
L'autore di questo Blog è stato giudicato un pericolo per la libertà di espressione italica (simboleggiata dai cerchi).
PS: non badate al piccolo, è lì per punizione.
Questo sarà l'ultimo post dedicato al caso "Sharmate". A quanto pare, infatti, le nostre isteriche signorine mi accusano di volerle "azzittire" e mi considerano addirittura una "minaccia per la libertà di espressione" (probabilmente perché esprimo la mia opinione, sul mio blog). Mi rincuora che, su mio suggerimento, adesso campi questa bella scritta sul loro blog: "L'intollerante sig. Sebaje al fine di farci il piacere di considerarci lui un blog non razzista (che poi sia il contrario lo smente sia l'eterogeneità dei membri che l'opinione della gente che ci sostiene), ci ha suggerito di inserire questo dislaimer scontato ed evidente: "Attenzione, questo blog vuole essere interprete di una realtà circoscritta giudicata dal punto di vista personale. E non vuole assolutamente essere espressione della realtà sociale di tutto l'Egitto". Come se legendo le nostre pagine, non fosse palese". Beh...io tanto palese non lo trovo, anche perché avevo chiesto solo l'inserimento del disclaimer e non di tutto il contorno di amenità che sostengono, fra le altre cose, che "E' ovvio che le storie personali sono la dimostrazione di un fenomeno di malcostume. Gli altri articoli servono, invece, ad approfondire una cultura diversa ed a sottolinearne le diversità per non cadere in equivoci, gli stessi dei quali si alimenta il malcostume di Sharm e "dintorni". Come dire? L' "intollerante" (cioè io) ci dice di non generalizzare, e noi infatti non lo facciamo: portiamo solo qualche caso a dimostrazione dello stato generale. Ma va? Ma chi volete prendere per i fondelli? Guarda che l'italiano lo capisco meglio di te, eh ! Ergo, continuo a considerare il vostro blog un covo di fanatiche frustrate e pericolose per sé stesse e per gli altri. E questo mi dispiace molto.
Sono però riuscito a dimostrare, in maniera definitiva e totale, che quel sedicente blog di "imbambolate" e "vittime" del maschilismo egiziano, altro non è che la versione mancata dei romanzi truffa sulle condizioni della donna nel mondo islamico, un' altra trovata propagandistica simile all'episodio della megalomane parigina, una specie di megafono - travestito da "realtà vissuta" - delle opinioni della Fallaci che si chiedeva "Cosa può trovarci una donna di buon gusto in un uomo arabo?". Una specie di versione laica ed emotivamente più efficace dell' enciclica del Vaticano che sconsiglia i matrimoni misti con i musulmani. Sono tutte facce della stessa medaglia e la lunga quanto estenuante risposta pubblica della LiberaMadani sul suo blog, principalmente in difesa della Fallaci, lo dimostra benissimo. Che la Fallaci poi sia la peggiore espressione del razzismo occidentale, che le sue opinioni sul mondo arabo e sulla sua storia siano tutte frutto di una malafede senza eguali, è ormai appurato. E chi sostiene il contrario è uguale a lei in quanto cattiveria e ipocrisia.

Un arabone cattivo rapisce LiberaMadani sul suo cavallo verso un'esotica avventura .
Per cominciare, analizziamo il comportamento della fondatrice del blog, LiberaMadani, che sostiene che avrei manipolato le sue parole. Eppure sono frasi dal senso compiuto, senza omissioni né aggiunte. Quanto al commento volgare da me menzionato, che io avrei "spacciato" per un intervento del suo blog (sempre secondo la Madani)...ebbene.. probabilmente la nostra capisce l'italiano meno di me :) : ho espressamente scritto che si tratta del commento di un maschietto indignato del Bel Paese. Ma torniamo a cose più interessanti, alle sue frasi, ovvero al "Non ci avevo mai pensato al popolo egiziano, per me quasi non esisteva sulla faccia della terra prima" che parla da solo e non necessita le ridicole giustificazioni adesso tirate in ballo. E' la stessa arroganza colonialista di spirito ottocentesco, quando si pensava, appunto, che determinate popolazioni non esistessero affatto o che fossero addirittura scomparse. Per cui, ovviamente, andavano riscoperte e, manco a dirlo, civilizzate. Segue, puntualmente, il desiderio di "studiare" gli esemplari locali, e magari portarne qualcuno a casa. Anche le matrone romane erano affascinate dai "gran negri" portati come schiavi gladiatori, e le signore inglesi ottocentesche adoravano le storielle aventi per protagonisti gli emiri banditi. In termini moderni, è quello che ha fatto la Madani quando dice "così mi sono detta di farmi passare la curiosità e di farmi l’avventura col tipo [...] un piccolo sogno estemporaneo.. l’idea di stare con un indigeno.. il gusto per l'avventura nell'avventura...".

