27/05/2005

Smith vs Fallaci

Nella storia di Adel Smith vs Oriana Fallaci c'è davvero qualcosa di  comico. Mentre la potente scrittrice dovrà aspettare fino all'anno prossimo per iniziare l'iter giudiziario da lei intrapreso nei confronti di Smith, quest'ultimo è già riuscito -boicottato da tutti i musulmani e osteggiato da tutta la società in mezzo alla quale vive -  a trasformare la grande Saggia, lodata dai mass media e osannata da orde di ammiratori, in un'imputata bisognosa di comitati di sostegno e titoloni del tipo "Tieni duro, Oriana". Non c'è che dire: i simili si ritrovano, anche se in un aula di Tribunale. Chi avrebbe mai pensato che a rinviare la grande scrittrice a giudizio sarebbe stata proprio la sua controparte islamica in Italia ?

Ora lasciamo da parte il personaggio in questione. Mettiamo il caso che a fare causa alla Fallaci fosse un'altro musulmano qualunque. Uno che non ha offeso il Cattolicesimo e che non ha buttato il crocefisso dalla finestra ma che, giustamente, si è sentito offeso dalle amenità che la presunta grande giornalista ha scritto sulla sua religione o sulla sua provenienza. D'altronde sappiamo che altri musulmani si sono costituiti parte civile accanto a Smith, pur preferendo non dichiarare i propri nomi (e la cosa è comprensibile: chi vorrebbe essere accomunato a quel personaggio problematico e ormai negativamente segnato che è Smith?). Come avrebbe accolto la società autoctona la loro denuncia, se avessero agito senza lo scozzese musulmano ? Scometto con lo stesso coro di indignazione in onda adesso e i progetti di legge per garantire l'immunità della grande Saggia...

Io non riesco proprio a capire l'atteggiamento dei Fallacisti e similari : da una parte condannano, giustamente,  gli esaltati che uccidono i registi alla Van Gogh, dall'altra si indignano se un musulmano - indipendentemente dal personaggio con cui abbiamo a che fare ora ma che, va detto, proprio in quanto sfacciato fu l'unico ad avere il coraggio di affrontare a viso aperto la Fallaci (con le dovute riserve su argomenti e metodi usati)  - si rivolge alla legge dello stato in cui vive perché si ritiene offeso da un libro o da un atteggiamento che contiene un chiaro appello alla discriminazione razziale e religiosa (altro che libertà di espressione). Insomma...cosa dovrebbe fare, quindi, un musulmano che si ritiene o che è stato veramente offeso? Stare zitto e incassare i colpi?

di Sherif El Sebaie | 27/05/2005
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