19/06/2005

Come ottenere la scorta

Stefania Atzori

Ovviamente tutti voi vi ricordate di Stefania Atzori, autrice di un pessimo libro - assolutamente illeggibile - che risale a qualche anno fa e che, a quanto pare, non ha nemmeno avuto un gran successo. E tutti voi avete sicuramente già sentito parlare della IADL e dello scambio epistolare fra quest'ultima e la signora in questione, sia perché ne parlai qua sia perché la Atzori, bontà sua, lo aveva integralmente riportato sul suo blog (QUI e QUI). Vi ricorderete pure che la signora Halima Barre, portavoce della IADL, spiegò alla signora Atzori - in dettaglio - le procedure seguite dall’organizzazione in merito alle segnalazioni che giungono quotidianamente su siti antislamici e razzisti, in risposta ad un post dove la Atzori se la prendeva con quella neonata organizzazione. La sig.a Barre specificò, in quell’occasione, che Nessuno intende chiudere la bocca, o inibire la tastiera, di chiunque”, che tutto quello che la IADL chiedeva, nel caso il gestore del sito non si ravveddesse, era un disclaimer del provider che prendesse le distanze dai contenuti dei blog in questione e che quindi non era affatto intento dell'organizzazione adire direttamente le vie dei tribunali bensì quello di appellarsi al buon senso, prima del gestore del sito, poi quello del provider. In quell’occasione inoltre, la signora Barre aggiunse Mi consenta di assicurarle che il suo Blog, anche se ci è stato segnalato, non rientra nelle nostre priorità, proprio perché comprendiamo il dolore che ha vissuto. Il mio lavoro di difensore pubblico è iniziato proprio con un'organizzazione che sosteneva le donne vittime di violenza domestica, quindi a lei va tutta la mia solidarietà, incondizionatamente. La prego di abbracciare le sue bimbe da parte mia, e spero che prima o poi riesca a venire a patti con il suo doloroso passato e ad utilizzare la sua intelligenza in maniera più costruttiva”.

La sig.a Atzori replicò con una lunga missiva in cui dissentiva con lo spirito della IADL (ma non ci spiegò cosa ci vedesse di diverso dalla ADL ebraica) ma sul suo blog disse che, comunque, la sig.a Barre le era sembrata molto cordiale. A suo tempo mi riferirono che nella corrispondenza intercorsa, la Atzori avesse addirittura pregato lo staff della IADL di farle notare se qualche sua affermazione poteva essere definita razzista (e cioè, secondo me, tutte), in modo che provvedesse a cambiarla. Ebbene, sotto quei post dove raccontava la vicenda, una sua amica - la sionista - le fece notare che quanto affermato dalla sig.a Barre era per lei comeUn po' come quando correggo i compiti del mio scolaro ritardato, e i suoi errori li valuto più o meno un quarto di quello che valuto per gli altri”. La Atzori approvò entusiasta ma poi ci pensò su la notte e si accorse che la sua "amica virtuale" le stava praticamente dando della ritardata. Così, nell’arco di qualche giorno cambiò totalmente opinione non tanto sulla IADL, ma sulla signora Barre e di conseguenza anche su quanto contenuto nelle email che si sono scambiate. L’ho capito leggendo un articolo della Atzori pubblicato su un sito di cosiddetti ex-musulmani che si chiedono se i musulmani siano da considerarsi esseri umani. A me non è mai venuto il dubbio, ma per avere la risposta ho consultato il Talmud, nel versetto in cui afferma "Voi Israeliti siete chiamati uomini, mentre le nazioni del mondo non sono da chiamarsi uomini, ma bestiame". E siccome i musulmani non sono israeliti, ho concluso che, probabilmente, i musulmani sono da considerarsi bestiame. Spero che questa informazione si riveli utile, visto che se lo stanno chiedendo. Per fortuna molti ebrei hanno re-interpretato questi versetti e nell’Islam non c’è qualcosa di simile, ma purtroppo qualcuno si pone ancora queste domande e non credo siano da lasciare senza risposta. No ?

