
La signora Atzori ha chiesto, stavolta alla IADL, che il sottoscritto togliesse i post dove è menzionata lamentando una presunta diffamazione della sua vita ad opera del sottoscritto. Ebbene, cominciamo con il chiarire una cosa: io non lavoro per la IADL e quindi non prendo ordini dalla stessa. Se la sig.a Halima Barre ritiene che vi sia qualcosa da salvare nella e della sig.ra Atzori, fatti suoi, si accorgerà che non ne vale la pena. Ergo, i post rimarranno dove sono dovesse cascare il cielo. Secondo: per fortuna lo staff della IADL mi ha comunicato la richiesta senza pretendere nulla e - considerata la diffamazione dell’organizzazione operata dalla stessa Atzori - ipotizzo che non siano nemmeno in vena di darle ragione su alcunché. Terzo: fino a prova contraria, non c’è nessuna “diffamazione” della signora Atzori o della sua vita privata. Io finora ho parlato della Atzori nella sua veste di autrice di un blog razzista e di un libro dubbioso dove lei stessa espone quella che sarebbe la sua vita percependo quantomeno una percentuale sulle vendite. Tutti i miei interventi, quindi, sono riconducibili alla sfera della libertà di espressione a cui si appella costantemente la stessa Atzori, visto che non riguardano fatti privati o la sua stessa persona ma una produzione “letteraria” disponibile in pubblico sia su internet che sulle bancarelle dei mercati delle pulci. Non mi risulta che in questo blog ci siano riferimenti precisi nemmeno a quanto contenuto nel libro stesso o altri dettagli “riservati” di cui non sono nemmeno a conoscenza. Ho solo detto che è un libro pessimo e - alla luce di alcuni episodi inequivocabili, incluso l'ultimo - ho sollevato dubbi sui contenuti e sulla loro sincera obiettività. Non mi pare nemmeno che ci siano insulti generici a qualche fede religiosa o qualche minoranza etnica, appelli alla deportazione di massa (punibili dalla Legge Mancino) o qualcosa ad essa assimilabile, come invece è riscontrabile sul blog della Atzori e di vari suoi amici e commentatori. Se dovessero scandagliare il mio blog da cima in fondo, il massimo che potranno trovare sarà qualche mezza frasetta estrapolata o manipolata e che, una volta calata nel suo contesto, perderà qualsiasi valenza “aggressiva” o “minacciosa” che vorrebbero attribuirle. Sto infatti molto attento a ciò che dico, ben consapevole della mia condizione di extracomunitario che, secondo alcuni, dovrebbe stare zitto. In fin dei conti, quindi, sono serenissimo ed inaffondabile, come Venezia. Sono loro che si lasciano andare, dimenticando che - pur essendo “autoctoni” sono soggetti alle leggi di questo paese che puniscono il razzismo, la xenofobia, la discriminazione e - fin quando non sarà abolito - il vilipendio della religione. So che a lei e ai suoi simili piacerebbe scrivere panzane senza rendere conto a nessuno, tanto meno all'extracomunitario di turno, e senza rischiare di vedere un ignaro lettore alla ricerca di informazioni sul loro conto capitare su questo blog (e succede, eccome se succede) o una IADL che valuta cause civili o penali ben meritate nei loro confronti. Ma l'assenza di tutto ciò, d'ora in poi, sarà il loro sogno proibito. Attendo dunque le denunce e le cause della sig.a Atzori con grande entusiasmo. Non vedo l’ora che sia lei a mettere il suo caso sotto gli occhi dei giudici, trascinandosi letteralmente in un abisso dal quale uscirà ridotta malissimo procurandomi non poca pubblicità gratuita. Ancora più gratuita considerato che posso contare su alcuni amici che mi hanno promesso uno staff di avvocati volontari con le contropalle (e abbiamo visto recentemente di cosa sono capaci). Ergo, faccia pure. Vediamo intanto come se la caverà con la sig.a Barre che le ha mandato la seguente email.
Le scrivo perché mi è stato segnalato un suo articolo pubblicato su un sito nel quale si chiedono addirittura se i musulmani siano esseri umani. Sono stupita dalla lettura del suo articolo, dove citando la sua corrispondenza con la IADL, e per inciso con la sottoscritta, afferma: "…A Muslim reported my site to this Islamic Gestapo and they wrote ordering me to shut down my site and threatened that should I not obey, they would ask my Internet host to close my blog. They also ordered me that I should put a logo on my site saying: "This blog promotes racial hate." …". La sua fantasiosa ricostruzione della nostra breve relazione e-pistolare prosegue dicendo: "… Should I not comply with their demands, they warned me, they would file a lawsuit against me and drag me to court for "slandering" Islam as they did with Oriana Fallaci. …". Spero che lei si renda conto che quanto da lei narrato è totalmente destituito da ogni qualsivoglia fondamento: ha volutamente inteso travisare i termini del nostro scambio di mail, che oggettivamente non si prestano a nessun tipo né di interpretazione né di strumentalizzazione. E lo ha fatto narrandolo a centinaia, forse migliaia di altre persone.