Una lady inglese persa nei ricordi dell'ultima vacanza a Sharm El Sheikh
Se questo era lo spirito di partenza, è indubbio che ad un certo punto sia scattata la molla dello "scontro di civiltà" sfociata poi nelle "tragedie" raccontate e che hanno portato la nostra LiberaMadani a vestirsi "all'occidentale una seconda volta (la prima era per far ingelosire il gigolò da cui era accompagnata, ndr) perché volevo disprezzare con la mia completa mancanza di rispetto per le tradizioni locali, il posto dove mi trovavo". Ovviamente credo che fosse più svestita che vestita e di certo il suo vestiario non era uguale a quello della Lady sopra ritratta. Che bella soluzione... Mi preme però di sottolineare che quelle loro storie vanno prese con le molle: che siano vere in ogni singolo dettaglio e che non abbiano risentito della creatività romanziera tipica dei racconti d'avventura esotici e delle megalomani volenterose di mostrarsi abbastanza corraggiose da affrontare da sole i quaranta ladroni affascinanti ma muniti di pericolose sciabole è una cosa tutta da dimostare. Le signorine in questione (ed è la prima volta in vita mia, poi, che sento che il termine "signorina" abbia un'implicazione "misogina" e "comunque denigratoria" in quanto sinonimo di "donnetta": Parola di LiberaMadani... E invito qualche linguista all'ascolto a pronunciarsi su queste allucinazioni), queste ragazze "giovani, carine, colte e istruite" (parola loro) che vantano di essere "esperte" del mondo arabo o quanto meno persone che hanno vissuto a lungo la realtà del Medio Oriente per poterla giudicare, commettono lo sbaglio, elementare, di relazionarsi con uno differente sia per "livello di istruzione" che per "posizione sociale" (Parola loro) in un paese diverso anche per cultura e, diciamocelo, per Pil.

Uno spazzino tenta di far colpo sulle signorine di Sharmate.
E' proprio questo il punto: una persona che ha vissuto abbastanza a lungo nel mondo arabo sa che uno spazzino in Italia è diverso da uno spazzino in Egitto. Certo, entrambi fanno gli spazzini... ma lo fanno in condizioni completamente diverse, cosi come è diversa la condizione sociale e il livello economico di appartenenza, a parità di mestiere svolto. Magari lo spazzino italiano non può ambire a sposare la figlia di un notaio esattamente come uno spazzino egiziano non si sogna di sposare la figlia di un medico, ma rimane un fatto: lo spazzino italiano potrebbe essere quanto meno diplomato, avrà una bella casa e la parabolica, al weekend magari va a prendere un pizza dopo il cinema. Uno spazzino egiziano queste cose non se le può nemmeno permettere e di conseguenza ha tutt'un altra visione della vita e della società e quindi anche delle donne. Non mi vergogno di dirlo, i contrasti sociali in Egitto sono molto più accentuati che in Italia. I ragazzi di Sharm non sono spazzini, ma di certo - leggendo quei racconti - provengono da ambienti molto difficili.

La piscina di un albergo a Sharm El Sheikh, frequentata da giovani lavoratori locali.
Io non smetto mai di meravigliarmi di quelle donne occidentali che vanno in altri paesi e poi scelgono di instaurare un rapporto affettivo finalizzato al matrimonio con ragazzi appartenenti a famiglie disagiate, che a malapena sanno scrivere il proprio nome ecc solo perché sono fisicamente attraenti. E poi hanno il coraggio di affermare che non sono turiste sessuali, solo perché giovani. E' chiaro che non poteva risolversi diversamente, la loro situazione. Occidentali ricche (solo perché il cambio sta dalla loro parte, non perché lo siano davvero) assieme a giovani semianalfabeti e poveri. Non perché gli abitanti di quei paesi, in questo caso gli egiziani, siano tutti analfabeti o poveri né perché sia sbagliato relazionarsi con una persona di diversa origine o cultura, ma perché si scelgono le condizioni sbagliate di partenza. Al posto di snocciolare dati sulle lapidazioni in Afghanistan, che con il Mar Rosso e i suoi gigolò c'entrano ben poco, a chi si relaziona con uomini del Medio Oriente, come fa Sharmate, sarebbe molto più sensato dire: Attente, assicuratevi che ci sia un'armonia culturale e sociale di partenza. E i giovani egiziani colti ed educati non mancano di certo. Basta saper distinguere e non rincorrere false speranze.
PS: Qualche osservazione, solo perché sollecitata dalla nostra Madani tra le righe del suo intervento: Il mio nome è Sherif non Sharif. Il cognome è Sebaie non Sebaje. E' scritto chiaramente sopra. Sono nato e cresciuto in Egitto, da madre greca e padre egiziano. Sono in Italia da pochi anni, anche se della lingua italiana ho una padronanza totale, e lo dico senza falsa modestia (avendo studiato dai Salesiani al Cairo). Prima ancora ho studiato in una scuola francese, sempre al Cairo. Conosco il mondo occidentale alla perfezione perché ne faccio parte, per sangue e per cultura, sin dalla nascita, pur avendo una cultura ibrida. Le accuse di antisemitismo, anticristianesimo, islamofascismo sono solo ridicole insinuazioni senza fondamento. I miei articoli e tutti i miei interventi sono debitamente documentati e veritieri, non c'è nessuna manipolazione o distorsione dei fatti, quindi gradirei che le critiche si limitino allo scambio d'opinione, per quanto accese, e non alla diffamazione professionale. I commenti contenenti la sua storiella esotica erano tantissimi, quindi ho lasciato solo il commento suo contenente il link. Rinnovo il mio invito a dichiarare la vera natura di quel Blog: un fanclub della Fallaci e, per questo, tutt'altro che obiettivo e corretto.