25/06/2005

Indietro tutta !

Ho letto in giro alcuni commenti dei signori che mi stanno tuttora attaccando sul forum del sig. Allam con termini passibli di denunce sia penali che civili. Giuro che se quelle cretinate - ed è già successo - fossero pubblicate sui blog di quei giullari che hanno scatenato questa storia, e non sul forum di un quotidiano nazionale, non li avrei nemmeno degnati di uno sguardo. Ma, al di là della pubblicità che mi hanno regalato ("Nel bene o nel male, l'importante è che se ne parli" come direbbe Oscar Wilde), questa mossa li rende ancora più responsabili delle loro affermazioni. Posso tranquillamente affermare che - se volessi - ora sarebbero, letteralmente, in un mare di guai. Potrei anche scomettere che il 99.9 % di chi è intervenuto sulla vicenda non si è nemmeno degnato di andare a leggere, informarsi, farsi un opinione e quindi riflettere prima di distribuire a destra e a manca messaggi di incondizionata "solidarietà". E che quei pochi che l'hanno fatto erano comunque assai esaltati dall'idea di prendersela con un "islamico" da non capirci più niente.

Questi signori affermano che in seguito a questo spiacevole episodio - di cui lo stesso sig. Allam era all' oscuro - me la sarei "fatta addosso", cercando di "giustificarmi". Non vedo perché: con tutto il rispetto, il sig. Allam non è né mio padre né un giudice, l'ho chiamato solo per capire se era lui a far passare quei deliranti messaggi apparsi sul forum che porta il suo nome e, in quel caso, perché la mia lettera non era stata pubblicata...Il Sartori si spinge fino ad affermare: "Andiamo a testa bassa come cagnolini dallo ''zio tom'' dal ''Pinocchio d'Egitto'' dal ''copto travestito da musulmano''. Non dica che la Atzori è una vigliacca, perchè invece lei, Sebaie si lo è". Ovviamente lo sfido, il bugiardo professionista, ad indicarmi un solo posto dove il sottoscritto avrebbe definito il sig. Allam in questi termini. Tsk tsk tsk...non si fa, Sartori, non si fa. I termini elencati sono le opinioni personali di altre persone, a volte espresse su questo blog. Anzi, credo addirittura che non siano nemmeno stati usati dai frequentatori in questi spazi, ma potrei sbagliare. In ogni caso, siccome io sono una persona democratica - per davvero - così come lascio i suoi messaggi, lascio anche i loro.  Il sig. Allam, poi, non ha bisogno né di lei né di me per difendersi: ha il Corriere e la Mondadori. Detto questo,  rispondere ad accuse infondate e diffamatorie a me rivolte, espresse sul forum di un quotidiano nazionale, e quindi difendersi secondo le regole della dialettica è diventato "reato" o quanto meno "codardia" in questo paese? A questo scopo, e nel caso non lo avessero capito, ripeto quanto detto più volte sia qua che altrove: non ritraggo manco una mezza virgola di quanto affermato su questo blog. Non ritiro manco un mezzo puntino di quanto ho espresso nei miei post. Tantomeno quelli che riguardano la Atzori o il Sartori. E me ne frego se se ne vanno in giro a dire che sarei un "individuo ambiguo", "un terrorista antisemita" e un "essere demoniaco" perché "in un sito dove piangevano la morte di Yassin, c'è uno scritto da lui firmato, dove chiede la chiusura dei siti antislamici". Non so dove sia quel sito o dove sia quel scritto, non sono nemmeno a conoscenza del suo contenuto. Sono solo responsabile di quanto affermo personalmente su questo blog o sul sito Aljazira.it. Che altri siti - di qualunque natura essi siano - riprendano i miei scritti, ammesso che siano miei, non è affar mio. Questa storia delle accuse "per contatto" (il cugino della moglie del fratello della sarta dell' idraulico che gli ha aggiustato lo scaldabagno era un avanzo di galera, ergo...) sono quanto di più ridicolo si possa riscontrare in uno stato che si professa di diritto.

Vedete, i signori potrebbero cercare di qua fino al giorno del Giudizio qualcosa di "compromettente" sul mio conto. Possono scandagliare la rete, assumere squadre della Cia, chiamare in rinforzo perfino le tartarughe Ninja. Ma si accorgeranno da soli che, a differenza di altri, non ho un passato - vero o presunto che sia - da estremista di destra o di sinistra che mi possano rinfacciare e strumentalizzare, non sono mai stato iscritto ad un organizzazione o ad un gruppo che possa destare sospetti, mai frequentato una moschea (ammesso che frequentarle sia un reato o qualcosa di "strano"). Mai avuto contatti con personaggi "dubbiosi" (tipo, volendo, Adel Smith) o che potrebbero essere considerati tali se non nell'ambito di un' attività puramente professionale e alla luce del sole. Nei miei articoli non c'è manco una mezza parola (a patto che non venga storpiata a piacimento) che esprima concetti sbagliati o riprovevoli. Insomma; non c'è traccia di un qualsivoglia piccolo incidente, fisico o verbale che sia, che possa scaflire la mia immagine. 

Per loro conoscenza, le uniche due organizzazioni  a cui sono iscritto sono i DS e il Rotary. L'unico impegno politico che ho svolto finora e di cui vado fiero, è quello di primo rappresentante extracomunitario degli studenti italiani in un prestigioso ateneo sito in Italia, quindi quello di responsabile di importanti attività culturali volte a rinforzare l'integrazione e la tolleranza nella città di Torino. Ho una storia personale ed un curriculum, senza false modestie (perché in questi casi non mi viene proprio. Saranno le mie origini aristocratiche, che ci volete fare....) che li farebbe impallidire. Sono bianco come un giglio e splendente come un diamante. Mi possono rivoltare da tutte le parti ed emanerò sempre la stessa luce: accecante. Le accuse mosse nei miei confronti lasciano il tempo che trovano e mi scivolano addosso senza lasciare traccia, perché non trovano nessun riscontro nella vita reale. Il fatto che io risponda qua o anche lì non è da intendersi come "paura" né tantomeno come segnale di "interesse" nei loro confronti. E' semplicemente per comunicare loro il mio più profondo disgusto e la mia più ferma volontà di proseguire sulla mia strada, senza deviazioni o dietrofront. Nel caso non lo avessero notato infatti, io non sono la loro Atzori che si contraddice ogni tre secondi.

di Sherif El Sebaie | 25/06/2005
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