Suppongo che lei sappia cosa sia la diffamazione, così come sia consapevole che non sia proprio corretto indulgervi e, soprattutto, che sia illegale. Badi che non sto parlando di difamazione dell'Islam, sto parlando della nostra organizzazione, la IADL, e di me stessa, visto che ho avuto la spiacevole (a questo punto non saprei come altro definirla) sorte di interloquire con lei, credendo di parlare con una persona corretta e dotata di coscienza. Non posso che dirmi addolorata per aver creduto, a torto, che lei fosse un persona normale. Il suo comportamento mi ha messo nella pesante situazione di valutare un'azione legale di risarcimento nei suoi confronti, dato che sono ancora in possesso della corrispondenza tra noi intercorsa. Cosa fare, sig.ra Atzori? Tacere ed accettare? Non è nel mio, nel nostro, stile. Esporre la sua doppiezza ovunque, considerato che abbiamo i mezzi per farlo? Nemmeno questo. Denunciarla penalmente per diffamazione? Si potrebbe, ma lo ritengo inutile. Chiederle un risarcimento del danno, incalcolabile, subito per le sue panzane? Ecco, ritengo questa la strada giusta. Sappia che abbiamo già provveduto ad assicurare le prove della sua malafede:
Lei potrebbe avere la tentazione di cancellare i due articoli da lei stessa pubblicati, da dove si evince il tenore diametralmente opposto dei miei statements oppure di modificare l'articolo pubblicato dal sito FFI, ma sappia che, oltre alle prove già acquisite, la legge impone al suo Host di mantenere la copia di quanto pubblicato per almeno 4 anni, ed in base ad una recentissima sentenza della Corte di Cassazione, sentenza particolarmente amata dal procuratore aggiunto di Milano, che non può essere esattamente definito un "grande" amico del cosiddetto terrorismo islamico nostrano. Nel suo caso, considerando lo statement dei gestori del sito (This site is viewed by over 200,000 people per month) ritengo che il delitto sia stato bellamente compiuto, o quantomeno tentato.
In definitiva, anche se mancasse la prova della realizzazione dell'evento rappresentato dalla effettiva diffusione del messaggio con percezione da parte di più persone, in tale situazione, secondo i principi generali del diritto penale, deve ritenersi integrata l'ipotesi del tentativo, in quanto lei con l'apertura del sito e l'inserimento delle notizie e messaggi di cui si è detto ha realizzato una condotta idonea tecnicamente (il sito, sia quello della FFI sia i suo Blog, era attivo e visitabile per come risulta dall'attività svolta dalla P.G.) e volta in modo non equivoco a diffonderli nel quadro della sua "battaglia" da tempo iniziata nei confronti di persone colpevoli solo di professare una fede che lei ritiene deboli e prive di difesa. Lei lo sa, vero, che se noi fossimo ebrei lei sarebbe considerata molto, ma molto "cattiva"? A questo punto riterrei interessante capire quanto di quello che lei ha narrato nelle pagine de "L'infedele" corrisponda al vero, come si chiede ironicamente il signor El Sebaie dalle pagine del suo Blog. All'uopo, sto seriamente valutando di contattare il dott. Aboulnaga (L'ex marito della Atzori, ndr), per accertare se quanto da lei sostenuto nel suo libro, senza che nessuno si sia preso la briga di controllare circostanze e denunce, corrisponda al vero. Spero per lei che così sia, anche se immagino che – se non si trovassero dei riscontri delle sue denunce o dei maltrattamenti subiti o dei trattamenti medici dei quali ha avuto bisogno – attribuirà la mancanza di documentazione a supporto ad un immaginario complotto pluto-islamico-massonico.
Tutto ciò mi addolora, perché sono al corrente della sua situazione – ricordo di averle espresso la mia incondizionata solidarietà – e come donna credo nella sorellanza di genere. Quando si parlava di essere responsabili di ciò che si scrive, parlavo proprio di questo. Ma, per citare proprio lei in una delle sue mail "gli insulti e la diffamazione non li accetto da nessuno". Distinti saluti, perché la Pace non riesco davvero ad augurargliela questa volta e, dato che non sono una donna abituata alla menzogna, rifuggo la falsa testimonianza, mi aveva chiesto di segnalarle le frasi razziste contenute nel suo blog. Mi ero ripromessa di controllare. Dopo aver letto le sue nauseanti menzogne sarebbe per me inaccettabile il posare i miei occhi su quanto scrive. Sono davvero delusa del suo comportamento, e spero sinceramente che chiunque sia il suo dio di oggi, che Allah lo protegga, possa perdonarla.
Halima Barre
PS: Voglio ripeterle, così da evitare qualsiasi genere di equivoco, che non ritengo il suo blog un blog che possa arrecare nocumento al mio credo religioso, per quanto mi e ci riguarda lei può continuare a scrivere indisturbata ciò che ritiene opportuno, ricordando però che ciò che scriviamo è il riflesso di ciò che siamo. L'azione civile, se verrà decisa, è un fatto che prescinde la nostra core-mission dato che non la intentiamo nei confronti di una anti-islamica ma nei confronti di una persona bugiarda. Questa mail è inviata in copia anche ai legali che si occuperanno della questione e a due magistrati, quindi la pregherei di evitare di manipolarla perchè se ciò avvenisse non farebbe che avvalorare la percezione che di lei abbiamo.