29/05/2005

Ma sei mesi fa Adel difese la Croce !

Pubblicato, con questo titolo, sul Corriere della Sera. Realmente accaduto nel 2003.

MILANO - «È fuor di dubbio che il crocifisso è un oggetto di culto per i cristiani». Parola di Adel Smith. Proprio lui difensore del crocifisso? Il paradosso va in scena alla Procura di Milano,dove il presidente dell’Unione Musulmani d’Italia, che dal Tribunale dell’Aquila ha ottenuto la rimozione del crocifisso dall’aula di scuola dei figli, giorni prima si è visto invece archiviare la denuncia sporta contro il giornalista Gad Lerner per «vilipendio» della religione cristiana a causa di un commento, sulla Croce, del conduttore dell’«Infedele». Nella puntata pasquale del 19 aprile su «La 7», Lerner aveva richiamato lo «scandalo» (per la logica umana) di una religione che come proprio simbolo sceglie «l’orrore di questi piedi inchiodati e insanguinati», «un macabro deicidio», che a Lerner da piccolo faceva paura, con «uno strumento di tortura come oggi la sedia elettrica». Adel Smith, non da partecipante alla trasmissione ma da spettatore della tv, aveva allora accusato Lerner di diffamazione e vilipendio della religione. Questa denuncia, secondo Smith, serviva anche a dimostrare la disparità di trattamento ricevuta quando lui stesso l’8 novembre 2001, a Porta a Porta , del crocifisso aveva detto: «Per chi vede questa cosa per la prima volta, non è piacevole vedere un cadavere in miniatura... raffigura un cadavere in miniatura, ed è tale...». Era stato criticato e denunciato. In quella occasione l’Unione Musulmani d’Italia, in un comunicato firmato dal segretario nazionale Massimo Zucchi, aveva lamentato che «in Italia certe cose i musulmani non le possono e non le debbono dire, mentre gli altri sì. Tutti possono offendere quotidianamente l’Islam e i musulmani, e ai musulmani non viene neanche dato il diritto di rispondere. Soprattutto se si chiamano Adel Smith». Il quale, nella denuncia, aveva anche chiesto di essere avvisato, come «parte offesa», delle decisioni della Procura. La querela contro Gad Lerner, caduta subito la diffamazione per la sua improponibilità giuridica, è stata valutata sotto il profilo del ventilato vilipendio alla religione dal pm Edi Pinatto, che il 19 settembre ne ha chiesto al gip Clementina Forleo l’archiviazione. Da un lato il pm ha ripercorso la trama teologica degli studi sul simbolo della croce, concludendo che le frasi di Lerner non erano affatto offese ma esprimevano «una personale percezione emotiva» dello «scandalo» della croce. Dall’altro lato la Procura ha negato ad Adel Smith la qualità di «parte offesa» dall’ipotizzato vilipendio alla religione cristiana: «Non sarebbe serio», ha scritto il pm, riconoscerla al presidente dell’Unione Musulmani d’Italia.

Luigi Ferrarella

di Sherif El Sebaie | 29/05/2005
Invia ad un amico