo Osservatorio Permanente" sulle condizioni della donna in Egitto e nel mondo islamico più in generale che ospita, oltre i lamenti delle "fanciulle", l'indignazione dei maschi "locali" del Bel Paese, espressa in termini non proprio carini: "Ma che c**** vi affascina di questi gigolos morti di fame all infuori di un certo aspetto fisico e dal c***** circonciso, ci sono milioni di uomini latini con stile e con cuore e vi andate a farvi azzannare da exbeduini che vi trattano da t***** e quello che fanno a voi mai si sognerebbero di farlo a loro paesane pena il c****** definitivamente circoamputato,ma mostrate un po' di orgoglio,o vi concedete per sesso o vi trovate un bue dei paesi vostri, perché con loro perdereste anche i vostri figli, questa è la loro religione, la donna non conta un c****,capite o ci fate". Inutile sottolineare quanto la suddetta esternazione, datata 26 aprile, mostri preoccupanti somiglianze con lo stile del nostro babà, intervenuto qua giù con qualche commentino.
Diciamocelo chiaramente: queste ragazze non sono nè ingenue nè stupide. La stessa LiberaMadani, raccontando la sua storia, afferma che "Non ci avevo mai pensato al popolo egiziano, per me quasi non esisteva sulla faccia della terra prima" ma poi "Ero in un periodo di crisi allucinante durata mesi col mio ex, così mi sono detta di farmi passare la curiosità e di farmi l’avventura col tipo, tanto oramai col mio quasi ex non c’era più nulla da fare… è stato un piccolo sogno estemporaneo.. l’idea di stare con un indigeno.. il gusto per l'avventura nell'avventura...". Le premesse, per cosi dire, erano abbastanza chiare: è stata proprio lei a decidere di farsi l'avventuretta, quindi non raccontiamoci balle. Poi la storia prosegue con i soliti lamenti, il ragazzo che voleva essere spesato in tutto salvo farsi anche lui l'avventura con la prima turista disponibile (e ce ne sono tante, sempre), che si incazzava quando non veniva accontentato per culminare, infine, nel suo desiderio di venire in Italia invitato dalla "vittima" di turno, nonostante tutto.
Schema classico condiviso più o meno da tutte quelle che si lamentano su quel blog e la cosa ridicola è che molte di loro continuano tuttora, in una maniera quasi morbosa, a farsi vive con i loro "carnefici" e a rimettere in discussione storie che non sono altro che avventure di vacanze, spesso e volentieri per avere l'opportunità di passare due mesi nel paese di cui si sono innamorate, illudendosi - pur essendo convinte del contrario - di avere una storia. Minimo comune denominatore: pochi soldi, tanta voglia di lavorare lontano dall'Italia e la piena consapevolezza che un simile rapporto non verrebbe mai accettato dai propri genitori, quindi tanto vale tenerlo nascosto. Il punto è che se hanno affrontato tutto questo, non c'è da meravigliarsi: avevano a che fare con "professionisti del sesso" e questi ultimi lo sono diventati perché altre donne occidentali, prima di loro, hanno insegnato a questi giovanotti che era possibile fare "sesso libero" ed essere anche pagati o quanto meno coccolati economicamente per questo. L' "avventura delle vacanze" è un modello stupendamente collaudato in Occidente, tant'è vero che è perfino gratis, al punto tale che qualche giorno fa dal barbiere vidi su una rivista tutta una serie di consigli rivolti ai maschi occidentali su come gestire questo particolare tipo di rapporto, specie se entrambi gli avventurieri sono fidanzati (pensate....). E' quindi solo e semplicemente uno degli aspetti della "cultura occidentale" che si vuole esportare per "civilizzare" il mondo arabo, e i giovani ragazzi egiziani l'hanno imparato alla perfezione, combinando l'utile al dilettevole, nel più puro spirito capitalistico carnale. Non vedo allora perché ci si debba indignare.
Credo che Lia abbia affrontato più volte l'argomento, ma forse il commento più azzeccato in merito era "Sbattere in faccia al prossimo la propria sessualità (vestendosi in modo appariscente per strada, ndr e - aggiungo io - raccontando in giro che si ha un quasi ex ma intanto non c'è nulla di male nel farsi l'avventura) per poi "scandalizzarsi" a messaggio ricevuto è gentile. In Europa, vista la strabiliante offerta di carne femminile esposta, è sopraggiunta tra i maschi una sorta di anestesia visiva che dissocia la vista di cosce e culi dal comando cerebrale "sesso!". Qui, no. Andare in giro con le cosce all'aria, qui, è come mettersi in posizione ginecologica senza biancheria intima nella metropolitana di Milano. Il livello di anestesia è più basso, quindi i due messaggi non hanno una portata equivalente. Non dico che non si possa fare. Mi domando solo per quale motivo tante signorine italiane che, nella metropolitana di Milano, si comportano normalmente, debbano mettere in imbarazzo il prossimo quando vengono qui".
E, aggiungo io, mi domando solo per quale motivo tante signorine/e italiane che non ci vedevano e non ci vedono nulla di male in un avventura con un "indigeno", tanto per cambiare e assaggiare qualcosa di nuovo e che, tanto per non smentirsi, giustificano le loro "tragedie" con "l'avventura nell'avventura" (scordandosi però che, per il teorema della "avventure combinate", i rischi salgono esponenzialmente) e che hanno consapevolmente e volontariamente scelto di andare a Sharm e relazionarsi con un professionista sessuale del luogo o - considerato che sulle spiagge italiane i giovani maschi all'avventura raramente vengono definiti professionisti del sesso bensi giovani avventurieri - vengono poi a fondare dei blog simili ai romanzi "Attraverso il velo" e "Sotto il velo" che ormai spopolano sugli scaffali delle librerie, nascondendo - spesso e volentieri - truffe ancora più grosse e diffamatorie dei loro presunti contenuti ("Honor lost" e "Metropolitana di Parigi" docet).