Nell’articolo in questione, la sig.a Atzori afferma “A Muslim reported my site to this Islamic Gestapo and they wrote ordering me to shut down my site and threatened that should I not obey, they would ask my Internet host to close my blog. They also ordered me that I should put a logo on my site saying: “This blog promotes racial hate”. [...] Should I not comply with their demands, they warned me, they would file a lawsuit against me and drag me to court for “slandering” Islam as they did with Oriana Fallaci”. Traduzione: "Un musulmano ha segnalato il mio sito a questa Gestapo islamica e loro mi hanno scritto ordinandomi di chiudere il mio sito e minacciandomi dicendo che, nel caso non obbedissi, avrebbero chiesto al mio provider di chiudere il mio blog. Mi hanno inoltre ordinato di mettere un logo sul mio sito che recitasse “Questo blog promuove l’oddio razziale”. [...] Nel caso non avessi ottemperato alle loro richieste, mi hanno avvertito, mi avrebbero fatto causa e mi avrebbero trascinato in corte per “vilipendio” all’Islam come hanno fatto con Oriana Fallaci”. Non so voi, ma a me pare un tantino, come dire?, diverso da quanto contenuto nello scambio epistolare tra la IADL e la Atzori, cosi come viene riportato proprio da quest’ultima sul suo blog. Non vi sono ne “minacce” né tantomeno ordini, in quelle email. Anzi, solo saluti alle bimbe e incondizionata comprensione. Ciononostante, la sig.a Atzori pensò (bene o male non saprei dirvi) di spacciarsi per una grande vittima della censura islamica, da lei qualificata addirittura come Gestapo, al pari della Vecchia Saggia. Anche se continuo tuttora a non capire che differenza ci sia tra una IADL islamica e una ADL ebraica che esiste dal 1913 e che non fa altro, appunto, che scandagliare siti e giornali alla ricerca di affermazioni “antisemite” da perseguire legalmente, quest’ultimo comportamento della signora Atzori non mi è parso tanto corretto.

Oggi invece, sul suo blog, è apparso un post intitolato “chiarimento” dove afferma: Qualcuno ha scritto che sono stata denunciata da questa associazione e obbligata a mettere un logo sul mio sito per identificarlo come “sito razzista”. La mia versione, che tutti hanno avuto modo di leggere su questo blog attraverso le lettere della Barre e le mie riposte, era ben diversa. Ho chiesto all’autore di rimediare riportando le mie parole esatte. Sembra quindi che la signora Atzori stia negando di aver apposto un simile logo sul suo sito, il che in effetti non è successo, sia perché nessuno glielo chiese, sia perché non sarebbe stato nemmeno compito suo quello di farlo nel caso la IADL lo avesse ritenuto opportuno. Ma il riferimento alle lettere della Barre e alle risposte, mi ha fatto venire un dubbio: la sig.a Atzori è quindi pienamente consapevole del contenuto di questo scambio? A me pare assolutamente di si. Ora, o la signora Aztori è convinta che non sappiamo l’inglese oppure è lei che ha problemi ad esprimersi in quel idioma. Oppure, più semplicemente, sta tentando di prenderci tutti per i fondelli. Stando infatti a quanto scritto in quell’articolo, da lei firmato e del quale rivendica pienamente la maternità dicendo, appunto "Ieri, sul sito faithfreedom, grande sito frequentato da ex musulmani provenienti da tutte le parti del mondo, è apparso un mio articolo “Welcome to Eurabia”, nel quale racconto la vicenda della IADL", quel “qualcuno" che avrebbe distorto le sue affermazioni e al quale lei avrebbe chiesto di "rimediare riportando le parole esatte” altro non è che lei stessa !

Quindi, o è - appunto - una specie di raggiro da lei architettato confidando in una svista dei suoi lettori (che, per fortuna, non sono solo ciechi accoliti analfabeti) in modo tale da spacciarsi per vittima nei paesi anglofoni e come persona ragionevole in Italia, specie di fronte alla IADL, oppure si tratta di un caso di schizofrenia acuta che la induce ad inventarsi le minacce e quindi a smentirle subito attribuendo “errate interpretazioni” ad anonimi terzi. I famosi "Qualcuno", appunto, che servono ad ottenere la tanto agognata scorta. In entrambi i casi, mi viene il dubbio che il suo libro, quello dove racconta una terribile storia con l’ex marito musulmano, sia da prendere assolutamente con le molle, al pari del caso della mitomane della metrò parigina e dell’autrice statunitense di origine giordana condannata per un libro fantasioso spacciato per vero sulle condizioni della donna in Giordania. E’ solo un dubbio, per carità, ma alla luce di quanto sta succedendo, credo sia più che legittimo avanzarlo. Ad ogni modo ho segnalato la storia alla signora Barre, invitandola caldamente a prendere le misure necessarie.

di Sherif El Sebaie | 19/06/2005
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