
Ho aspettato con ansia il risultato del referendum. Avendo visto la Fallaci pronunciarsi contro, avevo ormai la la certezza matematica che la cosa più corretta sarebbe stata quella di fare l’esatto contrario. Prendetela come regola: qualsiasi cosa dica la Fallaci, fate il contrario e sarete dalla parte giusta. Scherzi a parte, personalmente sarei stato per il sì. Vedo comunque che ha trionfato il No e che, come auspicato dalla Fallaci, il referendum ha fallito “penosamente”. Probabilmente qualcuno penserà che io sia arrabbiato perché il popolo italiano non ha dato alla Fallaci un’altra sonora lezione (come ai tempi del Social Forum di Firenze, svoltosi pacificamente e senza i bagni di sangue descritti dall’anziana Saggia). E invece no, non sono affatto dispiaciuto: i risultati del referendum confermano che, nonostante si professi laica, l’Italia è tuttora profondamente influenzata dai pronunciamenti e dalla propaganda della Chiesa. Quindi, ancora una volta, si si dimostra che la la storia della “Chiesa non mette becco nei nostri affari come succede invece nei paesi musulmani” e “Da noi la religione sta da una parte e la politica dall’altra” altro non è che una lontana fantasia, nemmeno tanto riuscita.