
Mi ricollego a quanto affermato nel post "Kristallnacht" e allo scambio di commenti sottostante. Quanto di seguito riportato è tratto da un articolo del Corriere, il cui link è indicato nei commenti del post suindicato.
«Sì, noi speravamo di non incontrare questo albanese. Non doveva passare di lì. Invece è successo. Ma sono stati solo quattro schiaffi, sette giorni di prognosi. Niente, confrontati all’omicidio di Claudio... E’ che di questi albanesi ce n’è in giro molti».
"Fioccano i messaggi solidali dei lombardissimi ultrà atalantini («la sudicia mano di un barbaro invasore») e degli Ultras Padani. Dice Andrea Porrini, presidente leghista di circoscrizione: «Noi e loro siamo due cose diverse, anche se non biasimiamo quel che è successo lunedì. Questo albanese assassino va condannato all’ergastolo. I giudici lo sappiano: noi vigileremo. Se non gli danno l’ergastolo, faremo noi vendetta privata»".
«Io ho un locale e da domani appendo un cartello: "Vietato l’ingresso agli albanesi". Faccio appello agli imprenditori locali: licenziàteli tutti!». Concorda Max Ferrari: «Le mamme albanesi vengono a farci le scuse, adesso! Ma noi non vogliamo fare la fine dei serbi in Kosovo! Si stanno mobilitando da tutta Italia. Vedrete che casino, ai funerali...».
Chiamare quanto sopra dichiarato, sugli schermi di un partito attualmente al governo e che detiene ben tre ministeri che hanno a che fare pesantemente con l'immigrazione (giustizia, lavoro e riforme), "premesse di un genocidio", vi sembra "esagerato"?
PS: vengono a raccontarci che il barista sarebbe intervenuto per "sedare" la rissa. Adesso scopriamo che faceva parte di un gruppo di hooligans razzisti. Possiamo dirci dubbiosi sulla presunta imparzialità della vittima in questione?