15/06/2005

Smith e ancora Smith

Adel Smith, e' stato condannato a sei mesi di reclusione dal Tribunale di Padova per vilipendio della religione. I fatti risalgono al 4 gennaio 2003 e sono avvenuti nel corso di una trasmissione televisiva su Serenissima Tv, emittente con sede a Rubano. Nell'occasione Smith disse ''la chiesa cattolica e' una associazione a delinquere'' aggiungendo ''il Papa e' un extracomunitario che capeggia la chiesa...un abile doppiogiochista''. Quest'ultimo aggettivo l'ha usato anche nell'intervista che gli feci e di cui la prima puntata è ora disponibile su Aljazira.it. Credo che Adel non farà neanche un'ora di galera, e per un semplice motivo: come mi disse egli stesso, lo sbocco naturale della causa Fallaci è l'abolizione del reato di vilipendio alla religione, prima ancora che venga eventualmente condannnata. Stando a quanto mi disse, credo di aver capito che "Adel Smith fa paura perché, da solo, riesce a smontare il sistema giuridico: prima la sentenza della cassazione che impone di togliere il crocefisso in quanto lesivo della parità tra religioni, poi quella che equipara il reato di vilipendio alla religione cattolica a tutte la altre (prima era più severa), poi il rinvio a giudizio della Fallaci. L'ultimo dei suoi "risultati" potrebbe essere, appunto, l'abolizione del reato di vilipendio alle religioni. In attesa della pubblicazione, fra alcune ore, della seconda parte dell'intervista, ve ne anticipo qualcosa:

Mi scusi se insisto, magari riformulo, ma i musulmani in Italia, almeno quelli di cui ci è dato conoscere l’opinione perché si può leggere sui mezzi di comunicazione di massa, sostengono che lei sia controproducente per l’immagine dell’Islam in questo paese…

Mi chiedo piuttosto se non siano loro con i loro atti di cortigianeria passiva ad essere controproducenti per l’Islam, non solo in Italia ma nel mondo. Non bisogna dimenticare che questi cosiddetti critici non hanno mai alzato un dito in difesa dei diritti dei musulmani e dell’Islam in Italia. La prima ad aver agito è stata l’Unione Musulmani d’Italia, attraverso il “controproducente” Adel Smith. Per quanto giurino e si contorcano come dervisci per risultare rassicuranti o – come è di moda dire – “moderati”, gli esami non finiranno mai. Dove era la loro voce quando Karol Wojtyla insultava il testo Coranico definendolo, nel suo Varcare la soglia della speranza, una “riduzione della rivelazione divina” rispetto alla Bibbia? Dove erano queste voci che si autodefiniscono critiche quando Joseph Ratzinger, con il documento Dominus Jesus affermava che le religioni diverse dalla cattolica, compreso l’Islam, sarebbero in una situazione “deficitaria” rispetto al cattolicesimo? E il cardinale Biffi, forse, non aveva detto che noi musulmani siamo privi della loro (dei cattolici) umanità? Siamo bestie, forse? E dove diceva queste parole? Da Bologna, laddove nella basilica di S. Petronio c’è un affresco che raffigura un uomo nudo, gettato nell’inferno, che viene torturato da due demoni, e sotto quel corpo ignudo c’è il nome del Profeta dell’Islam. Una bella cosa, vero? Ora, indignarsi e reagire contro queste provocazioni ed offese mi sembra tutt’altro che controproducente per l’Islam. Piuttosto, è controproducente subire passivamente tutto ciò, ed altro ancora, in nome di uno pseudo dialogo interreligioso a cui né il Corano né la Sunnah ci hanno indirizzato. Iddio nel Corano dice “Non sarai ben accetto alla gente del libro finché non seguirai il loro credo”.

Ovviamente non è finita qua, perché a quel punto gli chiesi come commentava la visita di Papa Giovanni Paolo II alla moschea di Damasco...

di Sherif El Sebaie | 15/06/2005
Invia ad un amico