Comunicato Stampa ricevuto poche ore fa dalla IADL. Seguirà l'intervista esclusiva a Halima Barre su Aljazira.it.
La Islamic Anti-Defamation League ed altre associazioni si costituiranno parte civile nel processo Fallaci. Inorriditi dal razzismo, antislamismo ed antisemitismo della scrittrice: giusta l’azione di Mr. Smith.
L’intervista alla sig.ra Fallaci è sconvolgente. La Islamic Anti-Defamation League prende atto che l’anziana scrittrice tenta di suscitare la simpatia di una non meglio definita “giuria popolare”, manifestando in questa maniera la volontà di condurre una specie di doppio processo, facendo leva sul sostegno dei media per influenzare il giudice, insinuando che lei è la semplice traslazione della vox populi. D’altro canto la scrittrice antislamica ed antisemita (non va dimenticato che una parte dei musulmani sono arabi e quindi semiti), va oltre ipotizzando che una sua eventuale condanna sarebbe un’onta alla libertà di espressione. Nulla da eccepire sulla necessità di difendere baluardi di democrazia conquistati faticosamente in anni di lotte e battaglie democratiche quale quello della libertà di espressione, ma la libertà di espressione non va confusa con quella di insultare un intero mondo di persone che professano la fede musulmana. L’atto è tanto più grave in quanto quelle frasi razziste se dette da un pinco pallino qualsiasi restano in un ambito circoscritto, ma nel caso dei violentissimi pamphlet della sig.ra Fallaci hanno goduto di amplissima distribuzione, e visto che la giornalista è correntemente definita una opinion maker, noi inorridiamo di fronte ad una tale, scientifica costruzione e diffusione dell’odio razziale e religioso.
L’iniziativa del sig. Smith, accolta in re ipsa dal Tribunale di Bergamo, si incardina proprio nell’ottica della difesa del principio non solo della libertà di culto, ma anche in quello della libertà di professare liberamente il proprio credo, senza subire discriminazioni come sancito dagli art. 20 e 21 della Costituzione Italiana. La Islamic Anti-Defamation League ritiene che non sia il solo sig. Smith a poter proporre querela, qualora si sentisse ferito come democratico e musulmano, di fronte ad un siffatto attacco alla sua e nostra religione. I tribunali della Repubblica sono aperti a tutti coloro che volessero fare altrettanto per difendere analoghi principi, qualsiasi sia la loro specificità. Vanno ricordate due questioni: la prima è che anche l’UCOII (organizzazione molto più articolata) aveva proposto analoga querela, archiviata però dalla Procura di Ancona, e che il sig. Smith stesso aveva querelato il sig. Gad Lerner per vilipendio della religione cristiana per alcune affermazioni analoghe a quelle da lui dichiarate sulla questione “Crocefisso” durante la trasmissione che lo stesso sig. Lerner conduce su la 7 (L’infedele) del 19 di aprile 2003.
La Islamic Anti-Defamation League intende costituirsi parte civile nel procedimento nei confronti della sig.ra Fallaci, al pari del Comitato Africano per l’Integrazione, della Score-Italy, di Tunisia democratica, del Shonar Bangla Community, dell’associazione cooperativa Sinandugu, ed altri ancora. Quanto alle dichiarazioni sul numero di detenuti stranieri in generale e musulmani in particolare in Italia, qualsiasi sociologo spiegherebbe alla sig.ra Fallaci che quando il 2% della popolazione produce il 35% della popolazione carceraria, il problema va cercato nella gestione di un fenomeno e non nelle vittime di un sistema.
La libertà di espressione non è libertà all’incitazione all’odio razziale, il fatto di avere un agente letterario non giustifica l’assenza di principi. Per un approfondimento del tema, potrete - nelle prossime ore - trovare l’intervista della spokeperson della Islamic Anti-Defamation League sul sito www.aljazira.it
Halima Barre
Relazioni Esterne