26/05/2005

Attenti alla Sebaite !

Souad Sbai

Pare che una delle conseguenze della Fatwite acuta sia la Sebaite. Mi spiego meglio: chi è affetto dalla malattia che fa sì che ci si auguri di essere colpiti da una fatwa a qualsiasi costo, per una mutazione genetica irreversibile, rischia di diventare vittima anche di quella che tende ad individuare in un membro della famiglia Sebaie l'ispiratore o l'esecutore della stessa. La Sebaite, appunto. La nostra amichetta preferita (si si, proprio lei, la Atzori), dal suo blog (posto che frequento ogni tanto perché, come dissi tempo fa, un giro nei bassifondi ci vuole per capire che aria tira da quelle parti), se la prende stavolta con Souad Sbai, presidente dell' Associazione Donne Marrocchine in Italia, rea di aver espresso dei dubbi sulla "Fatwa" che alcuni musulmani spagnoli avrebbero pronunciato contro Bin Laden: “Noi immigrati dobbiamo renderci conto che viviamo in Occidente e mi sembra che la Sharia non esista in occidente”. Ebbene, questa affermazione - che dovrebbe, almeno teoricamente - accontentare la Atzori, non basta: "Tali dichiarazioni possono essere interpretate in due modi : ipocrisia o buon senso. Nel primo caso, non c’è da stupirsene [...] Se si trattasse di buon senso, alla signora (Souad, ndr), forse, è sfuggito un particolare: la sharia è già in casa nostra".

Ebbene, la Sig.a Sbai (che ho informato dell'accaduto e che, giustamente, ha ritenuto inutile rispondere alla Atzori, invitandola nel contempo a farsi una ricerca su internet per informarsi sulla sua persona prima di scrivere a vanvera accusandola di ipocrisia) - per chi non lo avesse notato - ha lo stesso cognome del sottoscritto. La trascrizione diversa in entrambi i casi (Sebaie nel mio, Sbai nel suo) non vi tragga in inganno. E tanto meno le differenti "origini" (Io egiziano, lei marrochina): la famiglia Sebaie, Sbai o qualunque sia la trascrizione, è una famiglia molto estesa e ramificata, che partì molto tempo fa dalla Siria (o comunque da quelle parti) per impiantare due rami altrove: uno in Egitto e uno in Marocco. Questa storia mi è stata sempre raccontata, fin quando - qualche mese fa - scoprii di avere una rappresentante della famiglia Sbai marrocchina in Italia. L'intricata rete di parentele, sposalizi, ecc fa sì che la signora Sbai sia quindi - anche se non saprei indicarvi il grado di parentela - una mia familiare. Ora io e la signora Sbai presumibilmente non siamo sempre d'accordo su tutto, come è giusto che sia fra due persone con menti pienamente funzionanti (a differenza della Atzori), ma in comune abbiamo una cosa: siamo entrambe persone con una visione molto moderna ed aperta della religione e della società. La signora Sbai, in particolare, si è particolarmente distinta per una serie di pareri, proposte e iniziative, l'ultima delle quali il sit-in davanti all' Ambasciata Saudita a favore di Majida, marrocchina che dovrà essere decapitata nel paese alleato degli Stati Uniti, proprio fra qualche giorno. Dopo ben sette anni di prigione in isolamento, senza nessun contatto con autorità consolari, familiari o avvocati, Majida verrà decapitata per un crimine (l'assassinio del marito) che ha sempre sostenuto di non aver mai commesso.

La cosa ridicola è che la nostra grande femminista anti-islamica sfoggi, sul suo blog, un appello per salvare Majida che poi è proprio quello lanciato in Italia dalla persona che lei accusa di ipocrisia (l'ipotesi del cosiddetto "buon senso" è chiaramente a scopo ironico e l'andamento del testo va in una sola direzione, ovvero quella di dimostrare che la Sig.a Sbai è una sostenitrice di Bin Laden o che, come minimo, chiude un occhio sulla cosiddetta "Sharia in casa nostra"). La trovo un po' ridicola questa cosa, dal momento che - se non fosse per Souad - la questione Majida sarebbe passata totalmente inosservata. Ora invece che c'è una musulmana che si batte per le sue sorelle, proprio come tuonava la Atzori tempo fa, scopriamo che sarebbe - miracolo dei miracoli - un'ipocrita pure lei. Ma ormai non mi meraviglia più nulla da parte della nostra amichetta. Dopo quel "Non sono la Fallaci, sono giovane e quindi sono ancora in pieno possesso delle mie facoltà mentali" e cioè il passaggio inviatomi nell'email "privata" dove ha dato praticamente alla grande Saggia della Vecchia rincoglionita, scritto pochi minuti dopo averla definita una grande scrittrice degna di ogni appoggio sul suo blog, non c'è più nessun dubbio: per la Atzori, la coerenza è un dettaglio superfluo. D'altronde, qualunque cosa faccia una persona lontanamente riconducibile, per nome o per origine, al Medio Oriente e all'Islam, non le basterà mai.

PS su Andrea Sartori, fedele seguace della Atzori (Figo, fa pure rima...)

PS: Ho scoperto il motivo per cui l'Andrea Sartori segue, fedele, la "Grande" Condottiera. L'ha rivelato, sul suo blog, il 13 maggio scorso: "Siamo alla sera del 13 maggio. Questa data per me è importante perchè (oltre al fatto che sarebbe il quinto anno di fidanzamento se lei non mi avesse lasciato alle idi di marzo dell'anno scorso)...". Che dire? Non mi meraviglia che la sua fidanzata l'abbia lasciato e che quest'ultimo non abbia trovato nessun'altra un'anno dopo. Ma il fatto che lo abbia sopportato per ben quattro anni. E poi ha il coraggio di dire del sottoscritto : "Il fatto che questo tipo si scagli così contro la signora è molto indicativo di come lui tratterebbe sua moglie". La signora in questione è, ovviamente, la Atzori. A questo punto però mi sento legittimato di dire "Il fatto che questa signora si scagli cosi contro chiunque sia musulmano è molto indicativo del perché sia degenerato il suo rapporto con il marito"...E arrivederci alla prossima puntata.

PS su Stefania Atzori, a cura di Gielle

Donne come la Atzori, invece, sono la prova che esiste - oltre la piccineria - la povertà materiale. Quella vuole giustizia, sì, ma non quella che leggete: è invidiosa del fatto che la Fallaci sia riuscita a provocare un pandemonio solo perché scrittrice di successo (la Atzori crede), mentre lei, poverella, che ha subito tutte quelle angherie dall'avvocato dal cuore tenero che non voleva affidarle i bimbi (cosa che può essere umanamente abominevole, d'accordo, ma "stefy" non sapeva nulla quando l'ha sposato?), dopo che ha vissuto in prima linea, come una combattente tutta cervello e penne d'oca, dopo tanta sofferenza, dico, non ha avuto un briciolo di successo. Successo che si aspettava, povera anima, successo che le era dovuto!

di Sherif El Sebaie | 26/05/2005
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