15/06/2005

Kristallnacht

Avete sicuramente sentito di quel barista ucciso da due albanesi. Ovviamente l’accaduto ha scatenato il solito coro di “Fuori gli extracomunitari”, “Basta immigrazione”. Stavolta però c’è una novità: un centinaio di appartenenti alla tifoseria di cui faceva parte la vittima ha pensato bene di andare in giro per la provincia sfasciando le vetrine dei negozi di proprietà albanese e picchiando perfino un albanese che aspettava pacificamente il pullman alla fermata. Tutte le vittime delle violenze sono estranee alla tragedia del giorno prima, non avendo nessun legame con gli aggressori, ovviamente. L’altro giorno, riportando la lettera mandata da un energumeno alla redazione di Aljazira.it, ho parlato di premesse per un genocidio. Evidentemente non mi sbagliavo, ciò che è successo ieri infatti assomiglia assai alla “Notte dei cristalli” nazista quando un gruppo nutrito di scalmanati diede il via alle violenze anti-ebraiche. Avrei dovuto però estendere il discorso a tutti gli immigrati e non solo i musulmani, che ne rappresentano solo una parte. Un’altra energumena ha pensato male di interpretare la frase “premesse di un genocidio” contenuta nel mio post (c’è forse un altro modo per descrivere il comportamento di quelle persone, sempre più numerose?) con un “Sherif accusa gli italiani di voler compiere un genocidio ai danni dei musulmani”. Eh no: c’è una bella differenza fra “premesse” che denota una viva preoccupazione per un clima sempre più pesante creato da frangie estreme della società che comunque sono tutt’altro che isolate o insignificanti (tant’è vero che lo stesso questore del luogo si disse sinceramente preoccupato) e un’accusa bella e buona agli “italiani” in generale di architettare un genocidio. Ripeto: potranno spulciare questo blog dalla cima in fondo, non troveranno mai qualcosa da impugnare, come invece io posso fare tranquillamente con i loro siti dove “gli egiziani sono tutti…” e “i musulmani sono tutti…” e via discorrendo e dove perfino un Sartori afferma impunemenente “A me interessa combattere la tua religione”.

di Sherif El Sebaie | 15/06/2005
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